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Natale e Capodanno: con il Covid che corre addio alle feste?

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Natale e Capodanno ai tempi del Covid: è inutile far finta di niente. Ormai se ne comincia a parlare e bisogna guardare in faccia la realtà. Difficile, se non impossibile che tra un mese e mezzo le festività si possano celebrare tra shopping, cenoni e tavolate. Per non parlare di vacanze all’estero (dove, anche per chi se lo può permettere) o sui campi da sci (vedi alla voce Valle d’Aosta e Alto Adige zone rosse).

Dall’Italia a Piacenza

I numeri dicono che la pandemia di Coronavirus non si ferma. Oggi si contano altri 32.961 positivi su 225.640 tamponi (con un’incidenza al 14,6%), che spingono i casi complessivi a oltre un milione (1.028.424). Le vittime sono state 623, che portano il totale a 42.953 morti. Sempre da inizio epidemia, guardando all’ Emilia-Romagna, si sono registrati 78.283 casi di positività, 2.428 in più rispetto a ieri, su un totale di 20.670 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi effettuati oggi è dell’11,7%. I decessi in regione sono stati 31, per un totale di 4.876 morti. Piacenza ha contato altri 117 positivi (8.765 casi complessivi) con due nuovi decessi che fanno salire il totale delle vittime a 1.017.

Più restrizioni

Intanto il personale sanitario a livello nazionale invita il Governo a varare subito misure più restrittive (come si preparano a fare in autonomia Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia per restare comunque in zona gialla). Gli ospedali “sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione da Covid. Non vanno dati messaggi che sminuiscono la situazione”, scrivono in una lettera aperta, medici internisti, geriatri e infermieri di Medicina interna. Per loro dunque la situazione ospedaliera “è drammatica”.

Allarme terapie intensive

Sui posti letto di terapia intensiva la media italiana negli ultimi giorni è salita velocemente al 37% di saturazione. Secondo l’Agenas (l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali), al 10 novembre ben 9 regioni e le due province autonome del Trentino-Alto Adige hanno ampiamente superato la soglia definita critica dal ministero della Salute del 30%. L’Umbria ha toccato quasi il 57% di saturazione dei posti letto di terapia intensiva; il Piemonte è al 56%; Provincia autonoma di Bolzano e Lombardia sono al 54%. Seguono Valle d’Aosta (50%); Toscana (47%); Marche (46%); Liguria (44%); Provincia autonoma di Trento (42%); Emilia Romagna (38%); Campania (33%). A cui si aggiungono Sardegna e Puglia giunte al 30%.

L’opinione di Galli

In questa situazione, tornando alle festività di dicembre, il professor Massimo Galli è stato tra i primi a rompere il tabù su Natale e Capodanno. Se gli interventi messi in campo dal Governo non funzionassero, “arriveremmo a Natale nel pieno della seconda ondata”, ha affermato il primario di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano. E se funzionassero? “Dovremo adeguarci a una riapertura graduale e a molte cautele, per non ripetere quanto già successo a Ferragosto”, ha spiegato l’esperto.

Tradotto: se pure i numeri miglioreranno, vietato sgarrare, perché si potrebbe dare il via a una terza ondata di diffusione del virus, anche se sarà difficile farlo digerire agli italiani. “Rispetto alla scorsa primavera, quando la gente era impaurita, ma solidale e disponibile a seguire le disposizioni, ora c’è molta stanchezza e anche molta rabbia”, ha sottolineato Galli. “Posizioni irrazionali che trovano molto più spazio”.

La proposta francese

Julien Lenget, se possibile è ancora più drastico. Per il medico francese, ematologo e direttore di un ospedale ad Antony, nei dintorni di Parigi, Natale e Capodanno 2020 andrebbero annullati. Con famiglie riunite e feste con gli amici, anche in Francia si potrebbe innescare infatti un “gigantesco cluster nazionale e intergenerazionale, con una potenziale terza ondata”. Quindi, “se dovessi dare un’opinione puramente scientifica e razionale, direi piuttosto di annullare senza esitazione Natale e Capodanno”, ha concluso Lenget.

Una scelta difficile da far digerire anche ai cugini francesi? Un sondaggio rivela che 7 su 10 si sono già messi il cuore in pace, dicendosi pronti a vivere festività molto meno condivise per combattere il Covid. E forse dovremmo cominciare a pensarci anche noi.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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