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Solo auto elettriche in India dal 2030. E noi cosa stiamo aspettando?

Traffico a Connaught Place, Nuova Delhi, India

Le auto elettriche hanno un futuro. Almeno in India è certo. La notizia ha già fatto il giro del mondo e sta facendo discutere anche da noi. Il grande Paese asiatico ha un tasso d’inquinamento altissimo. Soprattutto nelle sue megalopoli. E così il suo governo ha preso una decisione drastica. Dal 2030 in India potranno essere vendute solo auto elettriche.

L’allarme inquinamento

D’altra parte la concentrazione di polveri sottili nelle grandi città indiane ha raggiunto livelli insostenibili. Tra il 1990 e il 2015 il numero di persone morte per questo motivo è raddoppiato. Oggi, secondo Airpocalysse, uno studio di Greenpeace, l’inquinamento uccide ogni anno 1,2 milioni di indiani. In termini di Pil lo smog comporta una perdita del 3%. E la città più inquinata del Paese è Nuova Delhi, dove la concentrazione di polveri sottili è di ben 13 volte superiore ai limiti fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il ministro indiano Piyush Goyal

Mobilità sostenibile: l’idea del governo indiano

A annunciare la rivoluzione delle auto elettriche nei trasporti indiani è stato il ministro del Carbone e delle Miniere, Piyush Goyal all’annuale conferenza dell’associazione degli imprenditori. “Il piano del governo – ha detto il ministro – è spingere cittadini e imprese a usare veicoli elettrici. Ci vorranno anni di preparazione fino al 2030. Quando la commercializzazione di veicoli non elettrici nel Paese sarà definitivamente vietata. Prevediamo che ci saranno due o tre anni in cui dovremo andare incontro alle case automobilistiche, assisterle in questo passaggio”, ha sottolineato Goyal. “Ma ci aspettiamo anche che la produzione sia guidata dalla domanda e non solo dai sussidi. E che il costo delle auto inizi ad adeguarsi alle necessità dei consumatori”.

Traffico a Nuova Delhi

Auto elettriche, plastica e lampadine

La scelta indiana di puntare sulle auto elettriche potrebbe essere interessante anche per la Cina, altro colosso asiatico alle prese con un inquinamento altissimo. E rappresenta anche l’ultimo tassello di una svolta verde che nel giro di qualche tempo potrebbe dare risultati di rilievo. Di recente infatti in molte città indiane sono stati messi al bando i prodotti in plastica usa e getta. E il governo ha lanciato un piano di incentivi per la sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a basso consumo. Ma è la svolta della mobilità elettrica la più forte. Anche per i risvolti che potrebbe avere sul mercato mondiale dell’auto. Soprattutto se altri Paesi seguissero l’India su questa strada.

Smog: la situazione italiana

E in Italia come siamo messi a inquinamento? Piuttosto male. Anche da noi le polveri sottili sono un problema molto grave. Basti pensare che l’Unione europea nei giorni scorsi ci ha dato due mesi di tempo per ridurre le emissioni di Pm10, che colpiscono non solo le grandi città ma anche i centri minori. Senza un intervento serio, la Commissione porterà l’Italia davanti alla Corte di Giustizia. Una situazione sempre più pesante sotto il profilo sanitario. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nel nostro Paese lo smog causa ogni anno 66mila morti premature, con il più alto tasso in Europa. E oltretutto il numero di auto in circolazione continua a crescere.

Il traffico di Roma

Primi in Europa

L’Italia conta infatti un numero esorbitante di automobili in circolazione, pari a 43,2 milioni. In Europa, secondo uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, siamo al primo posto con 62,4 auto ogni 100 abitanti, compresi quelli che non hanno la patente. Al secondo posto c’è la Germania con un tasso del 55,7%, seguita dalla Spagna ancor più distanziata (49,3%). E l’alta concentrazione di auto nel nostro Paese cresce ormai da 8 anni. Tra il 2008 e il 2016 questa percentuale è aumentata di 2,3 punti. Tuttavia c’è anche qualche segnale positivo.

Auto ecologiche in crescita

I veicoli ecologici alimentati a gpl, metano, ibridi o elettrici, stanno crescendo. A gennaio 2017, secondo l’Aci, sono 3,4 milioni, pari al 7,8% del totale. Con un aumento del 35% rispetto al 2010. Guardando ai diversi tipi di alimentazione, i veicoli a Gpl ammontano a quasi 2,26 milioni (5,2% del totale), quelli a metano sono oltre un milione (2,3%) e il binomio ibride e auto elettriche vale poco più di 130mila unità (0,3%). Un segnale positivo, certo, ma è altrettanto evidente come pesino ancora troppo poco per cambiare le cose nelle nostre città.

Auto elettrica in ricarica

A ruota di Olanda e Norvegia

Se ai più la scelta dell’India può apparire lontana e non solo per motivi geografici, teniamo presente che ci sono Paesi ben più vicini a noi che da tempo hanno intrapreso questa strada. Si tratta di Norvegia e Olanda, che vantano già una quota di auto elettriche pari rispettivamente al 25% e al 10% del loro parco circolante. E che dimostrano come una scelta così impegnativa non sia fuori dalla portata dell’italia. Di certo servono maggiori infrastrutture per garantire i rifornimenti. Ma anche qui le cose stanno cambiando.

Il piano Enel 

L’Enel ha lanciato un progetto da 300 milioni di euro, partito il mese scorso, per sviluppare una rete capillare di colonnine di ricarica in tutta l’Italia. Al suo fianco, il Politecnico di Milano. L’investimento utilizzerà  fondi europei su base regionale. Ma questo non basta. Servirebbero anche scelte politiche per far crescere il mercato, con incentivi per chi acquista le auto elettriche. Come ha ricordato Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, in Italia c’è già un fondo da 50 milioni di euro stanziati nel 2013 per la mobilità elettrica. Ma finora è stato utilizzato al 10%.

auto elettrica
Un’ auto elettrica della campagna Enel

Pensare verde

Un piano del governo che pur non fissi date come nel caso dell’India, ma che punti a un cospicuo aumento delle auto elettriche in circolazione, potrebbe dare intanto risultati importanti. E non solo sul fronte della lotta all’inquinamento o della bilancia energetica. Ma anche sul piano imprenditoriale e occupazionale. Un circolo virtuoso che potrebbe chiudersi con uno stimolo al montaggio degli impianti fotovoltaici residenziali. Grazie agli accumulatori, permetterebbero di ricaricare le auto elettriche durante le ore notturne. E allora, che cosa stiamo aspettando?

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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