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Comune di Piacenza: scoppia il caso del direttore generale Luca Canessa

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Comune di Piacenza: tensione al calor bianco nell’Aula di palazzo Mercanti. Dopo la fideiussione falsa e la sostanziale mancanza della bancabilità per dare l’avvio al parcheggio interrato di piazza Cittadella, adesso è esploso il caso del direttore generale Luca Canessa. Una detonazione fortissima, che ieri addirittura ha portato all’interruzione del Consiglio comunale con l’abbandono dell’Aula da parte degli esponenti della maggioranza di centrosinistra.

Che cosa è successo? Il tema in discussione era fideiussione falsa, collegata al rapporto fiduciario tra L’Amministrazione guidata dal sindaco Pd Katia Tarasconi e il concessionario Piacenza Parcheggi-Gps. Facile prevedere che fosse proprio la discussione sul rapporto fiduciario a prendersi la scena. E così è stato.

L’agguato

Nervosismo alle stelle, con più richiami ad attenersi al tema principale della fideiussione falsa, mentre i consiglieri delle opposizioni andavano a nozze ampliando il ragionamento. In attesa di sfornare un paio di ordini del giorno che chiedevano di avviare la risoluzione del contratto tra l’Amministrazione e le società del principe siciliano Filippo Lodetti Alliata.

Ordini del giorno che se approvati dalla presidenza del Consiglio avrebbero portato alla discussione su questo tema e al voto dell’Aula. Una situazione da evitare come la peste per la maggioranza, visto che alcuni consiglieri avrebbero diversi dubbi in merito. E anche perché sarebbero in corso le verifiche degli Uffici comunali sulla documentazione finanziaria non ancora del tutto bocciata.

Il battibecco

Difficile tenere la situazione sotto controllo, nonostante i tentativi della presidente Paola Gazzolo. Ad aprire le danze il consigliere di Alternativa per Piacenza, primo firmatario dell’ordine del giorno, Luigi Rabuffi: “Piacenza Parcheggi ha ancora la fiducia del Comune?”; Dopo di lui, ecco Massimo Trespidi (Lista Barbieri-Liberi), che si sofferma sui ritardi di Piacenza Parcheggi. La società però incassa gli aumenti delle strisce blu da inizio anno, e Trespidi chiede che le vengano contestati questi surplus.

Preoccupato dall’andazzo, il capogruppo di maggioranza Luca Dallanegra (Lista Per Piacenza) propone una mozione sull’ordine dei lavori: “Vorrei capire il tema della seduta”. Stefano Cugini (capogruppo di ApP) risponde, sostenendo che il rapporto fiduciario con il concessionario va oltre la mera questione della fideiussione falsa: “Se ne deve parlare in un’ottica generale”, in disaccordo anche con la presidente Gazzolo.

Così parte un battibecco tutto a sinistra tra Cugini, l’onorevole Paola De Micheli e Andrea Fossati (capogruppo Pd), che porta a una prima sospensione dei lavori. Si riprende dopo mezz’ora con Gloria Zanardi (Fratelli d’Italia) che spinge sull’acceleratore, innervosendo i colleghi della maggioranza con i suoi passaggi sul parere legale richiesto “privatamente” da De Micheli sulla fideiussione falsa.

La pietra dello scandalo

È la volta della capogruppo di FdI, Sara Soresi. Nel suo intervento, dapprima si focalizza sui contrasti tra l’Avvocatura guidata da Elena Vezzulli e il Collegio dei revisori dei conti, presieduto da Davide Cetti, “che ci dicono da anni di stare attenti”, mentre la Giunta, il direttore generale Canessa e alcuni dirigenti per bypassare queste letture si rivolgono ad incarichi esterni. “Una sorta di amministrazione parallela”, afferma la capogruppo di FdI, che viene contestata dai banchi della maggioranza e richiamata dalla presidente Gazzolo: “Abbiamo convenuto di non parlare dei dirigenti dell’ente, all’esterno diamo l’idea che sia un processo”.

Soresi però non demorde. E affronta il tema legato al ruolo del direttore generale, mentre l’Aula rumoreggia ancora: “Ha partecipato alla stesura dell’addendum; a lui si deve la svolta su piazza Cittadella; ha tenuto i contatti con il concessionario. Siamo certi della correttezza del suo operato, ma è opportuno? È legittimo che chi, come Canessa, responsabile dell’anticorruzione interna possa anche disporre incarichi e rapporti di concessione, a dispetto delle linee guida di Anac?”.

Il gran finale

Così, mentre prende la parola Nicola Domenghetti (FdI), che torna sull’assenza delle garanzie finanziarie – “temo che la Giunta non utilizzerà la mancanza della bancabilità per risolvere il contratto con Piacenza Parcheggi” – la maggioranza prepara il gran finale.

Protagonista il capogruppo di Piacenza Coraggiosa, Boris Infantino. Attacca la collega Soresi, bollando le sue parole come “volgari intimidazioni alla dirigenza del Comune”. Il centrodestra per Infantino vuole solo l’immobilismo. E non potendo indebolire la parte politica, tenta di indebolire quella tecnica che dà concretezza proprio agli indirizzi politici. Poi annuncia una nuova richiesta di sospensione della seduta. E certifica di fatto che per la maggioranza non ci sono più le condizioni per partecipare al Consiglio comunale.

Ultimo passaggio di Patrizia Barbieri. L’ex sindaco risponde alle accuse di immobilismo e agli attacchi alla sua Amministrazione lanciati da Infantino. “Non abbiamo diffamato nessuno. Chi ha gettato discredito e ha offeso è stato lei. Chi ha voluto sentire i dirigenti nella Commissione Legalità siete stati voi della maggioranza. E ci avete fatto assistere a un teatrino imbarazzante“. Nuova sospensione confermata da Infantino e il Consiglio finisce qui.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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