Opinioni

Piacenza, niente Hub di Terapia Intensiva: anche con 700 morti resta una Cenerentola

Da sinistra, l'assessore regionale Raffaele Donini, il governatore Stefano Bonaccini e il ministro Roberto Speranza

Piacenza: niente Hub di Terapia Intensiva. Si farà a Parma, Modena, Bologna e Rimini. Una notizia che se possibile rende ancora più amara questa Pasqua per i piacentini.

L’Emilia-Romagna diventa Hub nazionale per la Terapia Intensiva, entrando a far parte della struttura che sta costituendo il ministero della Salute”, spiega una nota da Bologna che fa seguito all’annuncio in videoconferenza del ministro Speranza, del governatore Bonaccini e dell’assessore Donini. “Con un progetto della Regione e un investimento di oltre 26 milioni di euro, nasce sul territorio il Covid Intensive Care: una rete di terapie intensive con 146 posti letto sempre utilizzabile, per assistere pazienti che si sono ammalati o si potrebbero ammalare di Coronavirus. La rete, infatti, sarà strutturale: oggi serve per questa emergenza, ma rimarrà in futuro a disposizione per affrontare eventuali, diverse necessità sanitarie che richiedono il ricorso alla terapia intensiva e sub-intensiva. A disposizione dell’Emilia-Romagna e di tutto il Paese”.

I morti non contano

Nonostante i suoi 710 morti “certificati” per Covid-19 sui 2.564 contati finora (il 27,7% dei decessi dell’Emilia-Romagna), Piacenza resta così tagliata fuori dal Covid Intensive Care. “Già avviata, da parte delle Aziende sanitarie, la progettazione degli interventi”, prosegue la nota. “Si tratta dell’Ospedale Maggiore di Parma, del Policlinico Sant’Orsola e dell’Ospedale Maggiore a Bologna, del Policlinico e dell’Ospedale Civile di Baggiovara a Modena e dell’Ospedale Infermi a Rimini.

Selezione universitaria

Si dirà, Regione (e Ministero) hanno scelto gli ospedali delle storiche sedi universitarie delle facoltà di medicina per realizzare il Covid Intensive Care nei prossimi due mesi. E Rimini? Non rientra in questo novero. Ferrara, che ha sempre una storica sede universitaria con la facoltà di medicina, invece è stata esclusa. Rimini è in Romagna e poi è più lontana da questi centri universitari, potrebbero sostenere i fautori della scelta, mentre Piacenza ha Parma a “soli” 60 chilometri. Ma a Piacenza questo non è bastato per arginare l’epidemia, con tanti pazienti spostati nelle terapie intensive di altre città, ed è comunque l’epicentro regionale del Covid-19. Tanto che (come Rimini) ha subito più restrizioni del resto della regione.

Se poi guardiamo all’Hub di Terapia Intensiva sul piano “nazionale”, con quello che è successo e sta ancora succedendo, costruire un presidio forte alle porte della Lombardia avrebbe avuto un senso eccome. E non solo da Parma a Rimini, come ha sottolineato Donini. Certo, Piacenza avrà un nuovo ospedale, ha ricordato Bonaccini. Ma forse sarà pronto tra 8-10 anni. E intanto? Al di là della popolazione residente, pochi territori in Italia sono uno snodo di traffici commerciali e di transiti come Piacenza. E questo, anche a livello sanitario, nel caso di un’epidemia da fermare al più presto forse poteva contare qualcosa.

Curare la comunità

Poi ci sono altri due aspetti della vicenda che meritano di essere sottolineati. Il primo è generale e non coinvolge solo Piacenza. Di sicuro annunciare in questo momento il Covid Intensive Care ha un bell’effetto mediatico, sia per il ministero della Salute sia per la Regione Emilia-Romagna. Per carità, benissimo avere più posti letto per la terapia intensiva e specializzare il personale, si salvano vite. Ma forse si dovrebbero creare anche i presupposti perché i pazienti non ci arrivino in questi reparti.

Il ministro Speranza ha anticipato qualcosa in merito per il prossimo decreto di aprile. E ci sarebbe da augurarsi l’annuncio di un piano altrettanto ricco di investimenti per la medicina territoriale che coinvolga tutti gli operatori sanitari e non solo quelli ospedalieri, mettendoli in grado di intervenire in modo sicuro, integrato e tempestivo in caso di una nuova epidemia. Un piano che metta subito in rete i medici di famiglia e quelli ospedalieri con i primi a lavorare sul territorio in piena sicurezza per arginare la corsa verso gli ospedali. In una parola, curare prima la comunità e poi i singoli individui.

Piacenza e Andreotti

Infine, sgradevole che appaia mentre viviamo questa tragedia, c’è anche la lettura politica, o meglio partitica dell’Hub nazionale di Terapia Intensiva. Tutte le amministrazioni coinvolte nel Covid Intensive Care, e cioè Parma, Modena, Bologna e Rimini sono di centrosinistra, come Governo e Regione. Piacenza e guarda caso anche Ferrara hanno invece amministrazioni di centrodestra. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si prende.

https://www.facebook.com/RegioneEmiliaRomagna/videos/216667629599610/

 

 

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

5 Commenti

  1. Il Covid Intensive Care una bellissima idea peccato che ancora una volta interessi di partito condizionino scelte e la logica messa da parte. ..

  2. strappo il certificato elettorale ,non voglio piu sentire la parola PD.BASTA HO 74 ANNI NON NE POSSO PIU DI QUESTA DITTATURA CLIENTELARE GLI AMICI DEGLI AMICI ,GIACCHETTI MANDO AL DIAVOLO IL MINISTRO SPERANZA IN DIRETTA TV,QUESTI SONO FACCE DI BRONZO ,NON HO VISTO LE SARDINE FRA I VOLONTARI ,ERANO IN PIAZZA MAGGIORE ,CHE TRISTEZZA SPARANO NUMERI A CASO SUI GUARITI ,IMORTI ,ASINTOMATICI ,SINTOMATICI SENZA FARE I TAMPONI ,PER NON PARLARE DELLE RSA.BASTA,BUONANOTTE

  3. L’incapace Donini prima ha fatto danni ai trasporti ed ora alla sanità… un treno in ritardo mi fa arrabbiare, un ospedale in ritardo mi farà morire…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.