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Tensioni su appalto del verde e drag queen: Patrizia Barbieri verso un rimpasto di Giunta?

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Appalto del verde e drag queen: il mix ha inceppato i motori che rullavano in attesa del decollo. Quello della ricandidatura di Patrizia Barbieri a sindaco di Piacenza in armonia con la sua maggioranza, dove invece la tensione pare di nuovo vicina ai massimi.

“L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Come pensare che il caos del verde potesse essere risolto da chi lo aveva causato?”, dice con un sorriso sardonico il nostro interlocutore. “Prima arriva l’aggravio dei costi che passano da 1,6 a 2 milioni di euro annui. Poi questo bando triennale cancella la quota obbligatoria del 30% per i lavoratori svantaggiati prevista da quello precedente, quasi a dire che il caos del verde è stato anche colpa di questa formula a favore dei disabili. Con il rischio che la decisione dell’Amministrazione comunale sembri basata su una mancanza di sensibilità verso quei cittadini fragili che vanno comunque tutelati più di chiunque altro, come sottolineato da sindacati e cooperative del settore, e con le opposizioni che naturalmente ci sono andate a nozze”.

Contraddizioni e autogol

Quella sull’appalto del verde sembra poi una scelta contraddittoria dell’Amministrazione rispetto alla fresca variazione di bilancio che ha distribuito 10 milioni di euro per le emergenze sociali a braccetto con l’opposizione. E anche rispetto alla parola d’ordine “inclusione” che il sindaco Barbieri ha speso con forza per tentare di chiudere l’altra questione spinosa di questi giorni, il no all’esibizione delle drag queen allo Spazio 4. Uno show bocciato perché ritenuto in contrasto con le finalità educative del centro di aggregazione giovanile del Comune.

“Anche questa vicenda è stata un vero autogol: come non pensare allo scontro in atto sul ddl Zan a livello nazionale? Ci voleva più attenzione, diciamo più sensibilità politica nel valutare un sì o un no, ma non credo che sia stato un tranello preparato ad arte”, ci racconta un’altra voce di Palazzo Mercanti. “In sostanza però non mi fascerei la testa più di tanto: l’elettorato moderato e di centrodestra è di certo più rigido sul tema drag queen, mentre è molto più sensibile sul piano della tutela dei disabili in ambito lavorativo”.

Sulla graticola

In queste ore c’è anche chi ricorda la vicenda sull’autorizzazione in silenzio assenso della moschea della Caorsana. Con la Lega che quattro mesi fa aveva chiesto la testa dell’assessore all’Urbanistica Erika Opizzi di Fratelli d’Italia, facendo traballare la maggioranza. “Adesso sulla graticola tornano invece a rosolare gli assessori leghisti Paolo Mancioppi e Luca Zandonella, rispettivamente all’Ambiente e alle Politiche giovanili. E forse un rimpasto ci potrebbe anche stare a un anno dal voto. Patrizia Barbieri, forte dell’appoggio di FdI, potrebbe spingere per anticipare i tempi sulla composizione della sua prossima Giunta, dove in caso di vittoria nel 2022 avrà molta più voce in capitolo”.

Smentite win-win

Fonti vicinissime al sindaco però smentiscono che la prima cittadina stia pensando a un rimpasto con la Lega nel mirino. E se rinuncerà, comunque si può parlare di una strategia win-win. “Un’altra manifestazione di forza sul piano politico rispetto ai partiti della sua maggioranza e ai loro assessori. Perché ancora una volta sarà lei in prima persona a dover togliere le castagne dal fuoco. L’ennesimo segnale per dimostrare che senza Patrizia Barbieri il centrodestra di Piacenza oggi non sa dove andare”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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