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Case protette: liste bloccate e niente linee guida, la sindaca Barbieri batta un colpo

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Patrizia Barbieri, sindaca di Piacenza (foto dal profilo Facebook)

Case protette: l’attesa comincia a farsi preoccupante. “A Piacenza il sindaco Patrizia Barbieri interviene sull’Ausl per far riaprire le liste degli interventi chirurgici in Ospedale. Giustissimo, per carità. Ma sulle liste d’attesa delle Cra (Case residenza anziani non autosufficienti) e sulla loro riorganizzazione, che sono di sua diretta competenza, invece tutto tace”.

A fare questa riflessione è un dirigente del settore. Denuncia una situazione di stallo che nella città emiliana prosegue ormai da troppo tempo. “Abbiamo sentito tanta preoccupazione su quanto è accaduto nelle nostre strutture e abbiamo subito anche molte accuse ingiuste. Ma adesso che c’è il tempo per intervenire sembriamo finiti nel dimenticatoio della Giunta Barbieri”.

Liste al palo

Partiamo dal primo problema. Le liste d’attesa delle case protette sono bloccate da fine febbraio e cioè dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. “A oggi però non sappiamo ancora quando saranno riaperte e con che criteri; oltretutto, da un’indagine a campione abbiamo rilevato che molti anziani che attendevano un posto sono deceduti a casa propria”.
Di quanto si sono ridotte le liste d’attesa? “Almeno del 35-40%, il che dimostra tra l’altro come molti anziani o persone non autosufficienti purtroppo non sono morte solo nelle Cra, ma anche tra le mura domestiche”. Senza dimenticare che qualcuno magari si è cancellato perché ha pensato comunque di organizzarsi in un modo diverso per assistere i propri cari.

Cra e ristrutturazioni

Altra questione se vogliamo ancora più urgente. Sono tanti i familiari e i parenti che alla luce dell’epidemia di Covid chiedono che i loro cari ricoverati nelle Cra siano sistemati diversamente, visto che nella maggioranza dei casi sono in stanze a due o tre letti, una suddivisione che può favorire i contagi.

“Per ora dal Comune, così come dall’Ausl o dalla Regione Emilia-Romagna, non abbiamo avuto indicazioni o linee guida su come riorganizzare gli spazi e le rimodulazioni interne, anche in vista di una possibile nuova ondata del Covid in autunno”. Nell’attesa che qualcosa si muova, “noi intanto non stiamo perdendo tempo. E stiamo pensando a come ristrutturare i locali per arrivare al maggior numero possibile di stanze singole o per dividere anche con pareti mobili quelle trasformabili da tre a due letti, salvaguardando altresì le nostre capacità ricettive. Senza dimenticare l’ipotesi di rivedere gli spazi comuni che possono essere ristretti sempre per creare nuovi locali da mettere a disposizione dei nostri ricoverati”.

E il piano B?

Infine non sembra sia in atto nella Giunta Barbieri (almeno ufficialmente) alcuna riflessione su altre strutture o altri immobili di Piacenza che potrebbero essere adibiti più o meno velocemente a questo scopo in caso di un’emergenza nelle Cra. Insomma, una sorta di piano B se fosse necessario affrontare una nuova epidemia. “Anche questo è un aspetto da non sottovalutare – conclude il dirigente – visto che in città ci sono immobili come l’ex Clinica Belvedere o l’ex Ospedale militare che potrebbero essere adibiti in tutto o in parte a questo scopo”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Rimando ad un commento che ho chiesto fosse pubblicato su Libertà di qualche settimana fà, esattamente l’otto maggio us a pag.5, dove esprimevo parere clinico sul valore assistenziale delle strutture per anziani sul nostro territorio affinchè non si mentisse sugli accadimenti in corso … e soprattutto almeno sul nostro territorio, si riconoscesse l’impegno e la affidabilità di tali luoghi di cura!

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