Cultura

Il caso Twin Fish: un regalo sgradito sotto l’albero del centrosinistra piacentino

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Il caso Twin Fish si è preso la scena piacentina. E rischia di mandare di traverso più di un boccone nelle cene natalizie degli esponenti del centrosinistra cittadino. 

Riavvolgiamo velocemente il nastro degli ultimi giorni. Venerdì 16 dicembre, dopo la prima del Rigoletto al Municipale, cena nel ristorante Twin Fish di piazzetta Plebiscito. L’evento è organizzato dalla Fondazione Teatri di Piacenza. Alla cena, che si è protratta fino a tarda notte, partecipano una cinquantina di persone. Tra loro, esponenti delle istituzioni cittadine, artisti, membri dello staff della Fondazione Teatri.

La notizia della bella serata naturalmente non passa inosservata. Tanto che su Libertà di domenica 18 dicembre esce un articolo celebrativo dedicato all’evento. Tutto bene, se non fosse che a presiedere la Fondazione Teatri, controllata dal Comune, sia il sindaco Katia Tarasconi e il Twin Fish veda tra i soci dell’attività il compagno della prima cittadina, il noto imprenditore Paolo Molinaroli.

Da Soresi a Barbieri

Apriti cielo. Già martedì 20 le opposizioni sono all’opera. La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Sara Soresi presenta una prima richiesta di accesso agli atti alla presidente del Consiglio Paola Gazzolo per verificare chi ha pagato la cena e se esista una convenzione tra la Fondazione Teatri e il Twin Fish. Ma la notizia resta coperta e non viene divulgata ai media. Finché non arriva una richiesta analoga da parte di quattro consiglieri della lista civica d’opposizione guidata dall’ex sindaco Patrizia Barbieri. La firmano con lei Massimo Trespidi, Jonathan Papamarenghi e Federica Sgorbati; e stavolta la richiesta di accesso agli atti viene rivelata dalla nostra testata giovedì 22 dicembre.

La risposta di Fiazza

Così il caso Twin Fish diventa definitivamente di pubblico dominio. Nemmeno il tempo di chiudere la tradizionale conferenza stampa di fine anno dedicata ieri all’attività amministrativa della Giunta Tarasconi, che arriva una prima risposta da parte dell’assessore alla Cultura Christian Fiazza, in qualità di membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente.

La Fondazione Teatri, precisa per prima cosa Fiazza oggi su Libertà, «è un soggetto di diritto privato che dispone di un proprio budget annuale per le spese di rappresentanza». In secondo luogo, «è consuetudine e prassi nei teatri organizzare un ricevimento in onore degli artisti». Le recite finiscono a tarda ora, e secondo l’assessore, non è facile trovare nelle vicinanze del Municipale locali disponibili. Così il Twin Fish che si sarebbe fatto avanti per ospitare la cena e «a un prezzo ritenuto congruo».

Fiazza ha poi evidenziato come non ci sia alcuna convenzione in essere tra la Fondazione e altri esercizi commerciali. Ma «nel tempo da parte di vari soggetti imprenditoriali sono state formulate libere offerte commerciali per la fornitura di beni e servizi quali fornitura di pasti o concessione di ospitalità a prezzi ridotti». Oltre al Twin Fish, sempre secondo l’articolo di Libertà firmato da Marcello Pollastri, «agli atti ci sarebbero altre offerte: quella del Bar del Teatro, di Eataly, Euro Hotel e Grand Hotel Roma».

La nuova richiesta

Le reazioni dei consiglieri d’opposizione alla risposta di Fiazza non si sono fatte attendere. Ritengono parziali le spiegazioni dell’assessore alla Cultura. E visto che allo scritto di Fiazza non è stato allegato alcun documento, hanno chiesto un nuovo accesso agli atti «per avere a disposizione nel dettaglio l’offerta del Twin Fish e per sapere se siano state vagliate anche altre possibilità», rilevando come comunque «al di là del vantaggio o meno della proposta, quella del Twin Fish andava scartata a priori per una questione di opportunità politica».

Mare mosso

Se il centrodestra gongola, nel centrosinistra l’imbarazzo è forte. La difesa ufficiale dapprima appare granitica: “Si sta facendo un caso su una vicenda risibile, visto che la cena al Twin Fish è costata circa mille euro, mentre gli altri ospiti presenti hanno pagato di tasca loro”. Insomma, “meno di quanto speso all’epoca dell’amministrazione Barbieri, che tra l’altro ha sempre difeso a spada tratta la gestione della Fondazione Teatri, anche allora diretta da Cristina Ferrari“. Ma poi, qualche esponente di vaglia dalle parti di palazzo Mercanti si lascia andare a commenti di diverso tenore. E non nasconde una certa preoccupazione sul prosieguo del caso Twin Fish: “Lo scudo della Fondazione Teatri non è sufficiente a rendere irrilevante uno scivolone palese”. Così “adesso dovremo fare i conti un danno d’immagine che agli occhi dei cittadini non va sottovalutato”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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