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Alternativa per Piacenza: Toscani si sfila dalla candidatura a sindaco. E adesso?

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Alternativa per Piacenza: niente marcia nuziale. Quella che sarebbe suonata con il sì di Massimo Toscani al matrimonio con il centrosinistra. A meno di clamorosi ripensamenti, il notaio più famoso della città, dopo lunghe riflessioni, pare abbia deciso di rinunciare a scendere in campo come candidato sindaco contro Patrizia Barbieri, ormai certa della riconferma da parte del centrodestra per le elezioni della prossima primavera.

Il passo indietro di Toscani sembra dettato da molteplici valutazioni di ordine politico e personale. Da quest’ultimo punto di vista, riferiscono fonti a lui vicine, gli impegni dello studio notarile lo vedono quotidianamente in prima linea. Un’attività professionale compatibile con la presidenza della Fondazione di Piacenza e Vigevano rivestita fino all’aprile scorso per oltre sei anni. Ma di certo ben più complicata una volta insediato a palazzo Mercanti, anche con una squadra di assessori dinamica e competente. Senza contare che per arrivare alla poltrona di primo cittadino di Piacenza va affrontata una lunga e stressante campagna elettorale che dev’essere vincente. Con impegni praticamente 24 ore al giorno e sette giorni su sette, tra riunioni, incontri e presentazioni per diversi mesi.

Il no della sinistra

Sul piano del consenso politico poi forse sono emersi più ostacoli del previsto. Una parte importante di Alternativa per Piacenza, quella civica e moderata, che comprende una bella fetta del Pd e del mondo cattolico, in queste settimane ha fatto carte false per convincere tutti sulla bontà della candidatura Toscani. Ma i rappresentanti dell’ala sinistra della coalizione al nome del notaio pare abbiano levato subito gli scudi. Un’opposizione ferma, che ha creato non poche tensioni. Toscani, anche valutata positivamente la sua indubbia sensibilità sociale, non rappresenta la sinistra piacentina. E nei fatti sarebbe un candidato molto difficile da far digerire agli elettori che fanno capo a quest’area politica. Tanto che qualcuno è arrivato a paventare un’insanabile frattura capace di soffocare la coalizione nella culla nel caso le insistenze fossero continuate. D’altro canto, nel caso di un’uscita dell’ala sinistra, difficile poi mettere sul piatto i guadagni al centro portati dal nome di Toscani. E questo anche pensando all’apertura di un dialogo con l’opposizione di centrodestra seduta in Consiglio comunale, come nel caso di Liberi o della Buona Destra.

Il gioco dell’oca

A questo punto, che fare? Come nel gioco dell’oca sembra si torni alla prima casella. E in difficoltà è soprattutto l’area civica e moderata di Alternativa per Piacenza che tanto aveva scommesso sulla candidatura di Toscani. Adesso tutti aspettano le mosse del Partito democratico, l’azionista di riferimento se non di maggioranza della coalizione, indubbiamente rafforzato dalle vittorie elettorali dei giorni scorsi nei Comuni di tutt’Italia. Così, figure di area Pd come quelle di Stefano Cugini e di Paola Gazzolo stanno prendendo quota. Ma saranno abbastanza rappresentative per battere Patrizia Barbieri la prossima primavera?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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