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Emergenza peste suina: quanti dubbi sulla “cabina di regia” della Provincia di Piacenza…

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Peste suina africana: l’emergenza a Piacenza si fa sempre più seria per mancanza di risposte rapide e decisive. Come sappiamo, da almeno un paio d’anni il virus si sta diffondendo sempre di più nelle zone montane e collinari della provincia.

L’allarme è di quelli da far tremare le vene e i polsi: se la Psa non è pericolosa per l’uomo, mette a rischio l’intera filiera suinicola italiana, che vale miliardi di euro. In sostanza, se il virus entra in un allevamento – nella Pianura Padana parliamo di oltre 5 milioni di capi – tutti i suini devono essere abbattuti e smaltiti. A cascata si possono immaginare i danni su produzione di carni e salumi, un’ecatombe per aziende e posti di lavoro.

Il commissario straordinario

Il Governo ha istituito un commissario straordinario per la Psa a fine febbraio 2022, ruolo che oggi è rivestito da Vincenzo Caputo. L’Emilia-Romagna, sollecitata anche di recente dai rappresentanti dell’opposizione non ha provveduto a nominare un commissario regionale, come ha fatto ad esempio il Piemonte, per dare applicazione alle direttive nazionali. Anche a Piacenza si è parlato dell’impegno dell’esercito per eradicare il problema attraverso un depopolamento dei cinghiali nelle zone interessate dal virus; ma dopo l’arrivo di un contingente con tanto di droni, l’ipotesi si è impantanata.

La cabina piacentina

Adesso la presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli ha istituito una cabina di regia sulla peste suina. «Il tavolo di confronto nasce con l’obiettivo di veicolare e condividere le istanze del territorio con il Got-Gruppo operativo territoriale e con il Commissario straordinario alla Psa», si legge nel comunicato dell’Ente di corso Garibaldi. Un tavolo che «si riunirà per la prima volta giovedì 7 marzo nella sala Consiglio della Provincia».

Della cabina di regia, «coordinata e presieduta dalla Provincia di Piacenza con la presidente Patelli, dal punto di vista operativo faranno parte:

  • Provincia di Piacenza (ente coordinatore) con il dirigente della Polizia Locale della Provincia Davide Marenghi e con Matteo Re, responsabile Nuclei Operativi Territoriali della Polizia Locale della Provincia; 
  • Unione Montana Valli Trebbia e Luretta con il presidente Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio;
  • Unione dei Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta con la presidente Patrizia Calza, sindaco di Gragnano Trebbiense;
  • Unione Valnure e Valchero con il presidente Andrea Arfani, sindaco di Carpaneto;
  • Unione Comuni Montani Alta Val d’Arda con Giuseppe Freppoli, assessore del Comune di Castell’Arquato;
  • Unione Montana Alta Val Nure con Giuseppe Ballotta, consigliere del Comune di Ponte dell’Olio;
  • I Comuni di Val Tidone e Val Luretta (Agazzano, Alta Val Tidone, Borgonovo Val Tidone, Castel San Giovanni, Gazzola, Pianello Val Tidone, Sarmato, Ziano Piacentino) non aderenti a Unioni di Comuni, rappresentanti dal sindaco di Alta Val Tidone, Franco Albertini;
  • I Comuni della Val d’Arda (Alseno, Besenzone, Cadeo, Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Fiorenzuola d’Arda, Monticelli d’Ongina, Pontenure, San Pietro in Cerro, Villanova sull’Arda) non aderenti a Unioni di Comuni, rappresentati dall’assessore del Comune di Fiorenzuola Franco Brauner;
  • L’associazione agricola Cia con Silvia Lupi;
  • L’associazione agricola Coldiretti con il direttore Roberto Gallizioli;
  • L’associazione agricola Confagricoltura con Giovanna Parmigiani;
  • Confindustria Piacenza con Anna Muselli;
  • Confapi Industria Piacenza con Vittorio Magni;
  • I consorzi dei salumi (Consorzio dei Salumi Dop e Consorzio dei Salumi Tipici Piacentini) rappresentati da Antonio Grossetti;
  • Gli A.T.C. rappresentati dal coordinatore Tiziano Pizzasegola;
  • Per il mondo venatorio, le segnalazioni pervenute: Mauro Beghi (Italcaccia), Antonio Gregori (Enal), Luigi Salice (Federcaccia), Alessandro Salotti (Eps), Marcello Tosca (Anuu Migratoristi)».
Affollatissima

Parliamo dunque di una cabina di regia con ben 22 componenti, un numero “assembleare” di soggetti. Per esempio, sono più del doppio dei dieci consiglieri provinciali, che oggi rappresentano l’intero territorio. Che ruolo e che poteri avrà questa cabina di regia per affrontare la Psa poi non è chiaro, visto che non c’è ancora un decreto dell’Ente che ne stabilisce i compiti.

Non basta. Oltre all’alto numero dei partecipanti, balza all’occhio un’assenza preoccupante. Tra tanti sindaci e assessori, rappresentanti di associazioni agricole, imprenditoriali e venatorie, nella cabina di regia manca un referente sanitario: non c’è un veterinario dell’Ausl di Piacenza, che magari nel merito avrebbe qualcosa da dire.

L’esempio di Cuneo

Queste considerazioni partono da quanto ha fatto la Provincia di Cuneo che si è mossa ben prima di quella di Piacenza sulla peste suina. Tra l’altro, è stata presa ad esempio per affrontare la diffusione del virus anche in incontro organizzato da Confagricoltura lo scorso 29 febbraio.

La cabina di regia a Cuneo si è insediata alla fine di maggio 2023 per decreto del presidente Luca Robaldo. E nonostante la provincia sia 4ª in Italia per estensione (6.904,20 kmq, contro i 2.589,90 di Piacenza), al tavolo della “Granda” risultano solo una decina di componenti: tre consiglieri provinciali competenti per zona, i rappresentanti di quattro associazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri), del servizio veterinario designati dall’Asl Cn1 e Asl Cn2 e di Confindustria Cuneo, impegnati in riunioni settimanali, in base ai vari ambiti coinvolti nel problema.

I risultati? Secondo quanto riportato nell’incontro di Confagricoltura, in provincia di Cuneo nel 2023 sono stati abbattuti circa 14mila cinghiali. L’obiettivo a Piacenza quest’anno è di eliminare 8mila selvatici. Vedremo se da domani l’affollata ed ecumenica cabina di regia della Provincia sarà in grado di raggiungere questo traguardo in tempi rapidi. Ce l’auguriamo di tutto cuore, ma i dubbi restano, mentre la peste suina avanza di giorno in giorno verso il Po.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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