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Peste suina, Foti e Tagliaferri (FdI): subito un commissario in Emilia-Romagna; e Confagricoltura…

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Dall'alto: Foti e Tagliaferri

Peste suina africana: l’emergenza si fa sempre più forte. “È ora che anche la Regione Emilia-Romagna si assuma le proprie responsabilità, poiché oltre ad esternare le giuste preoccupazioni occorre anche attuare azioni concrete per prevenire il diffondersi della stessa”. Così venerdì scorso il deputato piacentino di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, ha strigliato la Giunta Bonaccini sull’inerzia contro la diffusione della Psa.

In una nota il capogruppo alla Camera di FdI ha evidenziato che “la proclamazione dello Stato di emergenza nazionale (come richiesto da Bologna, ndr) non aiuterebbe la regolare funzionalità dei distretti suinicoli; mentre lo stato di emergenza a livello locale può supportare con maggiore energia le attività amministrative regionali e locali”. Foti ha chiesto che si prenda esempio dal Piemonte, dove la Regione ha nominato, “con buoni risultati”, un proprio commissario “quale soggetto attuatore delle strategie nazionali indicate dal commissario straordinario nazionale alla Psa”. Aggiungendo, “che la nomina di un commissario regionale è di competenza della Regione avendo la stessa in capo la delega sanitaria”.

L’interrogazione di FdI

Il pressing su Bologna oggi continua. Alla nota dell’onorevole Foti fa seguito infatti un’interrogazione sulla Psa del consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, firmata anche dai colleghi Marta Evangelisti e Luca Cuoghi. “Il 15 febbraio scorso l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi ha incontrato, presso la sala consiliare della Provincia di Piacenza, sindaci, associazioni di categoria agricole, rappresentanti degli allevamenti suinicoli e degli ambiti territoriali di caccia, dichiarando che l’evoluzione della peste suina rappresenta ormai una vera e propria emergenza nazionale, di fatto scaricando la responsabilità della situazione sul governo italiano e sulla struttura commissariale”, spiegano i consiglieri.

Abbattimenti diminuiti

Per gli esponenti di FdI “l’azione del commissario straordinario nazionale Vincenzo Caputo è stata da subito indirizzata a favorire una maggiore quantità di prelievo dei cinghiali così da eliminare il diffondersi della malattia: i risultati sono estremamente positivi in Piemonte e Lombardia, Regioni che hanno seguito le linee dettate dai decreti commissariali; mentre in Emilia-Romagna, Regione nella quale nulla è ancora stato fatto in attuazione delle linee commissariali, il prelievo nel 2023 è drasticamente diminuito. Addirittura di due terzi rispetto alla media degli anni 2019/2021, passando da una media di abbattimento di 31.000 capi a quella di meno di 13.500 capi”.

Attuare il Piano straordinario

Dopo un passaggio che boccia la richiesta di Mammi sullo Stato di emergenza nazionale e ricorda ancora i risultati piemontesi successivi alla nomina del commissario regionale, l’atto ispettivo dei consiglieri di FdI chiede alla Giunta Bonaccini “quali azioni intenda intraprendere al fine di dare attuazione al ‘Piano straordinario’ elaborato dal commissario nazionale; e se intenda procedere con la nomina di un commissario regionale che possa coordinare la propria azione con il commissario nazionale”.

Infine Tagliaferri, Evangelisti e Cuoghi chiedono se l’amministrazione regionale “intenda procedere ai fini della dichiarazione di Stato di emergenza regionale con l’obbiettivo di tutelare il tessuto economico regionale legato alla filiera suinicola ed agroalimentare che in Emilia-Romagna rappresenta una vera e propria eccellenza; e quali azioni intenda intraprendere al fine di dare risposte alle aziende suinicole ed alla filiera dei salumi della nostra Regione”.

Confagricoltura: non c’è più tempo

Intanto Confagricoltura Piacenza ha organizzato l’incontro “Emergenza Psa: non c’è più tempo” (mercoledì 28 febbraio, ore 16, presso il palazzo dell’Agricoltura, via Colombo 35), aperto a tutta la cittadinanza. “L’emergenza Psa è in evoluzione e degna di massima allerta”, affermano i vertici dell’Associazione, che in tutti i modi sta cercando di far partire quanto prima gli interventi urgenti invocati da tempo.

Negli ultimi giorni, spiega una nota di Confagricoltura Piacenza, “abbiamo dato voce sia ai suinicoltori che ai sindaci del territorio, facendo pressione affinché venissero prese in considerazione le richieste delle parti. Dopo aver ottenuto la cabina di regia sul territorio, bisogna essere operativi subito. Bruxelles ha diramato oggi la nuova definizione delle zone di restrizione, la Psa è alle porte ormai di ogni allevamento”.

In gioco il settore suinicolo

Oggi il presidente Filippo Gasparini e la componente di Giunta nazionale e presidente della sezione suinicola di Confagricoltura Piacenza Giovanna Parmigiani, insieme al direttore Marco Casagrande, “sono a Bruxelles per portare in sede comunitaria le istanze della base”. Secondo Parmigiani “dobbiamo fare tutto il possibile e subito. C’è in gioco tutto il settore suinicolo. Dai nostri allevamenti alle nostre tre Dop, con le famiglie legate economicamente alla sorte del settore, per arrivare fino alle cose meno importanti, come le scampagnate in quota, i percorsi eno-gastronomici, la raccolta funghi e le feste all’aria aperta”.  All’incontro di mercoledì 28 “interverranno le istituzioni, gli esperti e ci saremo noi allevatori. Chiunque possa portare un contributo costruttivo è benvenuto”, conclude la nota di Confagricoltura Piacenza.

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