Cultura

La signora di Klimt e il mitico Tafazzi da Piacenza al Forte di Bard

la-signora-di-klimt-e-il-mitico-tafazzi-da-piacenza-al-forte-di-bard

La signora di Klimt dimostra ancora una volta tutte le sue qualità. D’altra parte si tratta di un vero capolavoro. E forse solo a Piacenza non lo si è capito fino in fondo, quasi che sull’argomento si stesse parlando con il mitico Tafazzi, l’autolesionista di Aldo, Giovanni e Giacomo. 

L’ultima lezione arriva dal Forte di Bard. Nel maniero valdostano è in corso la mostra “Gustav Klimt, le avventure di un capolavoro”. Un evento incentrato sul “Ritratto di signora”, prestato dalla Galleria Ricci Oddi che ha contribuito anche all’allestimento della manifestazione. Bene, dal 1° dicembre al 7 gennaio, il dipinto piacentino ha già attirato migliaia di visitatori. Per l’esattezza, 11.087, afferma un servizio di Telelibertà.

Si tratta indubbiamente di un grande successo di pubblico e di conseguenza per le casse del Forte di Bard. Pare che il prestito ai valdostani sia costato 50mila euro; considerando che il biglietto ne vale 8, avrebbero già incassato molto di più di quanto speso. E di sicuro, da qui al 10 marzo, quando chiuderà la mostra, i visitatori e gli incassi saliranno ancora parecchio.

Il confronto

A Piacenza c’è di che essere orgogliosi per un risultato che lascia a bocca aperta. In particolare, tenendo conto che alla Galleria Ricci Oddi di biglietti se ne staccano seimila l’anno, signora compresa. E questo nonostante i vertici del Cda della Pinacoteca, che brillano per la loro assenza, avessero promesso grandi cambiamenti, per ora ridotti a un nuovo logo che lascia perplessi.

E allora, serve altro? Ci sembra chiaro che qualcosa non va. Oggi non parliamo di una grande mostra come quella del 2022, che ha portato a Piacenza 65mila visitatori, per un evento con altre opere di Klimt. Quel che abbiamo sotto gli occhi è una mostra per un capolavoro, perché al Forte di Bard c’è solo il “Ritratto di signora”. E per vederlo si sono mosse oltre 11mila persone in poco più di un mese.

Fatti, non parole

Certo, la Galleria Ricci Oddi avrà fatto i suoi conti, e probabilmente, con gli odierni chiari di luna, i 50mila euro della Val d’Aosta erano utili in via San Siro. Ma con una lezione così, qualcuno, dopo essersi messo le mani nei capelli, dovrà spostarle sulla coscienza. Piacenza, lo dimostrano i fatti, ha in casa un capolavoro assoluto e non sa valorizzarlo anche come traino di altre iniziative.

Un brand unico, la signora di Klimt, che andrebbe sbandierato e servito in tutte le salse per attirare migliaia di turisti in città e non in Val d’Aosta. Invece, pare che dalle parti del Comune si applauda alle “decine di visitatori al giorno” tra salite alle cupole e Fasti farnesiani. Così vien da pensare che a Piacenza si aggiri davvero il mitico Tafazzi. E nessuno se n’è accorto.

Website | + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.