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Il nuovo centrosinistra di Piacenza: una santa alleanza che arriverà fino in fondo?

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Il centrosinistra di Piacenza annuncia una santa alleanza per sfrattare la sindaca Patrizia Barbieri e il centrodestra da palazzo Mercanti alle elezioni comunali della prossima primavera.
La definiamo così non perché ipotizziamo che abbia già ottenuto qualche benedizione in piazza Duomo, ma perché ci vorrà una buona dose di santità in ognuno dei protagonisti coinvolti per fare di volta in volta i passi indietro necessari per restare insieme. A partire dal programma, per non parlare della scelta del candidato sindaco, o meglio sindaca, visto che a sentire in giro una donna piace di più.

Sia chiaro, non poniamo limiti alla provvidenza. Per cui magari ci sarà davvero il miracolo come sembra si augurino tanti piacentini; ma siccome la politica la vediamo all’opera tutti i giorni con le sue fughe in avanti, i suoi passi indietro e i suoi avvitamenti vari, un po’ di scetticismo è di rigore anche davanti a quest’annuncio in pompa magna arrivato dal centrosinistra cittadino.

Di buono pare ci sia una presa di coscienza da parte di tutti. Dopo otto mesi d’incontri, la sintesi è che solo uniti si vince. E vale la pena ricordare chi sono i tutti: il Partito democratico; il Movimento 5 Stelle; Articolo 1; Sinistra italiana; Rifondazione comunista; poi ci sono le liste civiche Piacenza in Comune, Piacenza Più, Piacenza del Futuro; infine, ecco associazioni come Legambiente e Arcigay.

Purtroppo però a sole 24 ore di distanza dall’annuncio, qualcuno tra gli alleati ha già detto che sarà meglio aprire ai moderati (il consigliere comunale Colla di Piacenza Più su Libertà). Quindi non tutti sono così sicuri di avere i numeri per sbancare. Oppure, e questa è forse l’interpretazione più realistica sulla santa alleanza piacentina, qualcuno a leggere e rileggere i nomi dei protagonisti pensa che dentro ci sia molta sinistra e poco centro. E che pochi siano anche i punti in comune tra le forze politiche coinvolte.

Questo non significa che domani non ci possano stupire con un programma fermamente condiviso e un nome forte per la carica di prima cittadina tanto da conquistare i piacentini. Tuttavia, la storia recente a palazzo Mercanti dice altro. C’è chi ricorda per esempio quante volte negli ultimi quattro anni (e sono tante) i vari consiglieri di opposizione del centrosinistra, da quelli del Pd ai colleghi di Piacenza in Comune o di altre liste civiche, abbiano votato in modo diametralmente opposto sui medesimi provvedimenti.

Un appunto che in caso di vittoria della santa alleanza lascia presagire il rischio di una maggioranza diciamo quantomeno volubile. Anche i programmi più granitici con i leader più apprezzati, una volta arrivati al dunque possono diventare ostaggio di richieste di modifiche che innescano trattative estenuanti. E quelle maggioranze che apparivano più coese possono saltare come tappi di bottiglia.

Poi forse bisognerebbe ricordare anche gli assenti da questo scenario tradizionale centrosinistra-centrodestra che si sta palesando a Piacenza. Chi nel novero politico cittadino per ora non si è ancora schierato apertamente: Liberi, la civica del 14% guidata dal professor Trespidi, alla fine cosa farà? E Italia Viva? Azione e la Buona Destra dove si posizioneranno? Per ora stanno solo alla finestra o c’è chi sta ragionando su un’alternativa da proporre ai piacentini per scardinare la classica contrapposizione centrodestra-centrosinistra? Qualcuno magari ritiene che non saranno così determinanti, ma chissà perché a occhio e croce rappresentano proprio quel centro a cui tanti guardano. E che anche a Piacenza potrebbe essere decisivo per vincere le prossime comunali.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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