Cultura

A Piacenza nasce il Festival del Pensare Contemporaneo (che speriamo non sia a senso unico)

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Nei riquadri, Sabina Guzzanti e Roberto Saviano

Festival del Pensare Contemporaneo: Piacenza dal 21 al 24 settembre aspira a diventare una vera capitale culturale italiana: oltre 60 relatori in più di 30 incontri spazieranno sui temi dell’universo mondo. “Generazioni a confronto per re-imparare a pensare”, recita lo slogan della kermesse, attraverso “Incontri dialogici, lezioni pratiche di pensiero e concerti filosofici diffusi in città”. 

Da Saviano a Zuppi

Con questa ambiziosa missione, caleranno a Piacenza in location prestigiose, da palazzo Gotico al PalabancaEventi, scrittori, filosofi, scienziati, sociologi, storici, artisti, economisti e architetti. Una folta pattuglia di intellettuali con la I maiuscola (e speriamo di non offendere nessuno), che proveranno a dialogare sulle sfide vecchie e nuove del nostro tempo e del futuro. Tra loro, testimonial che più di altri accenderanno i riflettori della ribalta. Nomi ben noti al grande pubblico. Come lo scrittore Roberto Saviano, l’attrice Sabina Guzzanti, il cantante Niccolò Fabi, o l’attivista Marco Cappato. Per non parlare naturalmente del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (clicca qui per scoprire gli altri protagonisti della kermesse). 

Promotori e costi

Il Festival del Pensare Contemporaneo, dedicato in particolare ai giovani, è stato fortemente voluto da Comune e Fondazione di Piacenza e Vigevano, insieme a “Rete Cultura Piacenza” (comprende anche Regione Emilia-Romagna, Provincia, Diocesi, Camera di Commercio). Ed è curato da Alessandro Fusacchia (tra l’altro ex parlamentare di +Europa), affiancato dal direttore filosofico Andrea Colamedici, spiega la nota degli organizzatori.

I costi dell’evento a quanto ammontano? Su Libertà, il presidente della Fondazione Roberto Reggi, ha parlato di un budget di 300mila euro per partire; ma se si vorrà uscire dall’ambito locale, per lanciare la kermesse serviranno altri denari, che potrebbero arrivare da sponsor privati. Con l’obiettivo di replicare i fasti del Festival del Diritto, nato nel 2008, curato da Stefano Rodotà e voluto da Reggi, allora sindaco di centrosinistra di Piacenza.

Altri protagonisti

Quella manifestazione, interrotta dopo il 2016, però aveva fatto discutere, perché ritenuta di parte. E sempre su Libertà, il professor Mario Magnelli, vice di Reggi in Fondazione, ha gettato acqua sul fuoco delle possibili polemiche sull’erede del Festival del Diritto: «La cifra stilistica sarà il dialogo, avremo pareri diversi, non univocità di pensiero, punti di vista anche molto differenti per far scattare scintille e nessun indottrinamento».

E allora perché non passare dalle parole ai fatti? Visto che in cartellone pare ci sia ancora spazio, perché non invitare qualche esponente di vaglia del fronte opposto a quello dei Saviano e delle Guzzanti? Vedere sul palco del Festival del Pensare Contemporaneo anche personaggi come ad esempio Marcello Veneziani, Pietrangelo Buttafuoco o Giordano Bruno Guerri, toglierebbe ogni dubbio sul rischio di “indottrinamento” e di un pensiero unico propinato soprattutto alle nuove generazioni piacentine.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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