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Rousseau: sì al governo giallo-rosso, ma adesso viene il bello

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Rousseau: il verdetto della piattaforma 5 Stelle è arrivato. I militanti del Movimento hanno detto sì al Conte 2 con il 79,3% dei consensi di circa 80mila partecipanti. E adesso poco conta il resto, tra polemiche per chi ha votato e non ne aveva diritto, chi non è riuscito a votare e chi ha svilito e dileggiato la consultazione online sull’accordo 5 Stelle-Pd.

Insomma, bando alle ciance su quanto la piattaforma Rousseau sia uno strumento legittimo ed efficace o risponda solo al gioco di una democrazia eterodiretta. Adesso si torna alla polpa. E cioè agli equilibrismi su poltrone e programma.

Il gioco delle 3 carte

A dimostrazione di quanto sia così, dal “Palazzo” arrivano le ultime indiscrezioni sull’assetto della compagine giallo-rossa.
Niente vicepremier? Bene, un bel colpo di spugna. Problema risolto con grande trasparenza. Ma al loro posto adesso spuntano due “capi delegazione”, con ministeri di peso, Esteri e Difesa, affidati pare a Di Maio e Franceschini, che affiancheranno il premier. Una soluzione che sa tanto di gioco delle tre carte o dell’esci dalla porta e rientri dalla finestra.

Renzi docet

Sono equilibrismi che però potrebbero essere difficili da gestire alle Camere. Nel Pd Renzi ha già chiarito di avere in mano la golden share sulla fiducia al governo. E se Conte e i suoi ministri non faranno le cose che gli aggradano, con il manipolo di fedelissimi dem che controlla soprattutto al Senato, potrebbe far cadere l’esecutivo quando vuole.

Altro che Rousseau

Ma anche all’interno dei 5 Stelle non tutto va per il verso giusto. Non c’è solo lo scontro più o meno latente tra i fautori di Di Maio, Fico o Di Battista, sostenuti di volta in volta da Grillo e Casaleggio nelle retrovie. Quello che preoccupa è l’insoddisfazione che cresce tra i tanti parlamentari che in questo anno e mezzo si sono sentiti messi da parte. E che adesso vogliono contare di più. Senza dimenticare i nove senatori 5 Stelle che si sarebbero proposti alla Lega in cambio di un seggio sicuro in caso di elezioni anticipate.

Serve Bruxelles

Alla fine lo scoglio della Piattaforma Rousseau è stato poca cosa rispetto a quello che aspetta Conte, Di Maio e Zingaretti e non solo per tenere in piedi la maggioranza. Formato il nuovo governo con o senza il manuale Cencelli, servono subito buone notizie da Bruxelles. Perché senza un allentamento dei vincoli di bilancio Ue, che potrebbe arrivare per sostenere la Germania in crisi, i margini di manovra del Conte 2 e del suo fastoso programma si prospettano più che limitati.

 

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