Piacenza

Arcelli (Snami): guardie mediche lasciate sole, all’Ausl di Piacenza così non va

Nicola Arcelli: al vicepresidente dello Snami Piacenza, il Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, le polemiche non piacciono. Ma quando serve è pronto a scendere in campo “per chiarire le cose ai piacentini che oggi si lamentano per l’emergenza che stiamo vivendo sul servizio di continuità assistenziale o di guardia medica, come si diceva un tempo”.

I fatti: oggi a Piacenza e provincia le persone hanno difficoltà a contattare la guardia medica e ad avere il necessario servizio domiciliare e di prossimità. Spesso così vengono invitati a recarsi al pronto soccorso di Piacenza; soprattutto in caso di chiamate notturne, visto che i reparti di Fiorenzuola e Castel San Giovanni sono aperti dalle 8 alle 20. Questo non può che generare tanto malcontento nella cittadinanza che si sente abbandonata. Dal canto suo, l’Ausl di Piacenza si giustifica lamentando una carenza di personale medico per il servizio di continuità assistenziale. E sostiene che in questa situazione sta già facendo il massimo.

Dottor Arcelli: le cose stanno proprio così?
“I colleghi della continuità assistenziale sono davvero pochi; e soprattutto si trovano a coprire più aree di quelle previste. Se per esempio nel capoluogo dovrebbero essere presenti quattro guardie mediche in un turno, la realtà è ben diversa e magari ad operare è un solo medico per tutta Piacenza. Addirittura, se l’unico medico in servizio cittadino è impegnato, capita che le chiamate siano girate a colleghi che sono di turno a Bettola o a Ferriere. E che cosa vuole che risponda al paziente in caso non si tratti di un problema risolvibile con una telefonata? Di recarsi al pronto soccorso”.

Perché siamo in questa situazione?
“Guardi, in parte c’è una carenza di medici. Ma non solo perché mancano in valore assoluto in tutti i campi. La continuità assistenziale è scelta da pochi di noi per più di un motivo”.

Quali sono?
“In primis la sicurezza. Quello della guardia medica è un lavoro complicato e duro, che espone a diversi rischi personali. In caso di chiamata, i colleghi che escono per le visite domiciliari si muovono in assoluta solitudine anche nella notte. E questo per molti è un rischio che si preferisce non correre; un deterrente soprattutto per le dottoresse. Noi come Snami avevamo proposto all”Ausl di fornire ai medici dei sistemi di sicurezza elettronici da portare sempre con sé e che in caso di necessità potessero essere attivati con una chiamata automatica alle forze  dell’ordine. Ma non se n’è fatto nulla. E sempre parlando si sicurezza, poi c’è quella sul piano medico legale”.

Di che cosa si tratta?
“Quando ti trovi a coprire molte più aree di quelle di competenza, perché la realtà parla di 14 punti di guardia medica nel territorio di Piacenza e i sanitari attivi sono solo quattro, il rischio di commettere un errore di valutazione si alza. Sono da solo e sono sovraccarico di lavoro: quindi mi espongo a più responsabilità del dovuto anche sul piano medico legale rispetto a una situazione normale, che mi lascia più tempo per valutare le condizioni del paziente”.

Sembra un cane che si morde la coda, rischio sul piano della mia incolumità personale e dal punto di vista professionale: come se ne esce?
“Prima di tutto migliorando la sicurezza sul piano personale. Perché non affiancare al medico un volontario delle varie associazioni di pubblica assistenza? Oppure garantirgli un servizio di vigilanza privata per le guardie notturne e più disagiate, quando magari ci sono da fare 40 km di montagna per raggiungere un paziente? E poi c’è il problema dei turni, che spesso vengono stravolti all’ultimo momento. Se vuole le faccio un esempio”.

Prego dottor Arcelli…
“So di colleghi a cui è stato chiesto di fare il turno di Natale solo due giorni prima. E se accetti, magari scopri che sei l’unico in servizio per tutta la città di Piacenza”.

Mi tolga un’ultima curiosità: immagino che per tutto questo una guardia medica almeno sia lautamente pagata.
“Mi spiace deluderla: i compensi sono fermi a 30 anni fa”.

Davvero siamo a questo livello?
“Certo, una guardia medica guadagna in media 24 euro lordi l’ora”.

Meno di un elettricista o di un idraulico chiamati a casa, che oltretutto lavorano di giorno…
“Proprio così. Anche qui il nostro sindacato aveva proposto un aggiornamento necessario e corretto, che però è stato solo parzialmente accettato dall’Ausl. Per tutto questo a Piacenza così non si può andare avanti. E penso sia chiaro che senza interventi su sicurezza, organizzazione e compensi, le guardie mediche sul nostro territorio saranno sempre meno”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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