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Trento toglie il traffico dal centro con un tunnel di 10 km, e a Piacenza?

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Un rendering del progetto del Comune di Trento

Trento e Piacenza sono due città molto diverse, ma per certi versi simili. La popolazione è equiparabile: la prima conta poco più di 117mila abitanti e la seconda supera di poco i 102mila. Entrambe poi insistono su nodi logistici molto rilevanti. Trento è sulla direttrice del Brennero, dove transita circa il 40% delle merci che valicano le Alpi. Piacenza è diventata negli anni un polo logistico che per gli esperti vale più del 30% della movimentazione di merci nazionale.

A Trento è al vaglio della cittadinanza un progetto epocale. Quello della circonvallazione ferroviaria della città. I binari della Verona-Brennero che da sempre l’attraversano saranno eliminati grazie a un tunnel di oltre 10 chilometri, predisposto fuori dal centro abitato. Costo dell’operazione 930 milioni di euro provenienti dal Pnrr. L’opera, che consentirà anche il raddoppio della linea Trento-Malè, è ritenuta indispensabile da Rete ferroviaria italiana (Rfi) su scala nazionale ed europea per implementare il traffico su rotaia e per togliere tir e inquinamento dalle strade.

Grazie a questo maxi progetto di Rfi, Comune e Provincia Autonoma di Trento, oltre alla costruzione di una nuova stazione ferroviaria, 16 ettari di terreni inquinati verrano bonificati e restituiti alla città, in un intervento di forte rigenerazione urbana. Un progetto con tanto verde, che ridisegna la mobilità e valorizza tutte le aree limitrofe. In più, come ha sottolineato il dirigente del Comune di Trento Giuliano Stelzer in un’intervista a Repubblica, sarà un intervento capace “di restituire alla città il suo rapporto con l’Adige”.

E a Piacenza?

Guardando a Piacenza, non si può che pensare al suo rapporto con il Po, che scorre a poche centinaia di metri da piazza Cavalli. E quindi a tutta l’area interessata non solo dai binari ferroviari, ma anche dal viadotto dell’autostrada A21, che separa il fiume dal centro della città. Come ben sappiamo il traffico della bretella autostradale piena di tir provoca problemi di inquinamento molto importanti, oltre ad essere un vero ecomostro.

E allora perché non pensare a un tunnel di alcuni chilometri anche a Piacenza, che elimini il viadotto e i binari per i tratti che contornano a Nord la città? Sappiamo che da anni è stato approvato il progetto del polo del ferro, che però non ha affrontato il problema del traffico in questi termini. E soprattutto che è in corso l’elaborazione del Piano urbanistico generale di Piacenza, di cui finora poco si sa. Dunque quale migliore occasione per seguire l’esempio di Trento, e dare una svolta alla qualità della vita della città e dei piacentini?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Bravissimo, ottima proposta. In alternativa, e torno su un argomento che più volte si era riproposto in passato (inclusi alcuni recenti piani regolatori generali), si poteva pensare ad una più economica deviazione della A21 verso nord, allontanandola dal centro città quel tanto che basta per minimizzarne l’apporto inquinante. Apporto che però consta anche di altri fattori: Piacenza è servita solo parzialmente dal teleriscaldamento; la Regione promise a suo tempo di spegnere il termovalorizzatore, e fu promessa da marinaio; il cementificio da qualche anno brucia anche pneumatici per alimentare i suoi forni, e certo questo non migliora la qualità dell’aria.

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