Claudia De Monti: l’avvocato piacentino secondo molti è una delle principali consigliere, se non la prima, del sindaco Pd Katia Tarasconi, nonché fautrice, dietro le quinte, della lista civica “Per Piacenza”. Una compagine in via di rinnovamento che a Palazzo Mercanti conta sette consiglieri comunali e due assessori in Giunta.
Qual è la novità? Che l’avvocato De Monti lunedì 30 marzo sarà a Casalecchio di Reno per partecipare – in qualità di coordinatrice per Piacenza – alla nascita in Emilia-Romagna dei comitati di “Progetto Civico Italia“. Si tratta della rete nazionale lanciata nell’autunno scorso da Alessandro Onorato (assessore a Roma della Giunta Gualtieri), che punta a unire sindaci, amministratori locali e realtà civiche di tutto il Paese. L’obiettivo è creare una piattaforma strutturata per condividere esperienze, portare pragmatismo dal territorio alla politica nazionale e dare voce al civismo “dal basso”, anche in vista delle prossime elezioni.
Insomma, questa sorta di ripartenza della lista “Per Piacenza” nella coalizione di centrosinistra, naturalmente benedetta da Katia Tarasconi, è un altro indizio incontrovertibile della sua ricandidatura ormai più che certa alle Comunali 2027. E allora cerchiamo di capirne di più da colei che nel cerchio magico della prima cittadina ha un ruolo di assoluto primo piano.
Avvocato De Monti, il sindaco Tarasconi si ricandida?
«Noi glielo stiamo chiedendo da tempo, ma sarà lei a decidere dopo un ampio confronto con le altre forze politiche che la sostengono».
Perché ha deciso di scendere in campo come coordinatrice del comitato di Piacenza in “Progetto Civico Italia”?
«La nostra lista civica nasce per dare voce a tante persone che credono in una politica concreta, fatta di dialogo, di rispetto e soprattutto di lavoro. C’è una parte importante della città che non si riconosce nella politica urlata, nelle polemiche continue o negli slogan, ma che chiede serietà, stabilità e capacità di fare le cose. Noi vogliamo rappresentare proprio questo mondo: i moderati, il tessuto produttivo, chi lavora, chi fa impresa, chi ogni giorno manda avanti questa città con impegno e responsabilità. La politica, secondo me, deve servire a migliorare le cose passo dopo passo, con pragmatismo e con una visione di futuro per Piacenza».
Da dove nasce questa esigenza di guardare al contesto civico nazionale?
«Trovo molto interessante il tentativo di costruire una politica che parta dai territori e dalle esperienze civiche. Le liste civiche nascono intorno a progetti concreti, non intorno alle ideologie. Nascono unendo persone diverse che però condividono un’idea di città e di futuro. Mi piace l’idea di una federazione di liste civiche: ogni realtà mantiene la propria identità, la propria autonomia e la propria storia, ma allo stesso tempo si riconosce in alcuni valori comuni, come il pragmatismo, la responsabilità e la volontà di dire più “sì” che “no”, cioè di costruire invece che bloccare».
Quanto pesa il suo rapporto personale col sindaco Tarasconi, a cui si dice sia molto legata?
«Katia è una cara amica, è vero, e non lo nascondo. Ma al di là dell’amicizia, in questi anni ho avuto modo di vedere da vicino cosa significa amministrare una città e quanto impegno, quanta energia e quanta responsabilità ci siano dietro a quel ruolo. A volte mi capita di pensare che mi piacerebbe che i cittadini potessero vedere il sindaco con i miei occhi, per capire quanto lavoro c’è ogni giorno, quante persone ascolta, quanti problemi cerca di risolvere, quante decisioni difficili deve prendere. Fare il sindaco oggi non è semplice, significa esporsi, assumersi responsabilità e spesso anche sopportare critiche molto dure. Per questo credo che, al di là delle opinioni politiche, si debba riconoscere il lavoro e l’impegno di chi si assume la responsabilità di guidare una città».
Sua figlia, la ventenne Margherita Lecce, è tra i consiglieri comunali attualmente in carica nella lista civica “Per Piacenza”: le sta preparando la strada per una crescita futura?
«Credo che Margherita abbia avuto l’opportunità di vivere molto giovane un’esperienza impegnativa e formativa, che le ha insegnato molto. Da madre posso dire che ha studiato, ha lavorato e si è impegnata seriamente per svolgere al meglio il suo ruolo. Adesso però sta guardando al suo futuro, ai suoi studi e al suo percorso personale, che probabilmente la porterà anche lontano da Piacenza. Sarà lei a fare le sue scelte, come è giusto che sia».
Alzando lo sguardo dalle vicende familiari, su quali nomi punta per consolidare questa iniziativa civica in vista delle prossime elezioni? E chi ha brillato tra quelli già presenti in Giunta e in Consiglio comunale?
«La lista civica che stiamo rilanciando ha già espresso persone che hanno lavorato molto e che stanno portando avanti tanti progetti importanti per la città, come i nostri due assessori Francesco Brianzi e Mario Dadati. I risultati non si vedono quasi mai nell’immediato, ma stanno arrivando con il tempo e con il lavoro costante. Il bello deve ancora venire. Fare amministrazione, soprattutto in una civica, non significa cercare visibilità personale, ma assumersi responsabilità e portare avanti progetti complessi. Anche in Consiglio comunale ci sono persone che, con umiltà, stanno lavorando molto bene e che meritano fiducia. Allo stesso tempo vogliamo coinvolgere nuove energie, nuove competenze e nuove persone che abbiano voglia di impegnarsi per Piacenza».
È chiaro che siete la costola moderata della coalizione di centrosinistra e avrete sempre il compito di pescare voti al centro… Ma a guidare la coalizione è il Pd: non c’è il rischio che il rapporto di sudditanza possa essere ulteriormente influenzato da accordi nazionali tra “Progetto civico Italia” e lo stesso Partito democratico?
«Il nostro obiettivo non è essere subordinati a qualcuno, ma portare dentro la coalizione il peso delle idee, delle competenze e del consenso che rappresentiamo. Già nella precedente competizione elettorale la lista civica e il Partito democratico si sono contesi il primato all’interno della coalizione, e questo dimostra che esiste uno spazio politico importante per una forza civica, moderata, pragmatica, radicata nel tessuto della città. Abbiamo fatto la differenza una volta e sono convinta che saremo ancora determinanti. Noi vogliamo rafforzare questo spazio e far sì che le idee che rappresentiamo, il lavoro, l’impresa, il merito, la stabilità, la crescita della città, abbiano un ruolo sempre più importante sia nella programmazione sia nella realizzazione dei progetti per Piacenza. Il nostro obiettivo non è essere una presenza simbolica, ma essere una forza civica seria, autonoma, dialogante e determinante per il futuro della città».
Torniamo a lei: avvocato in carriera, mamma e adesso questo nuovo impegno politico in primo piano… ma chi gliel’ha fatto fare?
«Per fare politica servono due cose: un po’ di follia e molto amore. La follia è quella di credere che le cose possano migliorare davvero e che valga la pena impegnarsi in prima persona. L’amore è quello per la propria città, per la comunità in cui vivi, per il futuro dei nostri figli. Io credo che se ognuno di noi, a un certo punto della vita, mette a disposizione un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze per la comunità, allora la politica può tornare ad essere una cosa bella e utile».
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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