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Sondaggi: bene la Meloni, male Salvini, Renzi e Di Maio

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Sondaggi: per Giorgia Meloni sarà un novembre da ricordare. Non solo perché Fratelli d’Italia per la prima volta nella sua storia sfonda il muro del 10% delle intenzioni di voto. Nell’indice di gradimento dei leader italiani, grazie a un risultato sostanzialmente stabile, la Meloni supera anche Matteo Salvini e si attesta così al secondo posto dopo il premier Giuseppe Conte, come il leader della Lega in netto calo di consensi.

I dati arrivano dal sondaggio di Ipsos svolto per il Corriere della Sera. Ne esce un quadro vivace, che evidenzia una serie di movimenti nelle intenzioni di voto degli italiani che naturalmente sono legati all’attualità, e non solo politica, del mese che si è appena concluso.

Qualche esempio? I danni dovuti alle piogge torrenziali, che hanno evidenziato ancora una volta la fragilità idrogeologica del nostro territorio con tutte le polemiche sul Mose; l’economia, con i casi ex Ilva, Alitalia e del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità o fondo salva Stati, su cui si è addensato lo scontro tra Conte e Salvini, e all’interno della maggioranza giallo-rossa; l’arrivo sulla scena del movimento delle Sardine, senza dimenticare quello di Azione, il nuovo partito lanciato da Carlo Calenda; il tira e molla dei 5 Stelle sulla partecipazione alle regionali in Calabria ed Emilia-Romagna, e la crisi di leadership di Di Maio; le indagini sui finanziamenti alla Fondazione Open e le polemiche sul prestito per la villa di Matteo Renzi, leader di Italia viva; e quelle sul razzismo che hanno coinvolto anche gli attacchi alla senatrice a vita Liliana Segre.

Governo, FdI e Lega

In questo clima il governo è giudicato positivamente dal 37% degli italiani e negativamente dal 52%, mentre l’11% non risponde. Nel frattempo, Fratelli d’Italia è cresciuto dal 9,8% di fine ottobre all’odierno 10,6%, confermando un trend di crescita nelle intenzioni di voto che dopo il calo di luglio (dal 6,7 al 6%) non conosce battute d’arresto. Sostanzialmente stabile il gradimento della sua presidente: Giorgia Meloni, dopo l’exploit dai 34 punti di settembre ai 41 di ottobre perde un punto e si attesta a quota 40. Un dato che però, visto il netto calo di Salvini, la porta sul secondo gradino del podio dei leader preferiti dagli italiani.

La Lega resta sempre il primo partito, ma perde colpi non solo nel gradimento del suo leader, che dopo essere cresciuto dai 40 ai 45 punti nei due mesi precedenti, a fine novembre segnala una netta discesa a quota 37. Il Carroccio infatti nelle intenzioni di voto è sceso di oltre 2 punti percentuali (dal 34,3 al 31,9%). Un trend negativo che Nando Pagnoncelli di Ipsos spiega con le polemiche sul Mes e soprattutto con la difficoltà nella ricerca di nuovi temi e di proposte, che fa il paio con il calo d’interesse sul problema dei migranti, passato in un anno dal 45 al 28% nelle priorità dell’opinione pubblica.

Restando nel centrodestra, il sondaggio di novembre per Forza Italia conferma il calo dei consensi tra settembre e ottobre (dal 7 al 6,2%), con Silvio Berlusconi sostanzialmente stabile nel gradimento a 17 punti. Segnali che dimostrano che se è in corso un travaso di intenzioni di voto verso Fratelli d’Italia, ultimamente non arriva dagli elettori del leader di Arcore.

Sondaggi: Pd e Renzi

Il Partito democratico torna a crescere dall’uscita di Matteo Renzi e dalla nascita di Italia viva. Dopo il calo tra settembre e ottobre dal 19,5 al 17,2%, il Pd è risalito infatti sopra il 18% (18,1). Ed è l’unico a crescere nel centrosinistra e nella maggioranza di governo. Nicola Zingaretti è stabile nel gradimento a 20 punti, superato ormai ampiamente da Dario Franceschini (27) e quindi la sua leadership non ha trainato questa ripresa.

La risalita del Pd si spiega in parte con la nascita del movimento delle Sardine. Il motivo principale dei suoi consensi probabilmente però sta nelle difficoltà che vive il partito di Renzi. Dopo un avvio promettente, con una crescita dal 4,8 di settembre al 6,2% di ottobre, a novembre i sondaggi di Ipsos danno Italia viva in calo al 5,3%. Con il gradimento del suo leader in diminuzione dai 16 punti di ottobre (erano 14 a settembre) ai 10 di novembre. In questa fase politica, oltre alle polemiche personali che hanno coinvolto Renzi, non va dimenticato anche l’arrivo di Azione, con il partito di Calenda, diretto competitor di Italia viva al centro, che si attesta al 2,3% delle intenzioni di voto.

5 Stelle senza pace

Sondaggi sempre più amari invece per i 5 Stelle. Il partito di Di Maio (in caduta libera anche nel gradimento personale, passato dai 26 punti di settembre ai 18 di oggi) è ai minimi storici. Dalle politiche di marzo 2018 il Movimento ha dimezzato i consensi e a novembre è sceso al 16,6%. Un exploit negativo che dopo la risalita sopra il 24% delle intenzioni di voto ad agosto non sembra arrestarsi più (20,8% a settembre; 17,9% a ottobre).

Il ritorno di Beppe Grillo, spesso in appoggio a Di Maio, dunque non sembra avere gli effetti sperati, complici anche le sue discusse visite all’ambasciata cinese. Così come non ha giovato il richiamo in campo della base del Movimento per il voto attraverso la piattaforma Rousseau sulla presentazione delle liste alle regionali. D’altra parte, anche chi guarda a Conte per sostituire Di Maio non ha a disposizione dati del tutto positivi. Il gradimento del premier, sempre in testa alla classifica ora seguito dalla Meloni, ha subito uno stop significativo proprio nei sondaggi dell’ultimo mese, passando dai 53 punti di ottobre ai 47 di novembre. Un calo di popolarità che per gli esperti fa il paio con il suo maggior protagonismo di quest’ultimo periodo, visto da molti come un distacco negativo dal ruolo di figura super partes.

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