Ricci Oddi: il nuovo Consiglio di amministrazione della Galleria è al completo. E adesso si aprono i giochi per il nuovo presidente. Prima però di occuparci di questo aspetto del futuro della Galleria d’arte moderna di Piacenza, vediamo chi è l’ultimo componente del Cda, indicato dal prefetto Daniela Lupo.
Arriva Gazzola
La scelta fatta ieri da un’apposita commissione è caduta su Eugenio Gazzola, che torna in Consiglio dopo le dimissioni di alcuni anni fa. Secondo quanto si è appreso è stato ritenuto “il soggetto che assomma sia conoscenze artistiche e culturali, anche relative alla Ricci Oddi, sia competenze manageriali ed organizzative: di rilievo si è ritenuta anche la sua attività di editore con potenziali rapporti con case editrici specializzate di livello nazionale”.
Gazzola, considerato vicino alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, ha superato soprattutto la concorrenza di altre tre candidature piacentine di peso: quelle dello scrittore Gabriele Dadati, della vicepresidente uscente della Galleria Laura Bonfanti (già di nomina prefettizia) e dello storico dell’arte Alessandro Malinverni.
Il nuovo Consiglio
Con il placet della Prefettura, Gazzola siederà nel Cda della Galleria accanto ai confermati Giovanni Giuffrida (nominato dal Comune di Piacenza); Corrado Sforza Fogliani (Accademia di San Luca di Roma); Franca Franchi (Amici dell’Arte). Con loro, Alessandro Casali (eredi Ricci Oddi) e due new entry: Alberto Dosi (Fondazione di Piacenza e Vigevano) e Fernando Mazzocca, storico dell’arte nominato sempre dal sindaco Patrizia Barbieri.
In pole position
Detto dell’orchestra, chi la dirigerà, prendendo il posto dell’architetto Massimo Ferrari? In pole position per la presidenza c’è di sicuro Mazzocca. Il professore 71enne è noto per il suo cursus accademico (docente di Ca’ Foscari a Venezia e alla Statale di Milano) e per i suoi studi che lo fanno ritenere uno dei massimi esperti dell’età neoclassica, dell’Ottocento e del primo Novecento. In più è conosciuto per essere una delle firme prestigiose dell’inserto domenicale del Sole-24 Ore.
Le scelte del sindaco
Mazzocca, insomma, è una figura su cui il sindaco di Piacenza punta molto. La sua “autorevolezza è infatti riconosciuta a livello nazionale ed internazionale”, ha sottolineato Patrizia Barbieri. E nei giorni scorsi, sempre presentando i suoi due consiglieri, ha detto di credere “profondamente nel ruolo della Galleria da portare all’interno del panorama culturale non solo provinciale ma nazionale ed internazionale”. Affermando altresì “la ferma volontà di fornire le più qualificate figure per permettere alla Galleria di prosperare svincolandosi da ogni logica, pur legittima, puramente partitica”.
Tradotto: Mazzocca è il candidato presidente dell’Amministrazione comunale di centrodestra per il nuovo Cda. Poi, sempre tra le righe, con quel richiamo a svincolarsi da ogni logica puramente partitica, il sindaco Barbieri forse ha dato anche una risposta ai componenti della sua maggioranza, che magari vedevano bene altri candidati locali. E a chi proponeva la candidatura di Vittorio Sgarbi, che a settembre, in un’intervista rilasciata alla nostra testata, aveva dato la sua disponibilità a presiedere la Galleria piacentina se gli fosse stato richiesto.
Legato a Sforza Fogliani (leader storico dei Liberali piacentini molto critico verso Palazzo Mercanti), Sgarbi come Barbieri è infatti un esponente del centrodestra. E probabilmente non è stato tenuto in considerazione, anche per le sue prese di posizione sulla vicenda del Klimt, quando nei mesi scorsi aveva sostenuto che il “Ritratto di Signora” non veniva esposto a Piacenza per attendere le manifestazioni di Parma Capitale della Cultura 2021 in cambio di nuovi finanziamenti regionali. Una versione sempre smentita dall’Amministrazione comunale.
Campanilismo e direttore
Tuttavia, non c’è solo il confronto con Sgarbi, che vista la sua popolarità, è lecito pensare avrebbe dato più visibilità alle nuove iniziative della Galleria. L’ipotesi di una presidenza Mazzocca desta qualche perplessità anche per altri motivi.
Diciamo che fanno capo a un certo campanilismo e a un problema antico. Da un lato, c’è chi si chiede se non ci fosse un piacentino in grado di presiedere la Ricci Oddi, che della città è senza dubbio uno dei principali emblemi culturali fin dalla sua fondazione. Dall’altro, non va dimenticato che la Galleria è da anni senza un direttore. E l’attività dell’ormai ex presidente Ferrari per dirimere qualsiasi questione in via San Siro a detta di molti è stata praticamente quotidiana; cosa che di certo Mazzocca non potrà garantire con i suoi tanti impegni.
L’ipotesi staffetta
Alcuni sostengono così che il prossimo presidente potrebbe non essere il professor Mazzocca. Almeno non subito. E guardano all’avvocato Giuffrida, l’altro consigliere confermato con convinzione dal Comune che per prassi, poiché sostiene le spese della Ricci Oddi, ne esprime la guida con il consenso del Cda.
Giuffrida potrebbe presiedere la Galleria almeno in una prima fase. Non tanto per rasserenare gli animi dei campanilisti. Ma perché, come ha sottolineato anche il sindaco Barbieri, una delle principali partite da giocare in via San Siro sarà quella della trasformazione della Galleria in una Fondazione. Una partita squisitamente giuridica, che potrebbe subire un’accelerazione. Sembra infatti che sia finalmente arrivato a Piacenza il parere dell’Avvocatura dello Stato su questa nuova veste della Galleria, richiesto dalla Prefettura ormai tre anni fa. E chi meglio di Giuffrida, tra l’altro alla guida dell’Ordine degli avvocati piacentini, potrebbe gestire questo passaggio in prima persona e a pieno titolo come presidente della Ricci Oddi?
Nel frattempo, il presidente in pectore Mazzocca, dall’alto del suo carisma, sarebbe il cacciatore di teste perfetto per trovare il nuovo direttore della Ricci Oddi; portando il nome di un manager del settore sui tavoli dell’Amministrazione comunale, che dovrà stipendiarlo, e del Cda della Galleria che ne dovrà condividere il profilo.
Chiuso questo doppio percorso parallelo, con la Ricci Oddi trasformata in Fondazione e con un nuovo direttore, Giuffrida lascerebbe il passo a Mazzocca. Con il professore che potrebbe finalmente prendere le redini artistiche di una rinnovata Galleria e riportare il nome della Ricci Oddi ai fasti che merita.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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