Da Piacenza a Vicenza, e si può dire in tutt’Italia, ormai lo chiamano così: il principe dei parcheggi. Stiamo parlando dell’imprenditore, nonché nobile siciliano, Filippo Lodetti Alliata, a capo di un business sulla gestione delle soste a pagamento in diverse città italiane. Il suo impero milionario, controllato attraverso la holding palermitana Final Spa (anche se da anni lui risiede a Reggio Emilia), si avvale di una serie di società, tra cui spicca la Gps (Global parking solutions), con alcune controllate locali come Piacenza Parcheggi.
Nella città dei Farnese
Tutto bene? Non proprio. In questo inizio dell’anno i grattacapi si susseguono per il principe dei parcheggi. E se allora noblesse oblige, cominciamo dalla città dei Farnese. Nel capoluogo emiliano è in corso una procedura per interdittiva antimafia a carico quantomeno di Piacenza Parcheggi-Gps. La vicenda riguarda il discusso cantiere per l’autosilo interrato di piazza Cittadella. In sostanza, all’inizio dei lavori avrebbe partecipato proprio un’azienda vicentina non elencata tra le ditte subappaltatrici di Piacenza Parcheggi-Gps. Scoperta da un controllo in cantiere dell’Ispettorato del lavoro e dei carabinieri nel novembre 2024, l’azienda in questione sarebbe in odore di infiltrazioni mafiose. Da qui il preavviso di interdittiva antimafia comunicato alle società di Lodetti Alliata e rivelato in Consiglio comunale lo scorso febbraio dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi.
Serie d’incontri
Tra ammissioni a mezza bocca degli amministratori comunali del sindaco Pd Katia Tarasconi e dell’entourage del prefetto di Piacenza Paolo Ponta – che sul caso avrebbero avuto più di un colloquio, presente pure il direttore generale del Comune Luca Canessa – il dunque si avvicina. Se lo stuolo di legali del principe dei parcheggi avrà dimostrato l’estraneità all’agevolazione occasionale e l’assenza di altri tentativi di infiltrazione mafiosa nelle sue società, niente interdittiva antimafia. Un provvedimento che invece comporterebbe l’esclusione dalla white list e l’interruzione dei contratti con la Pubblica amministrazione non solo a Piacenza.
Cartellino giallo
Tuttavia, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dicono le indiscrezioni, è più probabile che a Piacenza Parcheggi-Gps, in base all’occasionalità dell’evento comunque riscontrato, possa essere prescritta una misura inferiore all’interdittiva antimafia. E cioè la cosiddetta “prevenzione collaborativa”, una sorta di cartellino giallo riferendosi al gergo calcistico. Il provvedimento è stato introdotto dall’articolo 94 bis del decreto legislativo 159/2011, noto come il Codice antimafia. E prevede una serie di controlli amministrativi imposti dal prefetto per 6-12 mesi alla società in questione, finanche con l’incarico a un collegio di tre esperti per agevolare, appunto, la “prevenzione collaborativa” dell’azienda. Terminato questo periodo sotto i riflettori del Gruppo interforze prefettizio, che consente comunque il prosieguo monitorato dei contratti con la pubblica amministrazione, sarà il prefetto stesso a decidere l’eventuale liberatoria, con il ritorno a pieno titolo dell’azienda nella white list.
Cronoprogramma e ticket
Non va dimenticato poi un altro grattacapo piacentino per il principe dei parcheggi. Stimolate dalle opposizioni, sono in corso delle interlocuzioni con l’Amministrazione comunale sul cronoprogramma del cantiere e sull’incremento degli incassi percepiti da Piacenza Parcheggi-Gps grazie all’aumento dei costi orari delle strisce blu dal gennaio 2024. Un aumento destinato a sostenere i lavori, che però non hanno seguito i tempi stabiliti. In particolare, sono stati i consiglieri Massimo Trespidi (Lista Barbieri-Liberi) e Luca Zandonella (Lega) a chiedere trasparenza sul cronoprogramma del cantiere e il rimborso dell’aumento dei ticket, circa 400mila euro, da parte di Piacenza Parcheggi-Gps a favore di palazzo Mercanti. L’appuntamento per discutere di questi temi tra il sindaco Tarasconi e Lodetti Alliata è fissato alla metà di aprile.
All’ombra del Palladio
Dalla città dei Farnese passiamo a quella del Palladio. E stando alla stampa vicentina, le spine per il principe dei parcheggi sono più fastidiose almeno sul piano economico. L’Amministrazione comunale, anche in questo caso di centrosinistra e guidata dal sindaco Pd Giacomo Possamai, chiede a Gps il versamento di 5,2 milioni di euro per mancati canoni. A partire dal 2022, quando ha acquisito la concessione per le strisce blu di Vicenza, la società di Lodetti Alliata ha onorato solo il 40% del dovuto. Palazzo Trissino, lo scorso 24 febbraio, ha intimato alla società di versare i 5,2 milioni entro 30 giorni, pena la risoluzione del contratto di concessione, rigettando le motivazioni addotte da Gps sul mancato pagamento, che sarebbe dovuto a un disequilibrio del contratto di sosta imputabile al Comune di Vicenza.
Al Tar del Veneto
Naturalmente gli avvocati di Gps hanno presentato un ricorso al Tar del Veneto, chiedendo pure la sospensione del provvedimento del Comune di Vicenza che comunque sarà discusso il 16 aprile. Se l’istanza di Gps venisse rigettata dai giudici amministrativi, senza il pagamento del canone palazzo Trissino potrà rescindere il contratto con Gps e procedere a un nuovo affidamento del servizio di sosta. Insomma, come dicono in molti il principe dei parcheggi ha sette vite, ma da Piacenza a Vicenza l’orizzonte non è dei migliori.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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