Piacenza candidata a Capitale europea della cultura 2033: è tutto oro quello che luccica? A sentire il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, pare proprio di sì. Roberto Reggi da tempo batte la grancassa, nei corridoi del potere non solo piacentino. E ieri è venuto allo scoperto, mettendosi in gioco personalmente su questa iniziativa, in una partita pressoché identitaria con la Fondazione che governa.
La Cortina di ferro
Prima di tutto, dopo il provvedimento del sindaco Pd Katia Tarasconi che ha ufficializzato l’avvio del percorso, Reggi s’è affrettato ad intestarsi l’idea di partecipare al “concorsone” culturale che mette in palio, almeno sulla carta, una vetrina europea e ancor prima nazionale. “Ero a Gorizia-Nova Gorica a giugno, durante il suo anno da Capitale della cultura europea, con l’associazione delle fondazioni italiane”, ha raccontato a Filippo Mulazzi su ilpiacenza.it. “Lì mi è venuta un po’ l’idea, poi subito condivisa con il sindaco Katia Tarasconi. Ho visto una città, più piccola della nostra, che non ha niente di più di noi”… Forse dimenticando, un po’ strumentalmente, il valore della straordinaria storia di Gorizia-Nova Gorica, tagliata in due dalla Cortina di ferro nel 1947 e oggi simbolo dell’unità europea.
La base di partenza
Si sa, la sfida comunque sarà difficile se non impossibile, come ben racconta su quotidianopiacenza.online Carlandrea Triscornia. Ma oggi l’impavido Reggi rincara la dose su Libertà. Un fiume in piena, per richiamare tutti i piacentini a condividere quest’obiettivo, partendo dal comitato promotore, identificato dal sindaco Tarasconi in Rete Cultura Piacenza. “La Fondazione che presiedo ha dato un impulso determinante alla creazione di Rete Cultura Piacenza, proprio con l’intenzione di creare le basi per la progettazione e l’implementazione di politiche culturali e di promozione del turismo dotate di un orizzonte nazionale e sovranazionale”, ha spiegato nell’articolo di Federico Frighi. “E questa realtà, che lavora e si confronta ormai in maniera consolidata, sarà un’ottima base di partenza per affrontare la sfida della candidatura”.
Da qui la chiamata alle truppe – almeno a tutti coloro che hanno goduto degli oltre 9,6 milioni di euro di contributi elargiti dalla Fondazione nel 2025 – per tentare di conquistare la candidatura europea: “Il mio auspicio è che tutte le anime vitali del territorio possano fin da subito alzare lo sguardo, tenerlo puntato sull’obiettivo comune e, superando gli interessi individuali, lavorare uniti”, ha aggiunto Reggi. “Questa partita si può vincere solo insieme, e se si vince ne beneficeranno davvero tutti”.
Le altre sfide
Ecco, allora alziamo lo sguardo. E ricordiamo che il perimetro si allarga in parallelo ad altre sfide in quest’anno piacentino e nel 2027 che sarà elettorale per Politiche e Comunali. Dal canto suo, Reggi si sta giocando l’allungamento del mandato a Palazzo Rota Pisaroni di due anni, fino al 2030, se la Fondazione deciderà di cambiare il suo statuto in tal senso entro ottobre. Mentre l’altro fronte di chi governa la città, e cioè il sindaco Katia Tarasconi, ha bisogno di portare acqua al suo mulino per consolidare a 360 gradi la riconferma a prima cittadina.
Detto questo, siamo certi che chi attualmente ha un peso notevole nei palazzi romani, a partire dal ministro di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, di certo avrà il dossier della candidatura culturale piacentina sul suo tavolo. E siamo altrettanto certi che al netto delle differenze politiche, darà un contributo di rilievo al tentativo di vincere questa partita.
Alzare lo sguardo
Non va infine dimenticato che forse il primo ad alzare lo sguardo sul perimetro cittadino da coinvolgere dovrebbe essere proprio il presidente Reggi. Vedremo allora quanto sarà in grado di includere altri soggetti piacentini che esulano dalla sua corte attuale in Fondazione. Anche da questo punto di vista, comunque vada la partita sulla candidatura europea e al di là delle ambizioni personali, capiremo chi ha davvero a cuore il futuro Piacenza.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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