Economia

Il caso PiacenzUp!: Comune, Cattolica e Politecnico bocciati dalla Regione

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PiacenzUp!: nessuno ne parla ufficialmente anche se da qualche giorno il malcontento serpeggia nei palazzi che contano. Perché essere bocciati non fa mai piacere. Ma è quello che è successo al progetto presentato dal Comune di Piacenza con Università Cattolica e Politecnico. Come vedremo si trattava di un progetto altisonante, che puntava ad ottenere un sostanzioso pacchetto di finanziamenti per l’innovazione proposto dalla Regione Emilia-Romagna. I fondi messi a disposizione da Bologna erano circa dieci milioni di euro. E Piacenza è rimasta a bocca asciutta. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come sono andate le cose.

Il progetto PiacenzUp!

I finanziamenti regionali rientravano “nell’ambito dell’Attività 5.1 del programma triennale Attività produttive 2012-2015 – Sostegno allo sviluppo delle infrastrutture per la competitività del territorio”. E come si legge nel sito del Comune, la proposta di PiacenzUp! per ottenere i fondi del bando, di cui l’Amministrazione si faceva capofila, era “finalizzata alla realizzazione di una struttura di incubazione e accelerazione di imprese e start-up e di un laboratorio di innovazione integrato con il Tecnopolo di Piacenza, complementare ad esso, che diffonda know-how sulle opportunità di trasformare in nuovi prodotti e servizi le possibilità presenti sul mercato internazionale o emergenti da laboratori universitari e/o industriali, e che sperimenti nuovi modi di lavorare che aumentino la produttività delle imprese e ne accelerino lo sviluppo organizzativo e gestionale”. Infine, si evidenziavano anche le partnership di vaglia: “Gli altri soggetti proponenti, oltre al Comune di Piacenza capofila, sono Università Cattolica del Sacro Cuore Sede di Piacenza e Polo Territoriale di Piacenza- Politecnico di Milano”.

Chi ha preso i finanziamenti

Insomma, con l’aggiunta del parterre de roi che accompagnava il Comune, l’iniziativa presentata a dicembre 2020 sembrava avere tutte le carte in regola per accedere ai fondi del bando per almeno 800mila euro. Invece PiacenzUp! non ha superato l’esame della Regione, ottenendo un punteggio insufficiente, e così non è rientrato tra i 20 progetti finanziati con circa 10 milioni che sempre secondo la Regione porteranno a generare sul territorio investimenti per quasi 19 milioni.

Di tutto, di più

Come si legge nella tabella allegata alla nota arrivata da Bologna il 29 marzo scorso, tra le varie iniziative finanziate fino all’80% dai fondi regionali c’è davvero di tutto. Si va, per esempio, dagli 80mila euro dati al “solitario” Comune di Tresignana (Ferrara) agli 800mila ottenuti dal Comune di Cesena, anch’esso senza partner di vaglia, per la riqualificazione di un immobile da destinare a incubatore d’impresa. Oppure ci sono le risorse messe a disposizione del Comune di Novafeltria (Rimini) che sempre in solitaria ha ricevuto 799mila euro (su 999mila) per il suo presidio di ricerca, incubatore d’impresa e coworking. Per non parlare di altri soggetti, come la Vulcaflex Spa di Cotignola (Ravenna) o della Fondazione Rei di Reggio Emilia che hanno ottenuto circa 600mila euro a testa per i loro laboratori.

Qualcuno ci spieghi…

Soddisfatti dell’operazione il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla. Per loro si tratta di “un ulteriore tassello per mettere il sistema delle imprese e della ricerca pubblica e privata nelle migliori condizioni per agganciare la ripartenza post pandemia”.

L’obiettivo di questa misura “è infatti quello di individuare delle progettualità che favoriscano il rafforzamento strutturale regionale del sistema produttivo, creando dei meccanismi di circolazione della conoscenza, di sviluppo di idee progettuali, di utilizzo di risorse tecnologiche e umane. Gli interventi finanziati andranno a creare connessioni territoriali sempre maggiori con il sistema della conoscenza e dell’innovazione rilanciando e rigenerando i sistemi produttivi, per dare nuovo slancio alla crescita e alla buona occupazione”.

Peccato davvero che il Comune di Piacenza sia rimasto escluso dai finanziamenti per creare queste “connessioni territoriali” così strategiche e sia stato superato anche da Comuni come Bondeno (Ferrara) o San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena). Ci piacerebbe proprio capire perché questo è successo, nonostante la presenza di partner così importanti in PiacenzUp! come Cattolica e Politecnico al fianco dell’Amministrazione comunale.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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