Piacenza

Comunali e liste elettorali: dal centrodestra al centrosinistra, sale la tensione

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Comunali di Piacenza e liste elettorali: fervono i preparativi e sale la tensione. C’è ancora un po’ di tempo, visto che gli schieramenti con i nomi dei candidati al Consiglio comunale dovrebbero essere presentati a fine aprile, se si voterà il 29 maggio o il 5 giugno. Ma dal centrodestra al centrosinistra qualcuno in città ha ancora diversi di problemi da risolvere, e non di poco conto.

Appuntamento mancato

Partiamo da Fratelli d’Italia. Lo scorso 23 febbraio, alla presentazione di Stefano Frontini, ex consigliere comunale di centrodestra che si candiderà con FdI, i vertici locali del partito avevano annunciato un evento elettorale. Con una data precisa e perentoria, che bruciava le tappe. Forse anche per rispondere alle preoccupazioni sulle ripercussioni interne causate dall’inchiesta della Procura della Repubblica piacentina che ha coinvolto l’onorevole Tommaso Foti e l’ex assessore all’Urbanistica Erika Opizzi.

Comunque sia, “il prossimo 12 marzo organizzeremo una manifestazione per presentare tutti i nostri candidati”, aveva affermato risoluto Filippo Bertolini, consigliere comunale e portavoce provinciale di FdI. Ma sabato scorso non c’è stata nessuna presentazione dei 32 nomi scelti da FdI. Silenzio assoluto. Così, fonti vicine ai vertici del partito hanno parlato con qualche imbarazzo di una messa a punto della lista più laboriosa del previsto; di qualche probabile defezione; di qualche candidato che ha chiesto più tempo per riflettere… e quindi della necessaria ricerca di adesioni alternative.

Senza dimenticare poi un’altra questione: chi farà il capolista di FdI? Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri sembrava in pole position; ma dopo un ripensamento, adesso si punterebbe su un altro nome da offrire agli elettori, anche per allargare il parterre del consenso nel centrodestra.

Liberi s’interroga…

Sempre di capolista pare si discuta dentro Liberi, la lista civica che fa capo a Massimo Trespidi. Non è ancora chiaro chi ne sarà alla guida per sostenere la ricandidatura del sindaco Patrizia Barbieri. Inizialmente si parlava dell’ex preside e consigliere comunale Mauro Monti, con il professor Trespidi a fare da regista esterno della campagna elettorale. Tanto, si diceva fino a qualche giorno fa, Trespidi ha già ottenuto quello che voleva. E cioè il ruolo di vicesindaco per sé, nominato direttamente da Patrizia Barbieri, e un assessorato per Monti.

Ma poi le cose sono cambiate. La candidatura a sindaco di Katia Tarasconi per il centrosinistra targato Pd guarda anche agli elettori di centro. Al voto di quei moderati che potrebbe essere l’ago della bilancia delle prossime Comunali. Quindi, per Liberi deve scendere nell’arena elettorale direttamente Trespidi, avrebbero chiesto il sindaco e le altre forze della maggioranza uscente.

Se il concetto è chiaro, sembra però che Trespidi stia tergiversando, forse preoccupato dal confronto con Monti. E cioè dal cosiddetto fuoco amico, che non aveva affrontato nel 2017 da candidato sindaco. Se stavolta entrambi fossero in lista alla pari, si potrebbero “rubare” le preferenze degli elettori; e magari Monti potrebbe anche prevalere sul suo leader… D’altra parte, in caso di sconfitta, il non essere stati in lista comporterebbe di certo l’uscita dal Consiglio comunale. Un palcoscenico fondamentale anche dai seggi della minoranza per chi come Trespidi guarda comunque al futuro della scena politica di Piacenza.

Il veto su Polledri

Nella Lega tiene sempre banco il nome di Massimo Polledri. L’ex senatore entrerà in lista, superando il veto che il sindaco avrebbe posto sul suo nome, come su quello dell’ex forzista Mauro Saccardi che potrebbe seguirlo nel Carroccio? Difficile dirlo. Di certo qualcuno ha già fatto i conti. E si sa che Polledri e Saccardi avrebbero buone chance di essere rieletti tra le fila leghiste.

Tuttavia, anche considerando il premio di maggioranza che dà alla coalizione vincente 20 seggi su 32 in Consiglio comunale, il sindaco e i suoi più stretti collaboratori vogliono nomi sicuri. E quello dell’ex assessore alla Cultura giubilato da Barbieri nel 2018, non sarebbe ritenuto tale. Magari Polledri in un secondo tempo potrebbe mettersi a capo di una fronda interna. Un manipolo di consiglieri comunali – ne basterebbero 4 o 5 – che a vittoria ottenuta, potrebbe far traballare la maggioranza di centrodestra.

Gazzolo punta i piedi

Passando al centrosinistra, i riflettori sono accesi sulla lista del Partito democratico. L’onorevole Paola De Micheli avrebbe sciolto le riserve. Quindi dovrebbe essere la capolista sotto le insegne di Katia Tarasconi. Intanto, si discute sugli altri nomi da proporre agli elettori per il Consiglio comunale. E l’ex assessore regionale Paola Gazzolo sembra stia puntando i piedi. In soldoni, dopo aver ottenuto il 43% dei voti al congresso provinciale e il 40% a quello del circolo cittadino, Gazzolo avrebbe chiesto al segretario Carlo Berra di riconoscere alla sua minoranza altrettanti candidati in lista.

Per qualcuno è una richiesta logica. Per altri, invece, non converrebbe puntare su 13, 14 nomi in lista, ma sulla metà. Convogliando su questi candidati tutte le preferenze della minoranza. In tal modo, in caso di vittoria, Gazzolo potrebbe avere quei 4, 5 consiglieri nella maggioranza di 20, capaci di condizionare con il loro voto le scelte di Katia Tarasconi a palazzo Mercanti.

E i Liberali?

Infine, ma non da ultima per ordine d’importanza, veniamo alla scelta che si apprestano a fare i Liberali piacentini: sì o no alla coalizione che sostiene Patrizia Barbieri sulla base delle risposte programmatiche attese dall’onorevole Foti, che fonti vicine a via Cittadella dicono siano già pervenute?

Per rispondere a questa domanda, c’è chi aveva ipotizzato che l’arrivo venerdì scorso a Piacenza dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, Maurizio Gasparri ed Enrico Aimi, potesse sbloccare la situazione. Favorendo, se non un accordo, un riavvicinamento tra il leader storico dei Liberali, Corrado Sforza Fogliani, e il sindaco Patrizia Barbieri. Ma le speranze sono andate deluse. Anche per coloro che pensavano a una possibile lista di Forza Italia insieme con i Liberali.

In città crescono così le aspettative dei piacentini che puntano sulla nascita di una lista centrista di puro spessore liberale. Un polo moderato, che proponga agli elettori un candidato sindaco forte, da contrapporre a Barbieri, Tarasconi e a Stefano Cugini di Alternativa per Piacenza. Su questo polo potrebbero convergere Buona Destra, guidata dal consigliere comunale Michele Giardino, Piacenza al Centro, formazione capitanata dall’ex assessore Filiberto Putzu, e anche Massimo Polledri, qualora l’ex senatore non rientrasse nella Lega con il suo movimento l’Officina delle Idee.

Le indiscrezioni e le notizie, insomma, si rincorrono. Ancora qualche giorno di pazienza, e il bouquet politico per le Comunali di Piacenza sarà definitivo.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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