Piacenza

Centrodestra: le mosse di Patrizia Barbieri e l’amaro in bocca dei consiglieri comunali

centrodestra-le-mosse-di-patrizia-barbieri-e-lamaro-in-bocca-dei-consiglieri-comunali

Centrodestra: a Piacenza la parola “rinnovamento” sta creando non poche tensioni nella maggioranza che governa il Comune. È il termine che pare abbia utilizzato il sindaco Patrizia Barbieri nelle ultime riunioni con i partiti che la sostengono in vista del bis alle elezioni del 2022. Sulle candidature a consigliere comunale, Barbieri avrebbe insistito con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia per avere in lista molti nomi nuovi. Candidati competenti e motivati, avrebbe sottolineato, da presentare ai cittadini nella prossima campagna elettorale.

A palazzo Mercanti la mossa del sindaco ha creato sconcerto. Tra i banchi della maggioranza inizialmente solo bocche tirate e qualche mugugno. Ma poi le bocche hanno cominciato a parlare. E qualche giorno dopo le indiscrezioni sugli incontri tra Patrizia Barbieri e i vertici dei partiti della coalizione, c’è chi non usa mezze misure e si definisce tradito. In sostanza: se questo è il grazie per aver sostenuto le scelte del sindaco anche quando non l’avrebbero meritato, andiamo bene.

Bilancio amaro

L’elenco è lungo. E parte dal famoso rimpasto di Giunta del 2018. A casa uomini che le avevano portato fior di voti con le loro preferenze (Garetti, Putzu, Polledri). E dentro coloro che secondo Barbieri avrebbero fatto meglio (Cavalli, Papamarenghi e Tassi). I risultati delle scelte da allora in poi? Anche al netto del Covid, per alcuni consiglieri di maggioranza non sono stati lusinghieri, anzi. E di certo non per colpa loro. Per sommi capi, si va dalla gestione disastrosa e sempre più costosa del verde pubblico all’ultima perdita dei finanziamenti per l’asilo di Borgotrebbia.

Insomma, le critiche agli assessori giudicati dal sindaco non all’altezza del compito ci stanno. Ma mettere in discussione anche i consiglieri comunali che finora hanno seguito fedelmente Patrizia Barbieri ha lasciato molto amaro in bocca. Un tutti sotto esame che non è piaciuto a chi pensa di aver lavorato bene e soprattutto di meritare una ricandidatura.

Partiti, preferenze e confronto

Dietro alla parola d’ordine “rinnovamento” poi ci sarebbe una forzatura. Il tentativo di ottenere dai partiti l’avallo su una serie di candidati scelti personalmente dal sindaco. E se passa anche dal placet delle segreterie nazionali e regionali, a Piacenza la mossa che blinderebbe questi nominativi viene comunque mal digerita. Perché c’è chi ricorda che tanti voti alla Barbieri non li hanno portati solo i simboli dei partiti. Ma arrivano dal basso, dai singoli consiglieri comunali con le loro preferenze. Attaccati alla poltrona o no, sono quei “peones” che oltretutto ogni giorno e da anni si confrontano con il malcontento dei cittadini, parafulmini delle critiche che piovono sulla Giunta Barbieri anche dagli elettori di centrodestra.

Altro appunto: i veri momenti di confronto, ascolto e partecipazione collettiva sulle scelte amministrative in questi anni sarebbero mancati. Nessun gioco di squadra, solo ordini di scuderia. Il tutto a marcare un altro aspetto del distacco nei rapporti tra il sindaco Barbieri e i consiglieri della sua maggioranza.

Da Azione a Liberi

Il quadro è in movimento. E l’orizzonte si allunga fino ai confini del centrosinistra: il leader di Azione, Carlo Calenda, in Sant’Ilario ha lanciato l’idea di una terza lista. Intanto le tensioni sono sempre più palpabili in Forza Italia. Un partito che in città da tempo è diviso soprattutto sul ruolo e il peso politico di Jonathan Papamarenghi, assessore portato in palmo di mano da Patrizia Barbieri.

Poi c’è grande attenzione per le mosse dei Liberali e del suo storico leader, l’avvocato Corrado Sforza Fogliani. Da anni l Liberali si sono ritagliati il ruolo di coscienza critica della maggioranza. E sembra che non abbiano sempre partecipato alle ultime riunioni indette dal sindaco, scelta tutta da decifrare.

Apparentemente si stempera invece l’attesa per le decisioni di Liberi. Che la lista civica di centrodestra guidata da Massimo Trespidi cambi strategia e dall’opposizione passi con il sindaco ormai per qualcuno non sarebbe più così determinante. Come dire, nel centrodestra la frittata a base di “rinnovamento” è già fatta. E vedremo a chi andrà di traverso.

Website |  + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.