Per Piacenza potrebbe essere una svolta. Le nuove chance che si aprono nel settore della difesa sono un’occasione da non perdere. Il ritornello pare suoni da qualche giorno anche nei palazzi del potere non solo cittadino. L’acquisizione da parte di Leonardo per 1,7 miliardi di euro della Iveco Defense Vehicles, di cui fa parte la piacentina Astra, è il punto di partenza. Suggestioni? Non proprio. In gioco ci sono centinaia di miliardi. Come quelli previsti dal Governo Meloni da qui al 2035 per arrivare a investire in ambito militare il 5% del Pil annuo, richiesto a gran voce dal presidente Usa Donald Trump agli alleati della Nato per tenerla in piedi. Senza dimenticare il piano Rearm Europe, approntato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Passato, presente e futuro
La storia gioca indubbiamente a favore di Piacenza, città militare che affonda le sue radici in epoca romana. Riassumendo: oltre 700mila metri quadrati di aree militari più o meno dismesse, che rappresentano un unicum a disposizione di nuovi investimenti. Poi ci sono le attività in essere, come quella all’ex Arsenale, oggi Polo di mantenimento pesante, che assicura l’efficienza di tutti i principali mezzi e sistemi in dotazione all’Esercito. Un’attività che un tempo vedeva impegnati oltre 800 addetti, scesi a meno di 200. Grazie a nuove risorse, tutto potrebbe ripartire per assunzioni e indotto, magari legandosi alla produzione dei mezzi militari di Astra, che conta oltre 500 dipendenti.
Dai blindati e dintorni passiamo all’aerospaziale. Un settore dove Leonardo – Gruppo multinazionale quotato in Borsa, ma a controllo pubblico (il 30,2% è del ministero dell’Economia e delle Finanze) – gioca sempre un ruolo da grande protagonista. Parliamo di un big su scala globale, con ricavi 2024 da 17,8 miliardi di euro, quasi 21 di ordini e un utile netto da 1,16 miliardi. Sul territorio piacentino, in ambito aerospaziale, Leonardo è sbarcato per la prima volta nel 2021, con l’annuncio del polo sperimentale per la produzione fibra di carbonio made in Italy, in partnership con la Mae della famiglia Rovellini. Un centro hi-tech attivato a Fiorenzuola d’Arda nel 2023.
Altro shopping?
Sempre nel Piacentino, dopo l’acquisizione di Astra, per Leonardo magari si potrebbero aprire altre occasioni di shopping strategico. Vedi il caso della Mcm di Vigolzone: l’azienda da 300 dipendenti è leader mondiale nella progettazione di centri di lavoro per la produzione automatizzata di componenti meccanici di precisione, anche nel settore militare e dell’aerospaziale. Tanto che la sua crisi, innescata dalla decisione di liberarsene della cinese Rifa, è finita sul tavolo della Presidenza del Consiglio dei ministri in ottica golden power. Un dossier oggi in via di soluzione, che ha posto comunque Mcm all’attenzione di Palazzo Chigi tra le aziende che vanno protette da operazioni societarie ritenute negative, quando le loro attività vengano considerate strategiche per la sicurezza del Paese.
Chiudiamo il cerchio con un ultimo spunto non di poco conto. Sul territorio piacentino c’è anche l’Aeroporto militare di San Damiano. In Comune di San Giorgio, lo scalo vanta una pista di quasi 3mila metri e fino a una decina di anni fa vedeva la presenza dei caccia del 50° Stormo. Una realtà per ora a latere sul piano operativo, ma che alla luce delle nuove strategie e dei nuovi investimenti nella difesa nazionale potrebbe ripartire a pieno regime.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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