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Consiglio comunale di Piacenza: come cambierà l’alleanza Tarasconi-De Micheli-Gazzolo?

Da sinistra, Gazzolo, Tarasconi e De Micheli all'inaugurazione del point elettorale per le Comunali di Piacenza il 20 aprile 2022

Consiglio comunale di Piacenza: si dovrà aspettare il 26 febbraio. E cioè la data delle primarie del Partito democratico. Dopo, per i bene informati, potrebbero cambiare diverse cose anche nella maggioranza che sostiene la Giunta del sindaco Katia Tarasconi.

La corsa alla segreteria

Come si sa, l’onorevole e consigliere comunale Paola De Micheli corre per la segreteria del Pd. Suoi avversari Stefano Bonaccini, Gianni Cuperlo ed Elly Schlein. Il primo anche a Piacenza ha fatto il pieno di consensi tra i big del partito, Katia Tarasconi in testa. E secondo diversi osservatori è improbabile che De Micheli la spunti sul governatore dell’Emilia-Romagna, dato per vincente con il sostegno del segretario provinciale del Pd Carlo Berra.

Un po’ di numeri

Che riflessi potrebbe avere la sconfitta di De Micheli nella sua Piacenza? Qualcuno parla già di un raffreddamento della disponibilità verso la Giunta dei fidati consiglieri comunali dell’onorevole Andrea Fossati (capogruppo Pd), Tiziana Albasi, Stefano Perrucci e Salvatore Scafuto. Calcolando anche quello di De Micheli, sono 5 voti sugli 8 del Pd a palazzo Mercanti.

Dati alla mano, tanti bastano per tenere in pugno chi governa la città. Su 32 seggi, la maggioranza in Consiglio è infatti di 17 voti. E 20 sono quelli delle liste di centrosinistra (8 Pd, 8 Civica Tarasconi, 2 Piacenza Oltre e 2 Piacenza Coraggiosa) a cui si somma il voto del sindaco. Quindi, senza quei 5 consensi da 21 voti si scende a 16, e la maggioranza in Consiglio comunale non c’è più.

Le ragioni dei critici

A palazzo Mercanti oltretutto le voci sulle tensioni continuano. Il dito è puntato contro il dirigismo del sindaco e della Giunta, che per i critici metterebbe in secondo piano il dialogo con i consiglieri di maggioranza. Insomma, poca condivisione e poco coinvolgimento sulle scelte, sull’iter dei provvedimenti e sui tempi di attuazione del programma politico-amministrativo.

In più, altri consiglieri di centrosinistra si starebbero orientando su un voto a favore di De Micheli nelle primarie del 26 febbraio aperte ai simpatizzanti; e questo fa pensare al rafforzarsi delle fila della sua corrente a palazzo Mercanti. Senza dimenticare che pure dalle parti della lista civica del sindaco inizierebbero ad emergere alcune critiche, che battono sempre sullo scarso coinvolgimento dei consiglieri comunali.

Il parafulmine

Chi potrebbe andarci di mezzo come parafulmine è la presidente Pd del Consiglio comunale Paola Gazzolo, il terzo anello dell’alleanza al femminile che in sostanza regge l’amministrazione piacentina. Gazzolo già alcune volte è stata attaccata dalle opposizioni per la sua gestione dell’aula, che non soddisferebbe nemmeno diversi esponenti della maggioranza.

Eletta alla presidenza in qualità di leader della minoranza locale del Pd, oggi Gazzolo ha scelto Bonaccini contro De Micheli. Comprensibile, visto che è stata assessore regionale e a Bologna è ancora parte dello staff del governatore (un ruolo che però lascerà a breve). Ma la decisione pro Bonaccini potrebbe accrescere il malcontento sulla sua presidenza di “garanzia”, che per alcuni latita anche nel mediare politicamente tra la Giunta e i consiglieri di maggioranza.

Scontro in aula

Intanto il Consiglio comunale di ieri ha messo in luce ancora qualche sbavatura nel centrosinistra. Stiamo parlando della pasticciata vicenda sull’elezione della Commissione qualità architettonica, organo con compiti consultivi, ma comunque rilevanti. Metodo e candidature sono stati attaccati dai consiglieri della lista di opposizione che fa capo all’ex sindaco Patrizia Barbieri. È stata contestata dapprima la scelta di eleggere 3 architetti sui 7 membri della Commissione, rispetto alla presenza di ingegneri, geometri, geologi, agronomi e paesaggisti, previsti dalle norme.

Poi si è passati alla lista dei nominativi indicati dall’Ordine degli architetti. Le candidature sono giunte a palazzo Mercanti con due successive delibere dell’Ordine. La prima non comprendeva i nominativi di due valenti professioniste, Laura Anelli e Rosemary Ramelli, ben note all’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini per aver collaborato con lei (come emerge dai loro curriculum). E solo la seconda delibera dell’Ordine, sempre richiesta dal Comune, ha compreso Anelli e Ramelli, consentendo così la loro candidatura.

L’assessore Fantini, già vicepresidente dell’Ordine degli architetti, ha smentito in aula qualsiasi ingerenza, difendendo la trasparenza del suo operato. Alla fine, dopo la bagarre dell’opposizione, la maggioranza di centrosinistra con qualche sorriso un po’ tirato ha votato pressoché compatta, eleggendo nel segreto dell’urna anche le due professioniste nella Commissione qualità architettonica. Adesso però si avvicinano voti ben più pesanti, come quello sul bilancio comunale. E vedremo se le cose cambieranno.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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