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Covid e contact tracing: basta reticenze, stavolta Baldino ha ragione

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Aiutare il contact tracing è fondamentale per fermare l’epidemia di Covid-19 che anche a Piacenza continua a mietere vittime. Uno stillicidio che con i sette morti di oggi (una donna di 91 anni e sei uomini di 61, 63, 82, 84, 88 e 95 anni) ha portato la nostra provincia a superare i 1.300 decessi. Per la precisione, 1.304 vittime da febbraio 2020. Naturalmente anche i positivi sono in crescita: i nuovi casi di oggi, 131 (72 sintomatici), portano i contagiati complessivi a quota 16.906.

Indicare i contatti

E proprio quando si risulta positivi al tampone è fondamentale aiutare il contact tracing. E cioè fare i nomi delle persone con cui siamo entrati in contatto nei giorni precedenti. Non è delazione; è un modo per aiutare anche loro e tutta la comunità a ridurre la diffusione del virus. Una procedura che porta solo alla messa in quarantena di queste persone in attesa di verificare se hanno contratto la malattia, evitando nel caso che possano trasmetterla ad altri.

Più positivi e…

Adesso però l’applicazione di questa procedura pare stia diventando un problema, con molti positivi che sono diventati reticenti nel fare i nomi dei loro contatti. Probabilmente anche a causa dei nuovi contagi legati soprattutto ai cenoni non autorizzati durante le scorse festività.

Il segnale è confermato anche dai dati, con le proporzioni tra i positivi e i loro contatti che si sono invertite in modo paradossale. A Piacenza e provincia infatti il numero delle persone messe in quarantena (1.153), in quanto contatti stretti dei positivi, al 10 gennaio è diventato inferiore a quello dei positivi stessi (1.453). E questo è avvenuto nel giro di una sola settimana.

Le ragioni di Baldino

“Facendo le interviste per il contact tracing, ci accorgiamo sempre di più che le persone sono molto restie a dare i nomi dei contatti”, ha affermato l’ingegner Luca Baldino, direttore generale dell’Ausl di Piacenza. E questo “avviene in particolare tra i giovani”.

Così il direttore dell’Azienda sanitaria ha lanciato un appello per invertire la tendenza: “Non si tratta di denunciare, ma è importante dare i nomi dei contatti affinché, grazie ai tamponi, si possano limitare i contagi. È importante che i cittadini collaborino su questo fronte”.
Non c’è che dire, con lui non siamo mai stati teneri; ma sul contact tracing Baldino stavolta ha ragione da vendere.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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