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Qualità della vita: per ItaliaOggi a Piacenza migliora, ma tra luci ed ombre…

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Qualità della vita: a Piacenza, per la nuova classifica di ItaliaOggi, è in netto miglioramento. In un anno la provincia emiliana guadagna 14 posizioni e sale al 32° posto della graduatoria italiana 2025, seppur tra luci ed ombre che vedremo.

Lo scenario nazionale

Intanto Milano conquista ancora il 1° posto della classifica generale, seguita da Bolzano e Bologna. Rispetto allo scorso anno, per Milano e Bolzano si tratta di una conferma, mentre Bologna guadagna una posizione. Poi ecco Firenze (sale al 4° posto dall’8° del 2024) tallonata da Monza e Brianza (5° posto, in calo di due posizioni).

Sempre in fondo alla classifica Caltanissetta (107ª), preceduta da Crotone (106ª), che scende di cinque posizioni in un anno e Reggio Calabria (105ª), che invece ne conquista una. Da rilevare, in negativo, Foggia, che passa dalla 93ª alla 104ª posizione in classifica, Pordenone dalla 9ª alla 23ª e Gorizia dalla 26ª alla 52ª.

L’analisi di ItaliaOggi

L’indagine 2025 sulle province italiane del quotidiano economico diretto da Pierluigi Magnaschi, realizzata insieme a Ital Communications e in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, si articola in nove dimensioni d’analisi: Affari e lavoro; Ambiente; Istruzione e formazione; Popolazione; Reati e sicurezza; Sicurezza sociale; Reddito e ricchezza; Sistema salute; Turismo, intrattenimento e cultura.

Sono ambiti che hanno permesso di indagare in maniera approfondita i molteplici aspetti relativi alla qualità della vita a livello locale, spiega ItaliaOggi. Le 107 province italiane sono state poi classificate in 5 cluster (Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania, Metropoli), ottenendo così una fotografia più dettagliata delle specificità territoriali (clicca qui per consultare dati e infografica).

In Emilia-Romagna

Come abbiamo visto, la provincia di Bologna è sul 3° gradino del podio nazionale, seguita da Parma, 9ª in classifica generale, che guadagna una posizione sullo scorso anno; poi ecco Reggio Emilia (10ª, +9 posizioni), Modena (11ª, +6), Rimini (12ª, +21), Forlì-Cesena (13ª, +3), e Ravenna (14ª, -3); segue Piacenza, al 32° posto (+14 posizioni), che lascia la maglia nera dell’Emilia-Romagna sulle spalle di Ferrara (36ª, -9).

Piacenza ai raggi X

La qualità della vita nel 2025 è risultata buona o accettabile in 60 province su 107. Si tratta di un valore inferiore a quello registrato negli ultimi anni e quindi indicativo di un peggioramento, rileva ItaliaOggi. Tuttavia, la provincia di Piacenza, comunque tra luci ed ombre, va in controtendenza.

Rispetto alla 32ª posizione in classifica generale, guardando ai singoli indicatori, spicca infatti per il 6° posto nella graduatoria nazionale della Sicurezza sociale, con un balzo di 48 posizioni rispetto allo scorso anno. Bene anche Affari e lavoro (17° posto, +21 posizioni sul 2024) e Popolazione (30°, +12). Piacenza guadagna poi un gradino nell’Ambiente, dove si colloca al 37° posto, mentre per l’Istruzione è 44ª in Italia (+7).

Note dolenti invece arrivano per il Reddito (31° posto, -8 posizioni) e Salute (57°, -7). Si chiude peggio per Reati e sicurezza, dove Piacenza crolla di ben 35 posizioni e dal 44° scende al 79° posto nazionale; così come per il Turismo, dove perde 7 posizioni, sempre rispetto allo scorso anno, e scivola così al 95° posto italiano.

Tornando alla classifica generale, sul 32° gradino Piacenza fa comunque meglio delle province confinanti: da Cremona (39ª, -14 posizioni sul 2024) a Lodi (50ª, -1), da Genova (55ª, -12) a Pavia (58ª, -8), per finire con Alessandria (80ª, -10).

Qualità della vita: per saperne di più

Sul piano nazionale, l’indagine di ItaliaOggi, giunta alla 27ª edizione, “conferma tendenze già osservate in passato: le grandi città, soprattutto del Centro-Nord, mostrano una forte capacità di resilienza e di adattamento alle emergenze degli ultimi anni”, commenta Marino Longoni, condirettore del quotidiano economico. “Purtroppo, si accentua invece il divario tra Centro-Nord e Sud, dove emergono segnali sempre più evidenti di disagio sociale e personale”.

Affari e lavoro

Gli indicatori della dimensione Affari e lavoro riportano informazioni sul mercato occupazionale, sulle imprese, sull’importo dei protesti per abitante e sulla incidenza di startup e Pmi innovative. Bolzano si classifica al 1° posto come nelle tre passate edizioni, seguita da Firenze che scala ben 16 posizioni rispetto allo scorso anno. A seguire Prato, Padova e Trento. In coda alla classifica troviamo esclusivamente province dell’Italia meridionale e insulare: Agrigento, Siracusa e Napoli.

Ambiente

La dimensione dell’Ambiente è articolata in due sottodimensioni: quella negativamente associata alla qualità della vita comprende indicatori di impatto ambientale, mentre nella sottodimensione positiva figurano anche variabili il cui andamento può essere messo in relazione con le azioni degli amministratori locali. È ancora Bolzano in vetta: apre la classifica della qualità ambientale, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Nelle 19 posizioni di testa figurano 6 province del Nord-Ovest; 12 province del Nord-Est e Macerata in rappresentanza dell’Italia centrale. In coda si confermano anche per il 2025 Palermo e Catania.

Reati e sicurezza

Ascoli Piceno apre la classifica della dimensione relativa a Reati e sicurezza, scalando dieci posizioni rispetto allo scorso anno. Seguono nell’ordine Oristano, Potenza, Matera e Treviso. L’analisi dei risultati rilevati in questa e nelle passate edizioni denota una sostanziale stabilità del quadro relativo alla sicurezza. Infatti, anche quest’anno le province in cui la sicurezza è risultata buona o accettabile ammontano a 65, dato in linea con quello delle ultime sette edizioni dell’indagine, un risultato quindi stabile nel tempo e molto positivo. In coda troviamo Roma, Trieste, Firenze e, ultima, Milano.

Sicurezza sociale

Per il 2025, nella dimensione della Sicurezza sociale sono stati sostituiti 5 dei 12 indicatori in cui si articola. È subentrato il dato relativo ai Neet (percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi di istruzione o formazione, né nel mondo del lavoro). Al posto degli altri indicatori rimossi troviamo: omicidi stradali ogni 100 incidenti stradali; morti per abuso di alcol per 100mila abitanti; morti per abuso di sostanze stupefacenti per 100mila abitanti e, infine, l’indice di affollamento carcerario. La provincia che quest’anno apre la classifica è Ascoli Piceno, seguita da Lodi, Prato, Siena e Ragusa, mentre chiude quella del Sud Sardegna.

Istruzione e formazione

Gli indicatori della dimensione Istruzione e formazione sono: tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia; percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore; percentuale di persone di età compresa tra 25 e 39 anni con laurea o altri titoli; percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni coinvolte in attività di formazione permanente e la percentuale di studenti in possesso di adeguate competenze numeriche e alfabetiche. Apre la classifica Bologna, confermando il piazzamento delle passate due edizioni dell’indagine. A seguire Milano, due province del Nord-Est, Udine e Trieste, e Ascoli Piceno in rappresentanza dell’Italia centrale. Chiudono Caltanissetta e, ultima, ancora una volta, Crotone.

Popolazione

La struttura di questa dimensione di analisi è stata profondamente modificata nel 2022, con l’eliminazione della densità demografica; la sostituzione del numero medio di componenti del nucleo familiare con il numero medio di figli per donna; l’inserimento di 5 nuovi indicatori. Bolzano si conferma al 1° posto, risultato che si ripete da 11 anni a questa parte. A seguire si classificano nel gruppo di testa Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. In ultima posizione Sud Sardegna e Oristano.

Sistema salute

A partire dal 2025, accanto alle sottodimensioni dei posti letto in reparti specialistici e della dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche, è stata inserita la sottodimensione degli indicatori di attività ospedaliera, che tenta di catturare l’impatto della mobilità ospedaliera extraregionale sul sistema ospedaliero provinciale e la sua attrattività. Ancona apre la classifica, migliorando il 3° posto già conseguito lo scorso anno, seguita da Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. Chiude la classifica la provincia del Sud Sardegna, che peggiora di una posizione.

Turismo, intrattenimento e cultura

Nella nuova dimensione Turismo, intrattenimento e cultura apre la classifica Bolzano, seguita da Trieste, Rimini, Roma e Livorno. Nel gruppo di testa sono comprese 17 province, contro le 14 censite lo scorso anno. Vi figurano, tra le altre, Milano, Imperia, Verona, Venezia, Gorizia, Ravenna e Forlì-Cesena, Firenze, Grosseto, Lucca. Chiude la classifica Enna.

Reddito e ricchezza

A partire dalla presente edizione dell’indagine, la ricchezza matrimoniale pro capite è stata sostituita dai valori immobiliari (sottodimensione positiva), ed è stato inserito un nuovo significativo indicatore, rappresentato dal costo al metro quadrato per l’affitto di un immobile residenziale. Milano apre la classifica confermando i risultati ottenuti nelle cinque passate edizioni. A seguire nel gruppo di testa troviamo Bolzano, Firenze, Monza e Brianza, e Bologna. Chiude la classifica, come nelle sei passate edizioni, la provincia di Crotone.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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