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Immigrati e sicurezza: Conte e un’Italia in cerca di rispetto

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Il premier Giuseppe Conte con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen

Immigrati e sicurezza: l’accordo europeo si potrebbe chiudere nei prossimi giorni. L’appuntamento è a Malta, al vertice dei ministri dell’Interno del 23 settembre, cui parteciperà la responsabile del Viminale Luciana Lamorgese. Se l’accordo funzionerà, almeno il primo problema dovrebbe essere in parte disinnescato. Liquidato Salvini, e partendo dall’approdo della Ocean Viking a Lampedusa, Germania e Francia hanno teso la mano al Conte 2. Da ogni sbarco Berlino e Parigi prenderanno a testa almeno il 25% dei migranti. Il resto? Le trattative con gli altri Stati della Ue sono in corso, e all’Italia potrebbe spettare il 10% degli arrivati o addirittura nessuno di loro, visto che ha già l’onere di gestire gli sbarchi.

Un risultato del genere, dopo anni di tira e molla e in attesa di una revisione della Convenzione di Dublino, sarebbe soprattutto una medaglia appuntata sul petto del premier Giuseppe Conte. Sotto il profilo internazionale l’Italia si farebbe rispettare senza perdere di vista i valori umanitari. E sul piano interno un risultato ancorché provvisorio ridurrebbe comunque i margini di manovra per l’opposizione di centrodestra, che sta ritornando a battere su immigrati e sicurezza. Per esempio, il paventato ritorno in campo di società e di cooperative in passato non sempre trasparenti nella gestione dei centri di accoglienza verrebbe stoppato sul nascere.

Sul piatto resta però la seconda parte del problema immigrati. E cioè quello della clandestinità, percepita con grande preoccupazione dall’opinione pubblica sul piano della sicurezza. I numeri parlano di oltre mezzo milione di persone che vivono senza alcun controllo sul territorio italiano. E a chi sostiene che rispetto ai 60 milioni di abitanti gli irregolari sono solo l’1%, va ricordato che si addensano soprattutto nelle periferie fisiche e sociali del nostro Paese, creando una pressione ben superiore, oltretutto sugli strati più deboli dei cittadini italiani e degli stranieri che risiedono legalmente da noi.

Quindi è anche qui che il Conte 2 si giocherà il match su immigrati e sicurezza. A partire dai risultati su rimpatri e dintorni. Pensate per esempio ai decreti di espulsione. Com’è possibile che in alcuni casi, una volta ricevuto il provvedimento, lo straniero indesiderato abbia tutto il tempo di sparire? E poi magari di delinquere come se niente fosse? Sono queste le domande che si fa l’italiano medio quando legge notizie del genere.

Insomma, anche sul piano interno, l’Italia deve incutere rispetto. Per chi arriva nel nostro Paese, ma anche per i suoi cittadini. E non è questione di essere di destra o di sinistra. Se si decide di rimettere le mani nei decreti sicurezza del governo precedente, bisognerà farlo con grande attenzione. Perché l’Italia deve essere accogliente, ma altrettanto ferma e severa verso chi non rispetta le regole, soprattutto a tutela dei più deboli.

Un libro dei sogni? Forse sì. Ma su immigrati e sicurezza Conte ha un’occasione unica, soprattutto sul piano interno, per bagnare le polveri delle opposizioni. E Se riuscirà in questa operazione – molto difficile in un governo con 5 Stelle, Pd e Leu – la sua leadership politica potrebbe decollare definitivamente agli occhi degli italiani.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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