Fondazione di Piacenza e Vigevano: domani il Consiglio generale approverà il Documento di programmazione 2023, il passaggio formale che lo renderà operativo. Il presidente Roberto Reggi l’ha presentato nel pomeriggio di giovedì scorso alla comunità piacentina e vigevanese.
Diciamolo subito: dopo l’incontro a palazzo Xnl, non solo in città serpeggia una certa preoccupazione. La crisi morde anche il bilancio di palazzo Rota Pisaroni. E i conti sono presto fatti. Rispetto agli oltre 7 milioni di euro totali riversati sul territorio nell’anno in corso (compreso l’apporto di terze parti, in particolare del Crédit Agricole, di cui la Fondazione è azionista) nel 2023 le cose cambieranno. Nonostante la riduzione della redditività dei suoi investimenti finanziari e grazie a una serie di operazioni positive concluse di recente, che per esempio hanno portato a rilevanti risarcimenti assicurativi e detassazioni, la Fondazione stima nuove entrate per 8,05 milioni di euro, con un incremento del Fondo erogazioni future di 514mila euro. Di questi 8 milioni, come lo scorso anno 4,5 saranno messi a disposizione delle istanze del territorio dalla Fondazione, mentre si stima una partecipazione di terzi alle iniziative di via sant’Eufemia di circa un milione. Il taglio, che arrivi da una parte o dall’altra, dunque è chiaro. E va ben oltre il milione di euro.
Più selezione
Reggi in questo quadro non ha mancato di sottolineare come le risorse disponibili per il 2023 andranno dosate con grande attenzione. “Tale disponibilità, rapportata alle sempre più stringenti progettualità da realizzare, ci impone una rigorosa selezione delle istanze che giungono dal territorio”, si legge in una nota del presidente divulgata giovedì scorso. “Da parte nostra, porremo la massima collaborazione all’incontro e attenzione all’ascolto; alla comunità chiediamo l’impegno di elaborare proposte innovative, in grado di evolvere autonomamente e il più possibile pensate secondo un’ottica di rete e la capacità di attivare sinergie e mobilitare altre risorse”. Con la conferma di tre ambiti d’azione sul piano strategico, sempre in forma sussidiaria: le iniziative di welfare; quelle dedicate a innovazione, formazione e crescita; le iniziative culturali del territorio; con un’attenzione aggiuntiva alla necessità di promuovere azioni di salvaguardia e tutela dell’ambiente.
Il gioco del semaforo
Dai fatti passiamo ai commenti, che dopo la presentazione del piano 2023 si sono colorati in modo diverso. “A colpire l’altra sera non è stato solo un Reggi un po’ sottotono, ma anche la scarsa partecipazione di pubblico”, riflette uno dei nostri interlocutori. “Non si è capito se questa scarsa partecipazione dei piacentini, a parte quella istituzionale e degli addetti ai lavori, sia stata dovuta alla poca pubblicità data all’evento, magari voluta, o all’aria tutt’altro che celebrativa che si percepiva già prima dell’incontro a palazzo Xnl. Si sa, se c’è da festeggiare arrivano in tanti…”. Il momento comunque è difficile per tutti: “L’impegno del presidente e della sua squadra non si discute. Ma Reggi non ha la bacchetta magica. Le cose che ha prospettato stanno in piedi. E garantiranno anche in questa fase così complessa l’impegno della Fondazione al fianco del territorio Piacentino e del Comune di Vigevano”.
Nuove spese
Dal semaforo verde passiamo al giallo, con un primo bilancio del 2022: “La Fondazione quest’anno ha dato vita a una serie di nuove importanti iniziative che hanno assorbito una rilevante quota di risorse. Basti pensare alle celebrazioni per i 30 anni dell’Ente con la kermesse in Santa Chiara. Il problema adesso sarà continuare a sostenere le nuove iniziative diventate strutturali, come per esempio le attività culturali di Bottega Xnl, che prima non c’erano. Lì vedremo quanto verrà assorbito dai nuovi bandi. Resta il fatto che se si lascia troppa carne al fuoco, il rischio che bruci è nell’ordine delle cose”.
Inizia la salita
Infine ecco chi prova ad accendere il semaforo rosso e del presidente della Fondazione non è di certo un convinto estimatore. “Reggi è partito in tromba; ha messo in piedi troppe iniziative che adesso giocoforza dovrà sfrondare, scontentando a cascata tanti che vedono la Fondazione come un bancomat; amici di oggi che il prossimo anno magari cambieranno opinione per i tagli che li potrebbero riguardare”. Ma c’è di più. “Ad essere maliziosi, Reggi il risultato comunque l’ha raggiunto con grande sapienza politica. Basti guardare alla nuova inquilina del palazzo comunale di Piacenza o a quella seduta in Provincia”. E adesso? “Con meno risorse a disposizione anche per lui inizia la salita sul piano politico. Vedremo se saprà dosare le forze e se ne uscirà bene anche questa volta”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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