Opinioni

Baglioni da record, ma la musica di Sanremo è Fiorello

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Baglioni vince la prima sfida con Sanremo e con il fantasma di Carlo Conti. La serata d’esordio del 68° Festival fa il botto e inchioda davanti alla tv 11.603.000 spettatori pari al 52,1% d’ascolto medio. Praticamente 2 punti in più della prima serata del Sanremo dello scorso anno con la coppia Conti-De Filippi al timone (11.374.000, 50,4% di share).

Fiorello forever

Reso l’omaggio dei numeri al neo direttore-conduttore e ai suoi sodali Hunziker e Favino, entriamo nel merito della serata. E qui non ci piove, il vero mattatore è stato Fiorello e non Baglioni o le canzoni in gara. Per capirci, con lui sul palco, Sanremo lo potrebbe presentare anche la mitica casalinga di Voghera.

D’altra parte, Fiorello oggi è l’unico showman italiano in circolazione. Talento puro, sa tenere la scena come nessun altro, ha i tempi giusti, e guarda un po’, sa anche cantare. Ma soprattutto gioca su un’ironia pungente (e intelligente) che tiene tutti sul filo del “E adesso cosa dirà? Dove vuole andare a parare?”.

Picco di ascolti

Peccato che sia finita con questa ospitata e con la sua stoccata sibillina “Buon Festival 1918”. Però non è detta l’ultima parola. E c’è già chi spera che la Rai, dopo il risultato di ieri (il picco di ascolti è stato alle 20.58, con 17.200.000 telespettatori e con in scena Fiorello e Baglioni), strappi un assegno per un’altra comparsata di Rosario, magari nella serata finale.

Il paradosso della musica

E così, ancora una volta, emerge il paradosso di questa edizione di Sanremo, plasmata sull’idea del “a tutto musica”, del Festival più artistico e meno televisivo, come se chi fa spettacolo in tv fosse figlio di un dio minore.

Ma l’exploit di Fiorello dimostra esattamente il contrario. Chi avrebbe retto la scaletta iper musicale tra Big in gara e ospiti canori made in Italy, senza la presenza scenica dello showman? Il trio Baglioni-Hunziker-Favino? E la campagna elettorale in corso non è una scusa sufficiente per escludere la satira e l’ironia dal palco dell’Ariston, una foglia di fico che rischia di essere solo un’offesa all’intelligenza del pubblico e un boomerang per gli ascolti.

Baglioni: e adesso?

Parafrasando un successo di Baglioni, caro Claudio, “La vita è adesso”. Si ricomincia dalla seconda serata e senza il purosangue a guidare le danze con la sua fantasia. Vedremo come la prenderà il pubblico. Quello di Rai1 sarà anche anzianotto e quindi magari apprezzerà il premio alla carriera per la grande Milva e l’omaggio all’amato Pippo Baudo. Ma gli altri? Chi si fermerà sul primo tasto del telecomando? Perché, non dimentichiamolo, ci sono ancora quattro serate “musicali” da tenere in piedi. E in questo caso, purtroppo, non basta dire buona la prima.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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