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Consumo di suolo: la Provincia di Piacenza seguirà quella di Parma?

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Consumo di suolo e perequazione: la Provincia di Parma ha già mosso i primi passi ufficiali. Per andare dove? È presto detto. La legge regionale 24/2017 dell’Emilia-Romagna fissa al 3% in più il tetto del consumo di suolo rispetto all’esistente. Un’aggiunta che ogni Comune potrà fare entro il 2050, quando il saldo sarà a zero. Ma da quel 2017 «in tanti Comuni non è esplosa la corsa a consumare quel 3% di “tesoretto” disponibile», afferma un articolo sul sito del Forum nazionale Salviamo il paesaggio. 

Così a febbraio «l’Assemblea dei sindaci della Provincia di Parma» avrebbe fatto due conti. «Dato che molti Comuni quel 3% di consumo di suolo in più non l’hanno ancora raggiunto e difficilmente lo raggiungeranno, possiamo permetterci il lusso di immaginare una politica di “Area Vasta” per lo specifico argomento». Il tutto attraverso «un meccanismo di perequazione fra i Comuni del Parmense in merito alle quote di capacità edificatoria in funzione sovracomunale».

Apparentemente «può sembrare una ottima notizia», prosegue l’articolo. «Finalmente ben 44 Comuni si decidono a immaginare una pianificazione del territorio collettiva e non più individuale (uno dei grandi mali urbanistici italiani). Ma le buone notizie si fermano qui: alla perequazione di ciò che si può ancora costruire. Che nel nostro caso possiamo tradurre in questo modo: un piccolo Comune consapevole che quel 3% in più non lo raggiungerà, potrà (per ora “potrebbe”…) cederlo all’Amministrazione provinciale».

Questa «fungerà, così, da “banca” e da garante delle quote cedute, che potranno essere acquistate da Comuni che, viceversa, non avrebbero più aree ulteriormente consumabili per raggiunti limiti. Il Comune acquirente, per questa generosa licenza, compenserà il Comune cedente versando il 50% di quegli oneri di urbanizzazione che incasserà dai soggetti privati che beneficeranno dell’opportunità edilizia espansiva». E naturalmente anche su scala locale si parla di milioni di metri quadrati e di milioni di euro di potenziali insediamenti.

Poteri e procedure

Il meccanismo sembra abbastanza chiaro; ma restano da capire pesi, misure e procedure. In sostanza, se si costituisse questo fondo perequativo sovracomunale che regola il consumo di suolo, fin dove si esprimerà il potere della Provincia rispetto a quello dei Comuni coinvolti? Per esempio, l’investitore che vorrà proporre nuovi insediamenti, con chi tratterà in caso si superi il limite del 3% sul territorio comunale prescelto? Con la Provincia, che gestisce il fondo perequativo, o con il Comune? La Provincia potrà dire sì o no? E il Comune dovrà subire questa decisione? Una decisione tecnica o politica?

Problemi non di poco conto sul piano della “sovranità” urbanistica del territorio locale. Tenendo presente che tra l’altro le Province per ora restano enti di secondo livello (presidente e consiglieri sono votati dagli amministratori locali), in vista di una riforma della legge Delrio che li vuole riportare direttamente al vaglio degli elettori, pare addirittura nel 2024.

E a Piacenza?

Passando da Parma a Piacenza i nodi da sciogliere sembrano gli stessi. E pare che tengano banco anche dalle parti dell’Ente di corso Garibaldi. Con un problema politico in più, visto che la presidente Monica Patelli guida una Giunta di centrosinistra, mentre nel Consiglio provinciale in scadenza a dicembre 2023 (in mancanza della riforma) la maggioranza è di centrodestra. Senza dimenticare che il prossimo anno si andrà al voto in 30 Comuni su 48. Insomma, il Piano territoriale di area vasta (Ptav) messo a punto dagli uffici del direttore generale Vittorio Silva sarebbe pronto… Ma sul fondo perequativo per regolare il consumo di suolo in Provincia di Piacenza sembra che i giochi siano ancora tutti da definire.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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