Cultura

Partigiani della Wehrmacht: quei tedeschi che non erano nemici

Partigiani della Wehrmacht è un libro prezioso perché rappresenta l’eccezione che conferma la regola. E svela risvolti inattesi, che in occasione del 25 aprile, anniversario della Liberazione, fanno riflettere ancora di più sulla storia della Resistenza.

Il volume racconta le vicende degli oltre mille soldati tedeschi che tra il 1943 e il 1945 scelgono la diserzione durante la campagna d’Italia, rischiando la pena capitale; con molti di loro che poi si uniscono alla Resistenza. Curato da Mirco Carrattieri e Iara Meloni, Partigiani della Wehrmacht (360 pagine; 20 euro) è pubblicato dalla casa editrice piacentina Le Piccole Pagine e sarà disponibile dal 2 maggio, anniversario della resa tedesca in Italia.

“Anche per noi, durante la stesura di Partigiani della Wehrmacht è stato molto strano pensare ai tedeschi, i nemici, associati alla Resistenza. Invece le storie che via via sono emerse dal nostro lavoro hanno rovesciato questa equazione”, spiega Meloni, che sta svolgendo un dottorato di ricerca in Scienze storiche all’Università Statale di Milano.

“Gli oltre mille casi di diserzione durante la campagna d’Italia sono stati riscontrati grazie al lavoro di Francesco Corniani, dell’Università di Colonia, che in Germania ha verificato i processi per diserzione della Wehrmacht”, prosegue Meloni. “Spaziando da Bolzano a Viterbo, tra questi mille casi ne abbiamo scelti 13. Diserzioni solo di soldati tedeschi e austriaci, graduati e non, motivate da sentimenti antinazisti, stanchezza, incontri con donne e nascita di amicizie, che li hanno spinti ad entrare nelle bande partigiane”.

Così nel libro, del quale ha parlato anche RaiNews24, scopriamo per esempio la vicenda di “Rudolf Jacobs, capitano di marina che combatte nella brigata Garibaldi-Muccini sui colli di Sarzana. O quella di Jakob Hoch, soldato semplice che muore nel piacentino, a Gropparello, nel gennaio 1945 al fianco dei partigiani, dopo aver disertato per amore”. Senza dimenticare le storie di gruppo, aggiunge Meloni, “come quella dei disertori tedeschi in val Passiria che combattono agli ordini del comandante Karl Gufler“.

Emblematica tra le pagine di Partigiani della Wehmacht anche la storia di Heinz Riedt, disertore tedesco che collabora con i partigiani sui Colli Euganei. “Solo dopo aver conosciuto questa vicenda, Primo Levi, che non ne voleva sapere di pubblicare in tedesco Se questo è un uomo, accetta Riedt come traduttore e decide che il suo capolavoro venga distribuito anche in Germania”, conclude Meloni.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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