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Kim e Trump: un gioco dell’oca sempre più pericoloso

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Kim Jong-un ha sbattuto la porta in faccia a tutti. E va avanti per la sua strada. Dove lo porterà non è ancora chiaro. Ma il lancio di ieri, che ha riaperto il versante missilistico della Corea del Nord è un messaggio molto netto a Trump e a Xi Jinping in primis. Un modo per alzare la posta in palio delle ipotetiche trattative che più o meno segretamente sarebbero in corso? Sarà, ma sta di fatto che dopo una pausa di circa due mesi e mezzo dall’ultimo lancio, dopo il tour del presidente americano in Estremo Oriente, c’era chi sperava in qualche miglioramento.

Kim: si alza l’asticella

Invece sembra di vedere un gioco dell’oca sull’orlo del precipizio. Tutto torna sempre alla casella iniziale e il baratro dell’escalation militare si avvicina. Trump annuncia il reinserimento della Corea del Nord tra gli Stati canaglia e cioè tra quelli che sponsorizzano il terrorismo? Kim risponde con un nuovo missile. Ma con un’aggravante: ogni volta si alza l’asticella. E cioè la minaccia nucleare di Kim si fa sempre più concreta e come fermarla diventa un rebus sempre più complicato, al di là del “ce ne occuperemo “di Trump.

Delirio di onnipotenza?

Dopo il lancio è ripartita la serie di dichiarazioni mirabolanti e minacciose di Kim attraverso tv e agenzia di stampa del regime nordcoreano. Adesso “siamo diventati una potenza nucleare. Tutto il territorio degli Stati Uniti è nel mirino”. Delirio di onnipotenza? Non del tutto. La minaccia avrebbe fondamento. Il missile balistico intercontinentale Hwasong-15 secondo il segretario alla Difesa Jim Mattis “è andato più in alto, francamente, più di ogni antro lancio finora da loro fatto”. E per il capo del Pentagono “è uno sforzo di ricerca e sviluppo da parte loro per continuare a costruire missili balistici che possono minacciare qualsiasi parte nel mondo”.

Kim: il parere degli esperti

Le affermazioni di Mattis sono suffragate anche da esperti come David Wright, che lavora presso l’Union of Concerned Scientists. Wrigth ha dichiarato sempre al New York Times che il missile “ha funzionato meglio dei due lanciati lo scorso luglio”. Il potenziale sarebbe davvero di oltre 8.000 miglia, capace così di arrivare a Washington o comunque negli States. Un dato impressionate ha sostenuto lo scienziato. Ma Wrigth ha gettato anche un po’ d’acqua sul fuoco. “Nel tentativo di aumentare la portata del veicolo, i nordcoreani potrebbero aver utilizzato un carico leggero“. Quindi per l’esperto “la distanza percorsa, sebbene impressionante, non si traduce necessariamente in un missile balistico intercontinentale funzionante capace di portare una testata termonucleare”.

L’arma del petrolio

All’ennesima riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu gli Stati Uniti hanno affermato che la guerra è più vicina. Trump aveva già annunciato con un tweet di aver parlato con Xi per imporre sanzioni ancora più pesanti alla Corea del Nord, a partire da un ulteriore taglio delle forniture petrolifere. Ma le polveri della diplomazia sembrano sempre più bagnate. E tra le frasi di rito e le litanie “dei vicini di casa” che condannano Kim, c’è chi punta il dito contro la politica americana e della Corea del Sud.

Kim: la “difesa” di Mosca

Il monito arriva dalla Russia. Il nuovo lancio è “un’altra mossa irresponsabile da parte di Pyongyang mirata ad alimentare le tensioni nella regione” ha premesso Leonid Slutski. Ma poi il presidente della commissione Affari internazionali della Duma (la camera bassa del Parlamento russo) ha affondato il colpo: “Bisogna ammettere che Washington e Seul hanno in molte occasioni provocato il governo della Corea del Nord con la loro retorica ostile“. E Pechino? Il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang ha espresso “grave preoccupazione e opposizione” al nuovo lancio dalla Corea del Nord. La Cina, ha sottolineato, vuole “stabilità e pace nella penisola“. Ma per ora, anche con la sua mediazione, non se ne parla. E il gioco dell’oca continua sull’orlo del precipizio.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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