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Elisabetta Belloni lascia la guida dei servizi segreti: scelta personale, ma…

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Elisabetta Belloni lascia la guida dei servizi segreti italiani. L’incarico dell’ambasciatrice alla direzione del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) era in scadenza a maggio 2025. Le sue dimissioni, comunicate in una riunione riservata alla premier Giorgia Meloni e al sottosegretario Alfredo Mantovano durante le festività natalizie, dovevano essere ufficializzate a metà gennaio.

A svelarle però è arrivato la scoop di Repubblica, che oggi ha parlato anche di un nuovo incarico per Belloni al fianco della presidente della Commissione Ue Ursula von Der Leyen a Bruxelles. La notizia delle dimissioni è stata confermata poi al Corriere della sera dalla stessa Belloni, che ha smentito però l’arrivo di nuovi impegni: “Ho maturato questa decisione da tempo ma non ho altri incarichi. Al momento non c’è nulla, lascio e basta. Abbandono il posto di direttore del Dis il 15 gennaio”.

Il retroscena iraniano

La decisione dell’ambasciatrice, tra i candidati alla presidenza della Repubblica nel 2022, lascia più di una perplessità. Il suo rapporto con la premier sarebbe sempre stato di reciproca stima. Tanto che il suo incarico alla guida del Dis, assegnato dal Governo Draghi nel 2021, era stato confermato e prorogato di un anno. Meno fluido invece il rapporto con Mantovano. Secondo Dagospia da tempo i rapporti tra Belloni e il sottosegretario con la delega ai servizi segreti non sarebbero stati idilliaci. E la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso la svela l’Agenzia Nova. Sostiene infatti che la decisione delle dimissioni sarebbe stata presa da Belloni dopo un diverbio con Mantovano sulla vicenda di Cecilia Sala, la giornalista italiana detenuta in Iran.

Alla radice dei dissapori ci sarebbe quanto riportato da Il Fatto Quotidiano due giorni fa, su alcuni ritardi iniziali da parte dell’intelligence nelle comunicazioni sull’arresto di Sala. Ritardi che avrebbero complicato la situazione della giornalista. Il ministero degli Esteri e i servizi segreti sarebbero stati informati della sua sparizione sin dal pomeriggio del 19 dicembre, ricevendo poi conferma la mattina del 20 in seguito a una telefonata di Sala dal carcere di Evin. Ma non avrebbero informato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il Guardasigilli sempre il 20 dicembre avrebbe firmato così la richiesta di mantenere in carcere l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini, arrestato su sollecitazione delle autorità statunitensi, senza sapere nulla di quanto accaduto alla giornalista.

Il caso SpaceX

Poi qualcuno, come Osvaldo Napoli, ex deputato ed esponente della direzione nazionale di Azione, si chiede se esista anche “un legame tra le dimissioni di Belloni e il contratto SpaceX“. Una trattativa tra la società di Elon Musk e il Governo Meloni per una fornitura di servizi da 1,5 miliardi di euro nelle comunicazioni satellitari crittografate, legate quindi alla sicurezza nazionale, smentita però da palazzo Chigi.

Il dopo Belloni

Adesso si apre il totonomi per sostituire Elisabetta Belloni alla guida del Dis, che coordina le attività di spionaggio e controspionaggio italiane, svolte da Aise (Agenzia informazioni sicurezza esterna) e Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). Secondo le ultime indiscrezioni, riportate anche da Il Fatto Quotidiano, in corsa ci sarebbero Giuseppe Del Deo, vicedirettore del Dis; Bruno Valensise, attuale direttore dell’Aisi, già vice del Dis fino all’aprile scorso; e Giovanni Caravelli, oggi alla guida dell’Aise. Non è da escludere però una nomina esterna al mondo dei servizi segreti italiani: il più gettonato in questo caso sarebbe Andrea De Gennaro, attuale comandante generale della Guardia di Finanza.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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