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Ugolini: “Cambiamo l’Emilia-Romagna” e da Piacenza attacca il “burocrate” de Pascale

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Da sinistra: Tagliaferri, Ugolini, Rancan e Trespidi

Elena Ugolini: se il suo slogan elettorale è “La persona al centro” ieri ne ha dato un esempio al suo esordio a Piacenza. Gentile nel modo di porsi, ma anche decisa e con quel po’ di pepe che non guasta mai. Insomma, la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Emilia-Romagna di personalità sembra ne abbia da vendere. E ha dato l’impressione di volersela giocare fino in fondo contro il suo antagonista del centrosinistra, il sindaco Pd di Ravenna Michele de Pascale, che di certo non ha trattato con i guanti.

Il parterre piacentino

Riminese di nascita poi trasferita a Bologna, con un curriculum di vaglia in campo scolastico, Ugolini era attorniata da uno stuolo di politici locali e candidati alle elezioni del 17 e 18 novembre, tra cui spiccavano i consiglieri regionali uscenti Matteo Rancan (Lega) e Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia). Al suo fianco c’era Massimo Trespidi, consigliere comunale cittadino, presidente del Conservatorio Nicolini e referente locale di Comunione e Liberazione, movimento di cui la candidata presidente è una figura di rilievo. Tant’è che la prima giornata piacentina di Elena Ugolini è partita da una visita privata al vescovo Adriano Cevolotto.

Un segno di attenzione al mondo cattolico che ai cronisti, incontrati davanti a palazzo Mercanti, non è passato inosservato. “Volevo sapere da lui quali sono le priorità di questo territorio”, ha spiegato Ugolini. “Mi ha parlato del tema delle aree interne e dei piccoli Comuni da aiutare, anche sul fronte dello spopolamento, in particolare della montagna. Poi mi ha segnalato il tema degli abitanti che provengono dai Paesi stranieri, di cui va favorita l’integrazione”. Un processo “che deve cominciare a scuola e dare strumenti perché chi arriva dall’estero rispetti le nostre leggi a partire dalla Costituzione”.

Liste civiche e di partito

Il progetto civico di Ugolini, che non ha tessere di partito, vedrà in campo una lista col suo nome in tutti i collegi, oltre a quelle di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che saranno al suo fianco “con fiducia e piena sintonia sugli obiettivi”. Se gli elettori del centrodestra sono una certezza, i sondaggi la vedono inseguire de Pascale. E per vincere secondo Ugolini vanno conquistati “quelli che hanno smesso di votare, in particolare penso ai giovani e agli incerti che sono il 50%. E mi piacerebbe che decidessero non sulla base di un preconcetto, ma di una proposta di governo”.

Da dove si parte? Dal fatto che “ovunque vada mi dicono che la gente si sente abbandonata dalla Regione”, ha affermato Ugolini. “In Emilia-Romagna da 45 anni governano sempre gli stessi. E oggi non ci sono politiche che mettono al centro la persona. La nostra Regione è centralista-dirigista”. Un modello di governo “che non vede al centro della politica chi fa un figlio, chi accudisce un anziano, l’agricoltore che cura il territorio. Bisogna rimettere al centro le persone e le imprese, i giovani in particolare”. Come? Anche “con nuove politiche familiari. Abbiamo una Regione che finora ha fatto politica assistenziale per chi aveva una soglia di reddito bassa, ma dobbiamo aiutare anche le persone che hanno stipendi da 1.000 o 1.500 euro: è un Paese incivile quello in cui si diventa poveri perché si mettono al mondo dei figli”.

Dalla sanità a Ravenna

Passando alla sanità, per Ugolini vanno cambiate molte cose: “Dobbiamo riportare al centro innanzitutto i medici, gli infermieri, chi opera tutti i giorni nel nostro sistema sanitario, che oggi è pensato ed organizzato senza coinvolgerli. Non è solo un problema economico, ma anche di clima organizzativo, di carichi di lavoro, di concezione della valorizzazione del professionista in ambito medico. In più, dobbiamo ripensare il servizio sanitario tenendo conto che oggi abbiamo tantissimi anziani, malati cronici, e tantissime persone sole”.

Non poteva mancare infine un passaggio sul suo avversario, che si può definire graffiante, quando Ugolini di lui ha ricordato: “Ha fatto per un anno il bagnino, lo dice il suo curriculum; per carità, arrivo da una famiglia con la stessa tradizione, e rispetto questo lavoro. Ma poi de Pascale ha sempre fatto l’uomo di partito. Viene da lì, è un burocrate che a quel mondo deve rispondere”. Non basta. Dopo aver criticato la legge urbanistica regionale, perché “parla di rigenerazione urbana, di difesa del paesaggio, di consumo di suolo zero, ma è stata fatta senza pensare alla diversità dei territori, nel senso che Bologna non è Salsomaggiore”, ultima stoccata di Ugolini a de Pascale: “È il sindaco di Ravenna, il Comune più cementificato dell’Emilia-Romagna”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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