Santa Chiara: il recupero dell’ex convento torna in alto mare? Pare proprio di sì. A rivelarlo non sono le indiscrezioni che arrivano dalle parti della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ma lo stesso presidente Roberto Reggi. Dopo aver annunciato un’ambiziosa operazione finanziaria da oltre 13 milioni di euro a fine 2021, il progetto Santa Chiara era scomparso dai radar. Circa un mese e mezzo fa avevamo sollevato il problema. E adesso abbiamo trovato la risposta alla domanda, ribadita anche in Consiglio comunale lunedì scorso dal professor Massimo Trespidi: dai banchi dell’opposizione, ha chiesto lumi all’assessore alla Cultura Christian Fiazza sul futuro dello straordinario ex convento sullo Stradone Farnese.
Dare a Cesare…
Cominciamo col dare a Cesare quel che è di Cesare. Lo notizia sul primo stop al passo di carica dell’era Reggi arriva dal Corriere Padano, diretto da Giuseppe De Petro. Con la sua firma più prestigiosa, quella di Antonella Lenti, nei giorni scorsi ha pubblicato un lungo articolo che riporta il pensiero del presidente Reggi sulle mosse future della Fondazione. Una “summa” ricca di spunti, che come sempre, quando parla l’ex sindaco di Piacenza, merita di essere letta con grande attenzione. A maggior ragione se ormai da un paio d’anni Reggi gestisce la “cassaforte dei piacentini”. Così, tra le more di temi strategici che vanno dal welfare alla cultura, in vista del piano triennale 2024-2026 della Fondazione, ecco spuntare la spinosa questione di Santa Chiara.
Prima novità: l’ex convento ancora per un anno sarà protagonista di un ciclo di manifestazioni estive, in attesa di avviarne il recupero che invece era previsto a inizio 2023. In ritardo i lavori, quindi? Manca un sì detto con chiarezza. Ma poi Reggi deve ammettere che qualcosa non va rispetto a quanto aveva annunciato.
Costi, Soprintendenza e…
Adesso il presidente spiega che “la Cassa depositi e prestiti (che finanzierà il recupero) sta rimodulando il fondo con cui verrà finanziato il restauro. Infatti i costi hanno registrato un aumento mediamente del 30% e quindi è necessario rivederli. Al contempo, insieme alla Soprintendenza, stiamo mettendo mano alla revisione del progetto. Il punto è conciliare l’aumento dei costi con la fattibilità economica dell’intervento ricavando più volumi”.
Per farne cosa? “L’ambizione è sempre tenere insieme studentato e soggetti fragili”, prosegue Reggi. “Stiamo elaborando per questo una progettazione di altissima qualità che richiede qualche tempo in più. Il risultato non farà altro che consolidare l’idea che lì succederà qualcosa di grandioso. Detto tutto questo dunque, ancora per quest’anno, l’ex convento Santa Chiara potrà essere utilizzato per gli eventi estivi. Del resto, dopo l’esperienza–sorpresa dello scorso anno, in tanti hanno manifestato il loro entusiasmo, addirittura chiedendoci di conservare il convento così com’è e destinarlo ad area per eventi”.
Eco nazionale
Il progetto del recupero di Santa Chiara tra l’altro ha avuto un’eco nazionale, segnala Lenti. E ricorda che infatti il presidente della Fondazione è stato ospite di un trasmissione radiofonica su Rai Radio1 (Che giorno è) in cui ha illustrato il progetto del recupero dell’ex convento Santa Chiara. Tra le cento città partecipanti alla Giornata europea delle Fondazioni, l’unico intervento selezionato come emblematico è stato proprio quello piacentino.
“Ci hanno scelto come il progetto dei 30 anni delle Fondazioni perché era il più bello. Abbiamo un luogo che ha grandi potenzialità e abbiamo deciso di recuperarlo con una grande idea che ha due caratteristiche: un’altissima qualità sociale e una altrettanto altissima qualità architettonica. Sta qui la novità che è stata apprezzata”, conclude Reggi.
Bene. E allora come non apprezzare anche la trasparenza e la rapidità nel comunicare ai piacentini le novità sul futuro di Santa Chiara? A questo punto, sicuri del suo impegno, speriamo che con tutti questi aggiustamenti qualcosa di grandioso alla fine rimanga davvero.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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