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Conte 2, da Mattarella un incarico al buio pesto

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Conte 2 avviato da Mattarella con tanti dubbi. È quello che in gergo politico si può definire un incarico al buio. Il Quirinale aveva chiesto il massimo a 5 Stelle e Pd: premier; programma di legislatura; lista dei ministri principali; una solida maggioranza parlamentare a sostegno dell’esecutivo.

Invece, di certo il capo dello Stato ha avuto solo il nome di Conte. Per il resto, sul piatto ci sono una serie di opzioni programmatiche più che generiche, un totonomi che impazza su tutti dicasteri, una maggioranza che al Senato è tutta da costruire. Se a Montecitorio i numeri ci sono, a Palazzo Madama per avviare il Conte 2 serviranno infatti i voti di fiducia dei gruppi Misto e Autonomie.

Ma forse a destare le maggiori preoccupazioni di Mattarella – che con un premier concordato e i numeri parlamentari quasi a posto non poteva rifiutare l’incarico – c’è qualcosa d’altro. Per farla breve, l’unico vero collante giallo-rosso, che almeno inizialmente terrà insieme il Conte 2, sembra l’essere contro Salvini e il voto anticipato.

Al di là delle frasi di rito, le due visioni di partenza per questo nuovo governo non potrebbero essere più diverse. In sostanza, per Di Maio e soci il Conte 2 non è un nuovo governo, ma solo la prosecuzione del precedente. Poco contano i segnali elettorali arrivati da Regionali ed Europee. Il ballo è lo stesso, noi siamo sempre la reginetta, e abbiamo cambiato il partner perché quello precedente ci ha pestato un po’ troppo i piedi. Della serie, il programma va bene com’era, non si toccano reddito di cittadinanza e taglio dei parlamentari, e sulla Tav vedremo.

Visione opposta da parte dei dem di Zingaretti: la parola d’ordine resta discontinuità. E oltre a digerirsi Conte per continuare a trattare, adesso nel Pd c’è poca voglia di concedere altro. Anche perché, se un ruolo subalterno è dettato dai numeri in Parlamento, non bisogna dimenticare che alle Europee il Partito democratico ha superato ampiamente il Movimento. E come diceva qualcuno, i voti alle Camere si pesano e non si contano, slogan sempre valido a partire dai prossimi provvedimenti tutti da scrivere.

Insomma, magari saremo smentiti dagli eventi, ma il cammino del Conte 2 già dalla nascita si preannuncia non poco conflittuale. Da un lato, 5 Stelle e Pd fino a ieri si ritenevano reciprocamente il peggio assoluto. E quindi, davanti ai primi problemi in Consiglio dei ministri, i nervi saranno subito a fior di pelle.
Dall’altro, il Conte 2 non godrà della luna di miele che gli italiani hanno concesso al precedente connubio tra 5 Stelle e Lega. Se la crisi economica continua a mordere famiglie e imprese, adesso soffia pure il vento della recessione tedesca che non fa presagire niente di buono per chiudere questo “bellissimo” 2019.

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