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Piacenza: scusate, ma quanti sindaci ci sono in città?

A sinistra, palazzo Mercanti, sede del Comune di Piacenza; a destra, una sala riunioni a palazzo Rota Pisaroni, sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano

Piacenza: quanti sindaci ci sono in città? Da oggi in poi, forse vien da rispondere almeno un paio. Una considerazione che non è filtrata dalle voci di corridoio nei palazzi del potere piacentino o da altre indiscrezioni raccolte in giro. Ma che arriva da una notizia.

A parlare su Libertà, lo storico quotidiano cittadino (perché noi le fonti le citiamo sempre), è infatti Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Argomento dell’intervista, firmata dall’ottima Patrizia Soffientini, è la vicenda del parcheggio interrato da costruire in Piazza Cittadella. Reggi ne era stato il primo latore nel lontano 2008, quando sindaco di Piacenza (città che ha governato col centrosinistra dal 2002 al 2012) aveva inserito il parcheggio sotterraneo nel Piano triennale delle opere pubbliche.

Quantomeno stizzito dagli oltre dieci anni di ritardo, Reggi però non spiega perché, da volitivo sindaco delle rotonde, non è stato lui a costruire l’opera tra il 2008 e la prima metà del 2012. Anno in cui, a dicembre, il suo successore Paolo Dosi, nuovo sindaco di centrosinistra, approva il contratto per la costruzione del parcheggio. Da allora passano due lustri, contrassegnati pure dall’immobilismo dell’Amministrazione Barbieri di centrodestra, e intanto piazza Cittadella da brutta è diventata “inguardabile”.

La linea Reggi

Così adesso il presidente della Fondazione, dagli ovattati saloni di palazzo Rota Pisaroni, detta la linea. Bando alle ciance di chi si oppone, il parcheggio interrato va fatto. E senza remore e falsi pudori, Reggi in sostanza detta la linea all’attuale sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi. Ma nell’intervista la prima cittadina non viene mai citata; nonostante sia la protagonista dell’ultimo colpo di mano “napoleonico” su piazza Cittadella, con l’approvazione in fretta e furia (il 31 luglio scorso) del Piano di revisione economico-finanziario in Consiglio comunale; un provvedimento che apre la strada alla realizzazione del parcheggio. Insomma, nell’intervista l’inquilina di palazzo Mercanti è una vera convitata di pietra, a cui Reggi, suo grande elettore, non solo dà consigli, ma appunto indica se non illumina la via.

Spazio all’archistar

Giustamente il presidente della Fondazione nell’intervista ricorda la necessità (come avevamo scritto anche noi) di un progetto integrato tra piazza Cittadella e la limitrofa piazza Casali, dove verrà abbattuto il mercato coperto, liberando il fronte dei chiostri dell’ex chiesa del Carmine. Ma poi Reggi non resiste. E dalle opinioni entra nel merito operativo della vicenda, superando a sinistra, o se preferite a destra, l’Amministrazione Tarasconi.

“Adesso piazza Cittadella è inguardabile, il parcheggio consente di non avere auto in superficie, coerentemente con la presenza del Farnese. La parte sopra si potrà migliorare, confido che in un dialogo costruttivo con la Soprintendenza si riesca a fare di meglio”, dichiara a Libertà. “Abbiamo chiesto all’architetto Stefano Boeri di occuparsi di Santa Chiara, finito lì la Fondazione, se il consiglio fosse d’accordo, potrebbe esserci per coinvolgerlo su piazza Cittadella, vorrei chiedergli di immaginare non il ‘bello’, ma il ‘bellissimo’ di fronte al Farnese”.

Vassalli e vincenti

Grazie signor sindaco, ci verrebbe da dire. E state sicuri che il consiglio a cui si richiama Reggi non è quello Comunale, ma della Fondazione. Quindi, al di là della bontà delle intenzioni, questa uscita non avrà fatto piacere né alla prima cittadina, un po’ “dimenticata”, né ai componenti della sua maggioranza. E se tre indizi fanno una prova, ci potrebbe stare un disegno di palazzo Rota Pisaroni in cui l’Amministrazione comunale ormai va al traino della Fondazione che la fa da padrona in città, vedi altre due iniziative di primo piano come Rete Cultura Piacenza o il nuovo Festival del Pensare Contemporaneo.

E chissà che al prossimo giro il presidente Reggi, già direttore del Demanio, visti i suoi rapporti con Fabrizio Palenzona, presidente di Prelios e della Fondazione Crt, non intervenga apertis verbis per risolvere un altro progetto spinoso che langue da anni sulle mappe cittadine; stiamo parlando di quello dell’ex Manifattura tabacchi, dove proprio Prelios ha un ruolo di primo piano. Noi attendiamo fiduciosi, e vi faremo sapere chi tra i nostri sindaci avrà trovato la soluzione vincente.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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