Il Consorzio Tutela Vini Doc Colli Piacentini va verso la chiusura. Con un danno grave, se non gravissimo per tutto il settore. Perché siamo arrivati a questo punto, alla soglia dei 40 anni di un ente nato nel 1986? A sentire operatori ed esperti, questo tipo di Consorzio a Piacenza non è mai decollato, come invece è avvenuto con risultati importanti in altri territori italiani.
Pochi numeri
Per entrare nel merito bastano pochi numeri. La produzione piacentina c’è, anche se non è la quantità a fare la differenza. Parliamo di 23 milioni di bottiglie all’anno (20 di vini frizzanti e 3 di fermi), con un potenziale pressoché doppio, su oltre 5.000 ettari di superficie vitata, il 10% di quella dell’Emilia-Romagna. La produzione provinciale supera per esempio quella del territorio del Barolo, un brand piemontese ben conosciuto su scala mondiale, che mette sul mercato 22 milioni di bottiglie l’anno. Tuttavia, al Consorzio piacentino, che vigila su norme e regole per la tutela e la valorizzazione delle produzioni a Denominazione di origine controllata, oggi sono associati solo 74 produttori, a fronte di quasi 250 cantine attive sul territorio locale, innervato da qualche big e da molte piccole realtà.
Anche i primi, i big del vino piacentino che vantano fatturati milionari, negli anni hanno lasciato il Consorzio al suo destino, probabilmente insoddisfatti di come andavano le cose. Nomi di peso, come la Cantina sociale Valtidone e poi le cantine Bonelli e Manzini. A queste importanti realtà si è aggiunta di recente la Cantina sociale di Vicobarone, che ha annunciato l’addio per fine anno. Insomma, con questa ulteriore fuoriuscita, il Consorzio non starebbe più in piedi, visto che da Vicobarone arriva un terzo del budget a bilancio dell’ente (circa 120mila euro annui).
L’era Profumo
Il Consorzio da inizio 2019 è presieduto da Marco Profumo, il patron della Cantina Mossi 1558, che un anno fa è stato confermato alla guida dell’ente fino al 2027. Però, nonostante tutto l’impegno, invece di crescere i soci sono scesi dai 110 del 2019 a 74. Probabilmente la linea di sviluppo disegnata da allora in poi non è stata compresa e condivisa dagli operatori, che dimostrano comunque una certa vitalità, poiché sul territorio stanno nascendo anche piccole realtà associative per promuovere i vini di vallata. Come pare tramontata l’idea del Consorzio di puntare sul riconoscimento della Docg, il massimo premio di qualità che potrebbe far bene ai vini piacentini.
Non basta: le politiche di comunicazione dell’ente forse non hanno dato i risultati sperati, sebbene dal 2024 siano in corso investimenti per circa 180mila euro, anche grazie ai bandi pubblici, per sostenere iniziative promozionali di vario genere. D’altro canto, le grandi guide sui vini nazionali non parlano più delle etichette piacentine come di bottiglie con rilevanti prospettive di crescita, dai rossi come il gutturnio ai bianchi come l’ortrugo o la malvasia, senza dimenticare i passiti. E l’attenuarsi delle luci su palcoscenici di questa portata non fa bene nemmeno al trend dell’enoturismo, un settore che oggi va per la maggiore con indici di fatturato vicini al 30%.
Al capezzale del Consorzio
In questo contesto, con l’avvicinarsi dello spettro della chiusura, c’è il rischio di perdere un punto di riferimento chiave per i produttori piacentini, che senza il Consorzio di tutela locale potrebbero subire decisioni prese altrove, almeno a livello regionale. Così, per affrontare una crisi sempre più profonda i vertici dell’ente hanno organizzato un incontro pubblico per venerdì prossimo (sotto il comunicato integrale).
Il titolo di quest’evento, per qualcuno un po’ tardivo e forse inutile, è emblematico: “Il tempo delle scelte”. Non c’è che dire, almeno il titolo non poteva essere più azzeccato. Soprattutto per chi magari dovrebbe fare un bilancio del proprio operato e valutare se non sia il momento di passare la mano, lasciando spazio a una nuova governance del Consorzio. Nuova linfa e nuove idee per riaggregare le cantine, dalla Val d’Arda alla Val Tidone, e rilanciare una realtà che potrebbe dare risultati straordinari per l’intero territorio piacentino.
Il comunicato del Consorzio Tutela Vini Doc Colli Piacentini
«In un mercato sempre più competitivo e sfidante, individuare la strada giusta è fondamentale quanto riuscire a percorrerla con determinazione, coesione di intenti e responsabilità. È questa la convinzione di partenza dell’incontro pubblico “Consorzio di tutela vini DOC Colli Piacentini: il tempo delle scelte” in programma venerdì 25 luglio, alle ore 15, nella Sala Bertonazzi del Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza (Via Colombo 35).
Organizzato dal Consorzio per stimolare una riflessione aperta sul futuro prossimo e di lungo periodo dei vini piacentini, l’appuntamento vedrà rappresentanti delle istituzioni provinciali, regionali e nazionali confrontarsi su percorsi concreti e coerenti tesi ad assicurare la crescita del comparto vitivinicolo locale. Tra i relatori figurano il Presidente del Comitato Nazionale Vini del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Michele Zanardo, l’Assessore all’Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi e l’esperto del Settore Organizzazioni di mercato, qualità e promozione della Regione Emilia-Romagna Alberto Ventura.
“Il Consorzio è una realtà storica che ha contribuito alla crescita dei vini di qualità dei Colli Piacentini e dell’intera economia connessa e ancora oggi continua a essere lo strumento essenziale con cui affrontare in modo efficace e coerente le sfide attuali”, spiega il presidente del Consorzio di tutela vini DOC Colli Piacentini Marco Profumo. “L’incontro ha l’intento di informare e sensibilizzare sull’importantissimo ruolo che svolge un Consorzio di tutela per un territorio come il nostro in termini di rappresentanza, promozione, presidio normativo e aggregazione ed è aperto a tutti gli attori del comparto vitivinicolo e agroalimentare, alle associazioni di categoria, alla politica locale e regionale e a chiunque abbia a cuore il futuro della nostra comunità.”
I riflettori si accenderanno in particolare sul ruolo strategico svolto dal Consorzio di tutela vini per il comparto di riferimento e per l’intera economia territoriale: focus quindi sulle attività di protezione e rappresentanza di settore, promozione e marketing, ricerca e innovazione, vigilanza e monitoraggio della qualità dei prodotti a beneficio dei consumatori. Un patrimonio collettivo inestimabile di competenze, valori ed esperienze che rischierebbe di disperdersi nel caso in cui venisse meno il livello di rappresentatività territoriale stabilito per legge e garantito dal numero dei soci aderenti.
Per consentire la partecipazione anche a chi non potrà essere fisicamente presente all’incontro, sarà possibile collegarsi online al link: https://us06web.zoom.us/j/89830658153?pwd=KE04SbUW2qpUdL0Wocs8dgcwRR77Ef.1».
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.







