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Covid-19, parla Rancan (Lega): niente polemiche, ma su Piacenza Bonaccini faccia chiarezza

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Matteo Rancan è preoccupato: “Non voglio fare nessuna polemica nel massimo rispetto del grande lavoro di tutti i nostri operatori sanitari e dei volontari che a Piacenza stanno dando l’anima contro il coronavirus. Ma Bonaccini deve fare chiarezza. E non solo sul caso sollevato dall’articolo di Selvaggia Lucarelli in prima pagina su Il Fatto Quotidiano“.

Parliamo con il giovane capogruppo della Lega in Emilia-Romagna dopo che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Bonaccini, dove chiede che “la Regione faccia luce su quanto sta accadendo all’interno della Casa di cura Piacenza che oggi sta focalizzando la propria attività sulla cura dei pazienti affetti da Coronavirus”.

Rancan, perché ha fatto questa interrogazione?

“Innanzitutto sapere di questa vicenda da un giornale non è stato piacevole. Dall’articolo sembrerebbe che il medico ricoverato a Tenerife il 25 febbraio 2020 per Covid-19, lavorasse nella Casa di Cura Piacenza. Si tratta di una clinica piacentina che, al pari della Casa di Cura Sant’Antonino (entrambe sono controllate dalla medesima proprietà), è accreditata col servizio sanitario nazionale. Sempre dalla ricostruzione giornalistica, emergerebbero preoccupazioni da parte del personale – già intimorito nel rilasciare dichiarazioni per la possibilità di perdere il posto di lavoro – sul fatto che diversi operatori sanitari sarebbero ammalati. Oltretutto, proprio in questi ultimi giorni, è deceduta un’addetta alle pulizie della Casa di Cura Piacenza. A questo punto vorrei sapere se la Giunta regionale sia a conoscenza della situazione all’interno di questa clinica. E se abbia intenzione di fare chiarezza su quanto accaduto, esprimendosi ufficialmente in merito a questa spinosa vicenda”.

Che cosa la preoccupa di più di questa situazione?

“Il rimpallo di competenze e di responsabilità che emerge dall’articolo è una cosa grave. E questo non mi piace. Sembra che ci sia una certa confusione. E in questo momento, dove c’è in gioco la vita delle persone, serve il massimo coordinamento e la massima trasparenza. A Piacenza i cittadini sono sempre più preoccupati, visti i numeri dei contagiati (oggi siamo a 1.340) e dei decessi (201, quasi la metà dell’intera Emilia-Romagna). Sono dati molto alti anche in rapporto alla popolazione residente. Chi gestisce questa emergenza deve assolutamente vigilare perché tutto sia fatto a regola d’arte”.

Per lei non c’è abbastanza trasparenza?

“Molte volte ho l’impressione che le informazioni in arrivo dalla Regione siano un po’ troppo generiche. E questo stride con la situazione che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Forse andrebbero dette le cose come stanno senza tanti tentennamenti. Quanti posti di terapia intensiva abbiamo a Piacenza? E sono tutti occupati? Come stanno gli operatori sanitari piacentini? Ci sono casi di contagio anche fra di loro e quanti? Sono cose che da Bologna non ci vengono dette con sufficiente chiarezza”.

Perché crede che sia utile saperle?

“Penso che sia importante che tutti le sappiano, perché sono determinanti per creare più coinvolgimento e consapevolezza sull’epidemia di Coronavirus. C’è ancora troppa gente che va in giro anche a Piacenza come se niente fosse. Bisogna far capire fino in fondo la gravità della situazione che stiamo vivendo. Bisogna stare a casa, tutti devono sentire questa grande responsabilità. Finché l’emergenza non sarà finita, è un sacrificio indispensabile. Poi avremo tutto il tempo per rifarci”.

Ha piena fiducia nella sanità piacentina e regionale?

“In questo momento non mi sento di criticare nessuno, non è proprio il caso, i conti li faremo alla fine. Ma credo che l’Emilia-Romagna debba cambiare marcia sui tamponi. Non lo dico io, li chiede massicciamente l’Organizzazione mondiale della sanità, li chiedono molti esperti; il Veneto ne sta facendo tantissimi, seguito dalla Lombardia. Noi invece siamo ancora indietro ed è ora di seguire questa strada anche a Piacenza e nell’intera regione”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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