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Elezioni regionali a Piacenza: il gioco delle coppie che fa scintille…

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Elezioni regionali a Piacenza: manca una settimana esatta all’apertura dei seggi, dove nel segreto dell’urna, il 17 e 18 novembre, oltre 230mila cittadini di città e provincia saranno chiamati al voto per scegliere il nuovo presidente dell’Emilia-Romagna e i consiglieri del’Assemblea legislativa regionale.

Come sta andando la campagna elettorale? In generale c’è un po’ di preoccupazione in tutto il territorio regionale. Chi ha il polso della situazione non vede grande interesse da parte dei cittadini. E l’incubo si chiama astensione. D’altronde non sarebbe la prima volta in Emilia-Romagna. Dieci anni fa, nella tornata elettorale del 2014, l’affluenza era stata inferiore al 38%. E se nel 2020 si è tornati a una partecipazione al voto superiore al 67%, questo non fa dormire sonni tranquilli agli addetti ai lavori.

A torto o a ragione, è inutile nasconderlo, la Regione viene vista da molti cittadini più che altro come un polo burocratico; un ente lontano dal territorio locale, anche se incide su politiche fondamentali e quotidiane, come per esempio quella sanitaria, che negli ultimi anni oltretutto ha scontentato più che soddisfare la gente comune. Poi preoccupano le possibili reazioni alle recenti alluvioni, che nelle zone colpite potrebbero spingere molti cittadini a disertare le urne per protesta.

I seggi in gioco

Lo scenario da bassa affluenza al voto sta spingendo i partiti a catapultare anche a Piacenza in modo più pressante i leader nazionali a far campagna elettorale; una passerella per favorire soprattutto i candidati locali a sostegno dei due nomi in pole position per la presidenza regionale, cioè Michele de Pascale per il centrosinistra ed Elena Ugolini per il centrodestra.

I seggi dati per sicuri a Piacenza sono tre, più un quarto che potrebbe scattare con il complicato gioco dei resti. Due dei tre seggi, secondo i calcoli degli esperti, potrebbero andare ai candidati del centrodestra, con il terzo che sarebbe appannaggio del centrosinistra; mentre l’eventuale quarto consigliere regionale potrebbe finire ancora a un candidato che sostiene Ugolini; e in questo caso confermare l’assetto del 2020, quando a Bologna sono stati eletti i leghisti Matteo Rancan e Valentina Stagliati, per Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri e per il Partito democratico Katia Tarasconi.

Sale la tensione…

Chiaro quindi che anche i partiti, se ufficialmente lasciano libertà di voto a iscritti e simpatizzanti, in questa fase finale devono fare i conti e puntare sui candidati più papabili dei quattro in lista. L’unico che non lascia dubbi è il Carroccio, che i sondaggi danno un po’ in difficoltà: spinge al massimo sulla rielezione di Matteo Rancan, capogruppo uscente in Regione e segretario di Lega Emilia. Ma negli altri schieramenti del centrodestra non fila tutto così liscio e le scintille tra i candidati si moltiplicano.

In Fratelli d’Italia appare solida la posizione del consigliere uscente Tagliaferri; mentre per l’eventuale secondo seggio – visti i numeri importanti del partito guidato localmente dal capogruppo alla Camera Tommaso Foti – se la giocano senza esclusione di colpi la capogruppo in Consiglio comunale a Piacenza, Sara Soresi, e l’ex assessore all’urbanistica di palazzo Mercanti, Erika Opizzi. Se al momento Soresi pare in vantaggio sulla collega avvocato, grazie a una visibilità consolidata negli ultimi due anni, in particolare sui social, per le sue battaglie d’opposizione in Comune, Opizzi non demorde e continua a cercare consensi a 360 gradi.

Da Forza Italia al Pd

Sempre nel centrodestra, qualche tensione trapela anche dalla lista di Forza Italia: pare sia in atto un testa a testa all’ultima preferenza tra il sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati e il medico Filiberto Putzu; una candidatura, quest’ultima, frutto dell’alleanza di FI coi Liberali piacentini, di cui Putzu è l’alfiere in Consiglio comunale a Piacenza. Senza dimenticare la candidata Federica Ferrari, avvocato ed ex assessore di Castel San Giovanni, che sta giocando le sue carte non solo in Val Tidone.

Nel centrosinistra, l’ipotetica classifica dei consensi nella lista del Pd vede in testa l’ex sindaco di Castelvetro, Luca Quintavalla, impegnatissimo su tutti i fronti, cittadini e provinciali. Tuttavia, alcuni osservatori danno in crescita l’ex sindaco di Travo, Lello Albasi, che sta rispondendo con una campagna elettorale tambureggiante; mentre sembrano più staccate le pur valenti candidate Michela Cucchetti e Virginia Zilli.

All’ultimo voto

In un quadro su cui incombe l’astensione, tutto però si gioca fino all’ultimo consenso (si possono dare una o due preferenze ma a candidati di sesso diverso). Così, oltre alle decisioni dei partiti, sarà fondamentale la capacità dei candidati di cercarsi personalmente i voti uno a uno per arrivare a Bologna. Insomma, questa settimana il porta a porta, la telefonata, il whatsapp, il dialogo diretto coi singoli elettori per spingerli verso le urne a scrivere il nome giusto, farà più che mai la differenza. E anche da Piacenza, il 19 novembre, potrebbe arrivare qualche sorpresa.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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