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Sanremo 2020: un minestrone insipido (ma non per colpa di Amadeus)

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Sanremo 2020 e Amadeus: le premesse per un minestrone un po’ insipido (e indigesto) ci sono tutte, ma non per colpa sua. Intendiamoci, la sfida che deve affrontare il bravo conduttore televisivo da qui a sei mesi è da far tremare le vene ai polsi. Non solo Amadeus sarà sul palco dell’Ariston a presentare le 5 serate; ma sarà anche il direttore artistico della 70ª edizione del Festival. Un’edizione celebrativa, in pompa magna, per spegnere appunto le 70 candeline dell’amatissima kermesse musicale.

E qui, non per essere i soliti guastafeste, per noi cade l’asino. Perché la Rai, parallelamente all’annuncio di Amadeus in tolda di comando, si è subito premurata di aggiungere una serie di precisazioni che destano già qualche perplessità. Da viale Mazzini hanno spiegato tra l’altro che Sanremo 2020 sarà “all’insegna della coralità e della celebrazione; un Festival con sorprese, un Festival nel segno della storia della Rai che vedrà impegnata l’intera l’Azienda”.

Della serie di tutto un po’. E il rischio del troppo che storpia è dietro l’angolo. Si parla già, per esempio, della presenza di tanti volti storici del Festival che nelle 5 serate dal 4 all’8 febbraio prossimi potrebbero salire sul palco dell’Ariston. Da Baudo a Fazio, dalla Clerici a Chiambretti e via compagnia cantando, in una passerella di volti stranoti, che rischia di stappare la scena al 56enne conduttore ravennate. Senza dimenticare la già preannunciata presenza dell’immancabile Fiorello.

“Mi piacerebbe realizzare un festival piacevolmente imprevedibile. Vorrei che il pubblico si sedesse davanti alla tv incuriosito da quanto sta per accadere”, ha dichiarato Amadeus.
Ci auguriamo che sia così, ma le premesse lasciano pensare che per Sanremo 2020 accadrà il contrario.

Insomma, dopo le due edizioni made in Baglioni, per un Amadeus a cui tutti d’ora in poi tireranno la giacca per essere sul palco dell’Ariston, il rischio di un minestrone-sfilata anche canoro è reale.
E alla fine la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: ma dare la precedenza solo alla musica, a una gara che faccia strabuzzare gli occhi e le orecchie, no? Questo per noi sarebbe il massimo, il modo migliore per celebrare davvero Sanremo come si merita.

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