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Inchieste sull’Ausl di Piacenza: alta tensione tra Procura, Regione e Azienda sanitaria

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Inchieste sull’Ausl di Piacenza: alta tensione tra Procura della Repubblica, Regione Emilia-Romagna e Azienda sanitaria locale. La punta dell’iceberg dello scontro è la paternità sull’avvio delle indagini. Con due versioni diametralmente opposte. In particolare per l’inchiesta relativa all’ultimo arresto, che ha posto ai domiciliari il primario di Pneumologia dell’Ospedale cittadino, il dottor Cosimo Franco, accusato di truffa aggravata e peculato.

Il tam tam piacentino

Nella nota del 2 luglio che annunciava la misura cautelare a carico del dottor Franco, si precisava che le indagini erano state “avviate di iniziativa” dai Nas dei Carabinieri di Parma, “sotto la costante direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza”, guidata da Grazia Pradella.

Subito dopo l’arresto, dalle parti dell’Azienda sanitaria si era alzato però un tam tam per precisare che invece le segnalazioni a forze dell’ordine e inquirenti erano arrivate dai vertici dell’Ausl, capitanati dal direttore generale Paola Bardasi, che è tra gli indagati nell’inchiesta sugli appalti truccati per peculato e turbativa d’asta. Tuttavia, nemmeno per sedare le voci sull’ipotesi del commissariamento dell’Ausl, nei giorni successivi da via Taverna era arrivata una nota ufficiale che attribuiva all’Azienda sanitaria le segnalazioni alla Magistratura.

La versione di Fabi

Martedì, però, ecco il colpo di scena a smentire la Procura di Piacenza. Addirittura dalla ribalta più prestigiosa della politica regionale, l’Assemblea legislativa di Bologna. A prendere la parola durante il question time, per rispondere a una domanda del consigliere dei 5 Stelle Lorenzo Casadei, l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, che di fatto ha ufficializzato la versione filtrata dall’Azienda sanitaria nei giorni scorsi.

«La Regione Emilia-Romagna sta seguendo tutte le vicende che riguardano l’Ausl di Piacenza con la massima attenzione», ha detto Fabi. «È opportuno sottolineare come anche quest’ultima indagine (il caso Franco, ndr), così come è accaduto per quella emersa nello scorso mese di maggio relativa alle molestie (il caso Micheletti, ndr), nasca dal recepimento di una segnalazione fatta dalla stessa direzione aziendale».

Non basta. Fabi ha rimarcato il buon operato della Regione: «Entrambi i professionisti sono stati immediatamente sospesi dai loro incarichi. A livello regionale sono state intraprese azioni finalizzate al confronto continuo in materia di politiche di prevenzione della corruzione, con l’istituzione del tavolo per il coordinamento delle misure in materia di trasparenza e prevenzione delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale. La Regione continuerà a svolgere il proprio ruolo di stimolo e supporto alle diverse istanze di controllo, confermando la propria funzione di indirizzo e vigilanza nei confronti delle aziende sanitarie». 

La smentita di Pradella

Chiaro no? Per l’assessore Fabi a far partire le inchieste che hanno portato all’arresto dei primari Michieletti e Franco è stata la direzione aziendale piacentina. E quindi, in sostanza, la dg Paola Bardasi, naturalmente con il placet di Bologna.

Oggi però arriva la smentita, altrettanto clamorosa, direttamente dal procuratore capo di Piacenza. Ripresa dal sito liberta.it, in merito alle inchieste sull’Ausl, Grazia Pradella ha precisato: «Sono nate dal lavoro investigativo delle forze dell’ordine, nel caso più recente dei carabinieri del Nas di Parma, e sono state condotte con la massima attenzione. In alcuni casi abbiamo ricevuto segnalazioni anonime, ma ad indagini già concluse e senza che avessero alcuna effettiva utilità».

Insomma, una versione dei fatti del tutto contraria a quella arrivata da Bologna e dall’Azienda sanitaria locale. A chi giovi questo braccio di ferro non è chiaro. Di certo non ai piacentini che chiedono trasparenza a tutela della loro salute. Senza dimenticare che a questo punto tutto lascia pensare che le inchieste sull’Ausl di Piacenza non siano finite qui…

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Complimenti per la riflessione: ben argomentata, priva di precomprensioni, fornisce al lettore “solo” elementi per elaborare una propria opinione.
    In sintesi, vero giornalismo.

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