Diga del Brugneto: “L’acqua c’è e stiamo lavorando per averne di più sul territorio piacentino”. È il punto chiave ribadito dal presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Luigi Bisi, dopo l’audizione di venerdì scorso di Paolo Ferrecchi, direttore generale Cura del territorio e dell’ambiente della Regione Emilia-Romagna. Come si sa, con la Liguria (la diga è in provincia di Genova) sono in corso interlocuzioni e trattative interregionali per rinnovare l’accordo scaduto lo scorso anno che garantiva alla Val Trebbia, in particolare per agricoltori e operatori turistici, il rilascio estivo di almeno 2,5 milioni di metri cubi d’acqua.
“La Regione Emilia-Romagna è al vostro fianco e sostiene il fabbisogno del territorio piacentino. Come Regione vogliamo una certezza del diritto prima ancora di accordi politici facendo valere l’interregionalità. Nel transitorio valgono le regole tenute ad oggi”, ha affermato Ferrecchi all’incontro. E quindi le stesse risorse idriche del passato saranno a disposizione anche quest’anno, in attesa del nuovo accordo.
Parterre di vaglia
“Per comprendere il peso e il valore della diga del Brugneto per il territorio piacentino e il lavoro che stiamo facendo come coordinatori del tavolo su questo tema, basta scorrere l’elenco dei presenti all’incontro di venerdì scorso”, commenta il presidente Bisi. Una platea all’oratorio della parrocchia di San Giuseppe Operaio composta non solo da una rappresentanza del Consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica. Erano presenti infatti l’onorevole Paola De Micheli (Pd) e la senatrice Elena Murelli (Lega), i consiglieri regionali Lodovico Albasi e Luca Quintavalla (Pd), e il collega Giancarlo Tagliaferri con l’ex consigliere provinciale Giampaolo Maloberti (Fratelli d’Italia); il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni e l’assessore all’Ambiente Serena Groppelli; poi i rappresentanti dei Comuni piacentini che si affacciano sul fiume Trebbia; e ancora, quelli della Provincia di Piacenza, delle associazioni datoriali del territorio piacentino, di Legambiente Piacenza, dei Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale (Parchi del Ducato).
Partita complessa
Dopo l’incontro, Ferrecchi ha sottolineato: “Dal tavolo odierno è uscita unitarietà dei partecipanti ed elementi aggiuntivi che porterò in trattativa. L’elemento scientifico deve essere la guida nella conduzione della trattativa e non le naturali emozioni che possono portare a risultati forvianti”.
Perché, se l’obiettivo è ottenere condizioni migliori nel nuovo accordo, non bisogna dimenticare comunque che “si tratta di una partita lunga, complessa e articolata, dove l’impegno delle istituzioni territoriali e regionali nel loro insieme continua”, ha aggiunto Bisi. “Affidiamo a loro la nostra fiducia e attraverso la commissione costituita da questo tavolo continuamente abbiamo interazioni di supporto all’elaborazione dell’istruttoria e sollecitazioni rispetto alle istanze per noi più importanti. Di quelle che sono le fasi fondamentali sarà cura del coordinamento darne informativa”.
Alla luce del sole
Per contro, ha rimarcato il presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, “ribadisco ancora una volta che nessuno vuole tenere nascoste alla cittadinanza le fasi dello svolgimento della pratica. Tuttavia, la costituzione di un continuo dibattito può creare disinformazione e allarmismo sul territorio e a volte ostacolare il lavoro in corso. All’intero della compagine di questo tavolo vi sono portatori di interesse che per storia, cultura e visione strategica spesso sono su posizioni differenti, che non mancano di esprimere nelle discussioni, ma che alla fine producono un obiettivo comune condiviso”.
Pertanto, il presidente Bisi, in attesa del prossimo incontro a metà giugno, ricorda le sue conclusioni di venerdì: “Invito chi avesse posizioni di diverso genere a partecipare al nostro tavolo al fine di evitare inutili tensioni”. Con lo scopo, “al contrario, di aumentare il peso delle posizioni che potremmo riuscire ad esprimere come territorio. Il nostro obiettivo, in aderenza alle istanze che ci sono pervenute proprio dal territorio, rimane quello di avere una dotazione maggiore dalla diga del Brugneto assegnata al Piacentino, perché l’acqua rimane l’elemento fondamentale per il sistema agroalimentare ma anche per l’ambiente, la biodiversità (con flora e fauna) e per il turismo della valle”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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