Opinioni

Cara Rai, il pubblico chiede rispetto. Non sono solo affari tuoi

Flavio Insinna durante una puntata di Affari tuoi

La Rai resta al centro delle polemiche. Il caso Insinna è quasi chiuso. Mentre tiene banco quello sulle dimissioni di Presidente e Consiglio di amministrazione, dopo l’addio del Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. Il conduttore di Affari tuoi si è scusato. Lo ha fatto con un lungo post su Facebook, seguito da una diretta video sempre sul social. Un fiume di parole, più o meno meditate, che sono servite perlomeno a calmare un po’ gli animi. Soprattutto di chi si è indignato dopo aver visto i servizi di Striscia la notizia. Una serie di filmati e di audio pieni di volgarità e offese verso autori e concorrenti da parte del conduttore quand’era alla guida del gioco di Rai1.
E adesso? Al di là del problema Insinna, la vicenda ha fatto emergere come il mondo della tv pubblica abbia bisogno di una bella regolata. A partire dai partiti che imperversano. E dai dirigenti di viale Mazzini, dai vertici alle sedi periferiche. Perché questa sarà una tv che fa ascolti, ma è una cattiva tv. E la sensazione che la vicenda Insinna sia solo la punta dell’iceberg la provano in molti.

Tweet e gaffe

La gaffe del direttore di Rai1 Andrea Fabiano ne è la prima riprova. Dopo aver espresso la sua totale solidarietà umana e professionale a Insinna con un tweet, senza offrire le sue scuse a Rosy Seracusa, la concorrente valdostana insultata dal conduttore, Fabiano è stato subissato di critiche. Tanto da essere indotto a postare a breve un secondo messaggio: “È ovvio che la solidarietà non è per le parole che si sono sentite e per le parole offensive riferite alla concorrente, ci mancherebbe”. Un tweet che, se possibile, l’ha messo ancor di più nei guai, visto che ha pensato bene di non scusarsi esplicitamente né con la signora Rosy né con il pubblico di Rai1 per il triste spettacolo emerso dalle rivelazioni del tg satirico di Antonio Ricci.

Caccia all’infame? Ok ma c’è dell’altro

Discutibile anche il tentativo mischiare le carte, buttandosi nella caccia all’infame. L’untore che avrebbe fornito il materiale a Striscia per montare i servizi contro Insinna. Ok, sono cose che non si fanno. E Striscia ci ha inzuppato il pane. Ma forse è più grave che gli untori abbiano gioco facile, perché negli studi televisivi Rai succedono cose di questo genere. E non si tratta di quattro parolacce in croce o dell’ira di un momento. La sensazione è che sia un modus operandi. Che questi artisti e i loro agenti facciano il bello e il cattivo tempo. E che non siano assolutamente governati da chi li paga fior di quattrini. Nel caso della Rai – va ricordato a chi dice che si pagano con la raccolta pubblicitaria – sono quattrini che arrivano anche dal canone sborsato dai cittadini. Se no, smettiamo di pagarlo. E qui la domanda arriva spontanea: ma allora i direttori di rete e i capo struttura dei programmi a che cosa servono?

Critiche pesanti

Sulla vicenda è sceso in campo anche Roberto Fico, deputato del Movimento 5 stelle e Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Su Facebook, dopo aver bacchettato Insinna per i fuorionda, mette il dito nella piaga criticando duramente l’azienda. “L’arroganza, le offese, la cattiva educazione, la mancanza di considerazione e di rispetto da parte non solo di chi parla direttamente, ma anche dell’azienda che consente simili comportamenti ai suoi dipendenti, superano ogni limite di decenza e di buon gusto”. E conclude: “Sono offeso per i concorrenti, oggetto di commenti irripetibili, e per il pubblico presente in studio e a casa. Pretendo rispetto per l’intelligenza e la dignità delle persone”. In più Fico in altra sede chiede le dimissioni anche del Presidente Monica Maggioni e del Cda di viale Mazzini. “Ora non credano di potersi lavare le mani. A questo punto è evidente che dopo le dimissioni di Dall’Orto dovrebbero arrivare anche quelle di tutto il Cda. Sempre che qualcuno non stia già programmando l’ennesimo inciucio”.

Messaggio ai vertici Rai

Ecco, bisogna ripartire da qui. Rispettare il pubblico. Questo dovrebbe essere il primo impegno del nuovo Direttore generale della Rai. E di Presidente e Cda, che vengano sostituiti o no. Creando un altro clima. Chiudendo faide che fanno il male della Rai. Insomma, paghiamoli pure questi artisti, superiamo il tetto dei 240mila euro di cui tanto si parla. Bisogna farlo per non perderli? Perché sono gli alfieri della tv pubblica? Se no andranno a ingrossare le fila della concorrenza, di Mediaset, Sky o Discovery? Va bene. Ma chi lavora per il servizio pubblico la smetta con questi spettacoli, che sono solo cattiva tv.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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