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Fiorenzuola: pro e contro del centro logistico alla Barabasca

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Fiorenzuola sposa la logistica, attività piacentina per antonomasia e comunque non scevra da problematiche impegnative a 360 gradi (ambientali, lavorative e di legalità), come dimostrano le notizie che arrivano quasi quotidianamente da Castel San Giovanni a Pontenure.

La nuova piattaforma logistica del capoluogo della Val d’Arda si insedierà nell’area della Barabasca, a ridosso del casello autostradale della Milano-Bologna e della bretella di collegamento con la Cremona-Brescia. A una prima impressione, il luogo è più che mai vocato per questa attività, che interesserà inizialmente un’area di ben 150mila metri quadrati lungo il lato est della Provinciale 462.

Tutto bene, dunque? A sentire l’Amministrazione di Fiorenzuola sembra di sì. La conferma arriva anche dalla prima Conferenza dei servizi che ha iniziato a valutare il progetto. Al tavolo, oltre al Comune della Val d’Arda, Provincia, Arpae, Consorzio di Bonifica e la Engineering 2K Spa, l’impresa che propone l’intervento.

Barabasca e viabilità

Partiamo dal traffico. Secondo il sindaco Romeo Gandolfi, oggi sulla Sp 462 transitano quotidianamente 15.000 veicoli. Di questi, l’82% (12.300 veicoli) sono mezzi leggeri e cioè auto e furgoncini. Il restante 18% (2.700 veicoli) è costituito da automezzi pesanti ed autoarticolati. Questo traffico notevole si muove tra l’altro a una velocità media di 90-100 kmh con punte anche di 150-160 kmh.

Grazie alla rotatoria prevista a corredo del nuovo centro logistico, per il sindaco di Fiorenzuola la velocità media subirà una netta riduzione, vicina ai 50 kmh, con un indubbio vantaggio per la sicurezza stradale. Poi, ha evidenziato Gandolfi, la stima sull’aumento del traffico dovuto al nuovo insediamento si attesterebbe solo sul 2% in più (296 veicoli al giorno), impattando in modo relativo sui numeri odierni sia sotto il profilo viabilistico che ambientale.

Barabasca e sviluppo

Delle prospettive occupazionali ha parlato invece l’assessore allo sviluppo Marcello Minari. La nuova piattaforma logistica, che sarà votata al servizio dell’industria alimentare, porterà 200 nuovi posti di lavoro. Occupazione che non sarà solo dedicata a una mera attività di stoccaggio e movimentazione merci. Questo tipo di logistica, ha sottolineato Minari, oggi coinvolge anche personale altamente specializzato, impegnato in attività tecniche e direzionali che vanno dal controllo qualità dei prodotti alla gestione di tutta la supply chain (ordini, vendita e consegna delle merci).

Infine, l’assessore all’urbanistica Franco Brauner ha evidenziato come il nuovo assetto dell’area della Barabasca, che partirà da una maggior sicurezza stradale con la nuova rotatoria, incentiverà anche l’insediamento di nuove attività produttive e del terziario.

Critiche e chiarimenti

L’analisi dell’Amministrazione di centrodestra del capoluogo della Val d’Arda sul nuovo centro logistico naturalmente non è passata sotto silenzio. E ha iniziato a raccogliere anche una serie di critiche e di richieste di chiarimenti. Il primo passaggio in tal senso è stata una diretta streaming su Facebook di Sinistra per Fiorenzuola dal titolo “Area Barabasca: verso quale sviluppo”.

All’incontro, moderato da Dario Marini Ricci e introdotto da Giorgio Millul, hanno partecipato la professoressa Carla Danani (assessore all’Urbanistica del centrosinistra dal 2001 al 2011), Luigi Ragazzi (presidente di Italia Nostra Val d’Arda) e i sindacalisti Roberto Montanari (responsabile Usb per la logistica) e Floriano Zorzella (segretario provinciale della Filt Cgil).

Sul progetto è partito all’attacco Giorgio Millul, che ha parlato di una mancanza di visione di sviluppo e di una svendita del territorio. Luigi Ragazzi si è soffermato sulla riduzione degli oneri urbanistici, a suo dire un controsenso, e sul fatto che la logistica non offrirà occupazione di qualità ai diplomati e ai laureati della Val d’Arda.

Tutela dei lavoratori

I due sindacalisti hanno approfondito naturalmente i temi del lavoro. Montanari ha spiegato che la logistica agroalimentare è quella a maggior tasso di manodopera (7 addetti ogni 1.000 metri quadrati) e che comporta una movimentazione standard da 60 a 70.000 tir all’anno. Poi ha evidenziato la necessità di combattere lo sfruttamento dei lavoratori del settore con patti territoriali tra enti locali, sindacati e aziende.

Sotto questo profilo, Zorzella ha ricordato il patto provinciale del 2012, che dovrebbe consentire una contrattazione d’anticipo nella logistica sulla base dei contratti nazionali. In seguito, ha sottolineato anche le carenze del trasporto pubblico locale verso questi centri logistici, già presenti a Castel San Giovanni e Pontenure. Carenze che comportano un appesantimento del traffico causato da chi deve raggiungere il posto di lavoro. Problemi che potrebbero verificarsi anche a Fiorenzuola.

Intervento colossale

Carla Danani invece ha sostanziato le caratteristiche dell’intervento della Barabasca, evidenziando l’enorme impatto urbanistico e ambientale del progetto e del contestuale consumo di suolo. La prima delle due costruzioni previste avrà uno sviluppo di 200 metri lineari per una l’altezza di 14 metri. La seconda avrà uno sviluppo di 160 metri e un’altezza di 41, sempre lungo il lato est della Provinciale 462.

Danani ha sottolineato come il consumo del suolo con questo intervento sia da valutare attentamente. E come sia mancato il coinvolgimento della cittadinanza su questa scelta dell’Amministrazione Gandolfi. Una scelta che è stata resa possibile anche perché, nel 2015, allo scadere del Piano particolareggiato, l’allora amministrazione di centrosinistra aveva lasciato decadere il vincolo che vietava l’insediamento della logistica alla Barabasca.

Il nodo del traffico

Ma a preoccupare molti cittadini di Fiorenzuola, oltre alle notevoli dimensioni dell’intervento che avrà un grande impatto ambientale, è il nodo del traffico. Per prima cosa, dicono, se c’è un problema di sicurezza stradale per velocità eccessiva, che bisogno c’è di aspettare una rotatoria? Già oggi basterebbe installare qualche autovelox.

Poi, le stime di un aumento del traffico giornaliero solo del 2% su 15.000 veicoli non convincono. Se vengono riproporzionate alla sola mobilità pesante (2.700 mezzi), con l’incremento dei 296 veicoli previsti si supera il 10%. E a questi vanno aggiunti i mezzi dei 200 occupati in entrata e in uscita dal futuro centro logistico, magari in alcuni casi utilizzati anche in pausa pranzo. Numeri che fanno pensare a una crescita del traffico che in complesso si potrebbe avvicinare sempre al 10%. Il rischio, rotatoria o no, è che senza altri interventi di peso, la viabilità e l’inquinamento della zona possano solo peggiorare in modo irreversibile.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Engineering 2K S.p.A., società appartenente al Gruppo FBH S.p.A., nasce nell’anno 2000 e opera nel settore logistico immobiliare come General Contractor. Grazie al team di ingegneri, architetti e tecnici specializzati, l’azienda offre servizi che vanno dallo studio di fattibilità alle valutazioni economiche, dalla progettazione architettonica e strutturale fino alla realizzazione di impianti meccanici ed elettrici. A mio avviso questa ditta si occupa solamente di costruire capannoni e promettere la creazione di occupazione nel campo logistico con nessuna garanzia, soltanto promesse mirate ad avere le autorizzazioni a costruire e basta poi si vedrà. Chi è FBH spa? Il sito è chiuso per manutenzione, da quando? Boh i soliti fantomatici immobiliaristi che arrivano costruiscono e poi se ne vanno lasciando un territorio distrutto ambientalmente. L’amministrazione di centro destra di Fiorenzuola è solo uno dei tanti pescioloni (boccaloni) presi all’amo di questi consuma suolo. In nome dell’occupazione e dello sviluppo che non ci sarà mai.

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