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Fondazione di Piacenza e Vigevano: in Consiglio generale stop all’allungamento dei mandati proposto dal presidente Reggi

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Un interno di Palazzo Rota Pisaroni, sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano

Fondazione di Piacenza e Vigevano: stop alla proposta del presidente Roberto Reggi. Nel Consiglio generale tenuto ieri pomeriggio, l’allungamento del mandato da 4 a 6 anni (rinnovabili una sola volta) per presidente e Consiglio generale – con tanto di norma transitoria che porterebbe dal 2029 al 2031 la scadenza dell’incarico per lo stesso Reggi e gli attuali consiglieri – non ha raggiunto il quorum dei 2/3 necessario per modificare lo statuto di Palazzo Rota Pisaroni.

Bocche cucite sull’andamento della seduta consiliare, ma trapela comunque che il presidente ha ricevuto 9 voti favorevoli, quando per approvare la variazione ne necessitavano almeno 10 sui 15 componenti del parlamentino della Fondazione. A bloccare la proposta di Reggi, che presiede il Consiglio generale ma non ha diritto di voto, le astensioni dei consiglieri Mauro Monti (indicato dal Conservatorio Nicolini), Ivano Fortunati (Diocesi di Piacenza), Daniela Boffino (Comune di Vigevano); a queste si sono aggiunte le assenze delle consigliere Anna Muselli (Camera di commercio dell’Emilia) e Cristina Dodici (Comuni della provincia); assente anche Sonia Franzoso, nuova consigliera di Vigevano (Associazioni di volontariato), eletta proprio ieri in sostituzione della dimissionaria Rossella Buratti.

Dei 12 consiglieri presenti si sono espressi invece a favore dell’allungamento dei mandati – anche dal 2029 al 2031 non solo per il presidente Reggi ma pure per se stessi – Valter Bulla (Associazioni di volontariato Piacenza); Leonardo Bragalini (cooptato dal Consiglio generale); Luigi Cavanna (Provincia di Piacenza); Vincenzo Cerciello (Politecnico); Francesca Colla (Università Cattolica); Fabio Leggi (Associazione La Ricerca); Carlo Marini (cooptato dal Consiglio generale); Maria Grazia Sabato (Comune di Piacenza); Elena Sisaro (Diocesi di Vigevano).

Pro e contro

Sul significato di questo voto i commenti si susseguono nei palazzi del potere piacentino. Per alcuni si tratta solo di un incidente di percorso, viste le assenze di lunedì. Tanto che il presidente Reggi pare sia pronto a ripresentare la medesima proposta di variazione allo statuto stoppata ieri – con i mandati di 6 anni e la proroga biennale dell’incarico per se stesso e gli attuali consiglieri – in un nuovo Consiglio generale, che potrebbe essere convocato addirittura il 27 luglio.

Di tutt’altro avviso chi sottolinea invece che le astensioni e le assenze, con il mancato raggiungimento della maggioranza dei 2/3 dei consiglieri necessaria per modificare lo statuto della Fondazione, non sarebbero dovute a un caso fortuito. Una tesi per esempio sostenuta oggi in Commissione consiliare a Palazzo Mercanti dal consigliere comunale Jonathan Papamarenghi (Lista civica Barbieri-Liberi).

Secondo l’esponente del centrodestra – il primo ad esprimersi in Aula lo scorso marzo sui problemi della Fondazione, così come sul voto di ieri – lo stop all’allungamento di due anni del mandato del presidente è un segnale chiaro: in diversi, a Piacenza e a Vigevano, non sono soddisfatti di come Reggi sta governando questo passaggio determinante per il futuro della Fondazione. Un tema su cui sarebbe necessario discutere a fondo e senza fretta, visto che la scadenza per procedere alla variazione facoltativa dello statuto è alla fine di ottobre 2026.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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