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Manifattura Piacenza, l’ambizioso progetto immobiliare avanza: tutto come previsto?

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Da sinistra, Tarasconi e Spezia

Ex Manifattura tabacchi: non si è ancora spenta l’eco dell’evento di ieri in Sant’Ilario per presentare l’ambizioso intervento di rigenerazione urbana e immobiliare in corso al quartiere Infrangibile. Un’operazione da 50 milioni di euro di investimenti pubblico-privati, rinominata Manifattura Piacenza, e definita come la più importante del genere in città dal dopoguerra ad oggi. In sintesi: la costruzione di una scuola media con palestra; 201 alloggi (dei 279 previsti), di cui 143 destinati a social housing, con canone calmierato per 25 anni; nonché 58 appartamenti in vendita libera o convenzionata e un’ampia area verde.

Ieri dunque grande passerella dei protagonisti dell’operazione per elencare i meriti del progetto, davanti a un pubblico di una settantina di persone, composto sostanzialmente da addetti ai lavori, politici (nessuno del centrodestra locale), qualche imprenditore, professionisti. Con presenze di spicco in prima fila come quelle del vescovo Adriano Cevolotto e dell’onorevole Pd Paola De Micheli, accompagnati da altre personalità come l’ex senatore di Forza Italia Antonio Agogliati, la vicepresidente di Confindustria Piacenza Maria Angela Spezia, il consigliere d’amministrazione di Iren, Stefano Borotti, il vicepresidente di Confedilizia, Antonino Coppolino; senza dimenticare la presidente del Consiglio comunale, Paola Gazzolo, e i consiglieri regionali Lodovico Albasi e Luca Quintavalla, tutti esponenti del Partito democratico.

Relatori della presentazione il sindaco Pd Katia Tarasconi, l’assessore all’Urbanistica Adriana Fantini; poi Mario Spezia, nelle vesti di presidente del Consorzio cooperativo Concopar; Carlo Marini, consigliere della Fondazione di Piacenza e Vigevano (in sostituzione del presidente Roberto Reggi, assente per impegni in Vaticano); il direttore generale del Comune, Luca Canessa, e Alessandro Busci, responsabile della gestione fondi di Prelios Sgr; dulcis in fundo, collegato da remoto, l’onorevole Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ministro per il Pnrr, gli Affari europei e le Politiche di coesione.

Il cerino in mano

Partiamo dall’esponente piacentino del Governo Meloni, ultimo a intervenire: Foti ha tracciato un bilancio positivo dell’utilizzo dei fondi Pnrr su scala nazionale, che in città interessano anche Manifattura Piacenza, con scadenza al 30 giugno 2026. Dopo aver snocciolato dati e cifre, il ministro si è soffermato sulla qualità dell’operazione locale, frutto della collaborazione nel tempo tra più enti, Amministrazione Tarasconi compresa; ha sottolineato poi come con la conflittualità non si va da nessuna parte, lasciando di fatto con il cerino in mano i suoi esponenti locali di FdI che nei giorni scorsi avevano contestato l’operazione al fianco dei residenti del quartiere Infrangibile.

I nuovi arrivi

Se questo è stato il segnale politico bipartisan, il focus degli interventi precedenti ha riguardato da diversi punti di vista non solo la bontà dell’intervento immobiliare, ma anche l’identikit dei futuri abitanti del nuovo insediamento. Il sindaco Tarasconi ha ricordato che l’operazione riguarda l’Edilizia residenziale sociale (Ers), cosa diversa da quella popolare. Coinvolge cioè famiglie e soggetti economicamente più solidi e abbienti: Isee da circa 17.500 euro a 50.000, residenti da almeno 5 anni in Emilia-Romagna e con un rapporto lavorativo stabile dello stesso periodo (clicca qui per consultare la documentazione fornita da Manifattura Piacenza).

Insomma, come ha aggiunto nel suo intervento Mario Spezia, il dominus dell’iniziativa di ieri, gli alloggi in costruzione saranno abitati da “persone normali”, che lavorano e pagano affitti e mutui; un profilo disegnato soprattutto per fugare i timori dei residenti rispetto a nuovi arrivi sgraditi, rimarcando come la gestione di Concopar su locazioni e vendite sia “una garanzia”.

I conti in tasca

L’impressione però è che il battage non abbia puntato solo a tranquillizzare gli abitanti dell’Infrangibile o ad attirare l’attenzione di chi sta cercando casa in città. Probabilmente le note suadenti sono state rivolte anche a chi potrebbe ancora investire nel progetto Manifattura Piacenza attraverso il Fondo Estia Social Housing, istituito e gestito da Prelios Sgr, partecipato da Cassa Depositi e Prestiti, Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Consorzio cooperativo Concopar.

Infatti, nei diversi interventi di ieri, non sono emersi dati in merito; cioè non è stato chiarito se le quote del Fondo Estia siano andate esaurite. E visto che a premiare l’investimento negli anni ci sarà un rendimento basato principalmente sui pagamenti dei canoni d’affitto e poi sulle vendite degli immobili alla liquidazione del Fondo, ribadire la solidità economica di chi diventerà inquilino e proprietario diventa fondamentale per incentivare il finanziamento dell’operazione Manifattura Piacenza.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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