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Casalino: altro che passo falso, su Tria e Mef muscoli a 5 Stelle

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Casalino: il mastino dei 5 Stelle, il duro della comunicazione. Le definizioni più o meno colorite dell’ingegnere/giornalista assurto a dominus mediatico dei grillini, oggi portavoce di Palazzo Chigi, si sprecano. E da quando ha trascinato via il premier Conte dalle telecamere al G7 canadese, Casalino ormai gode di stampa – buona o cattiva poco importa – come un esponente di grido del governo giallo-verde.

Stipendio e veline

Qualche giorno fa ha fatto scalpore la notizia sull’ammontare del suo stipendio (lordo) da 169mila euro come portavoce del premier, che per fare il primo ministro guadagna meno di lui. E adesso infuria la polemica sull’audio divulgato da La Repubblica in cui Casalino “detta” una velina a un paio di giornalisti di sicuro non allineati.

Nella chiacchierata – prodiga di consigli anche su come dare la notizia – Casalino salva il ministro Tria sulle difficoltà a trovare le risorse per il reddito di cittadinanza. E poi attacca frontalmente i tecnici del dicastero dell’Economia e delle Finanze. Sono loro che non tirano fuori i dieci miliardi da mettere nella legge di Bilancio per il provvedimento tanto caro a Di Maio e soci.

Caccia alle streghe

Nel minaccioso messaggio, a tratti piuttosto scurrile, Casalino promette che se alla fine non dovessero arrivare i soldi per finanziare il reddito di cittadinanza, i 5 Stelle dedicherebbero il 2019 a una “mega-vendetta” per eliminare da via XX settembre i burocrati invisi al Movimento, tra l’altro già avvertiti a suo tempo in modo più elegante.

All’arrivo della notizia, tutti a parlare di una bella frittata. Forza Italia e Partito democratico chiedono subito le dimissioni di Casalino. Il portavoce di Conte dopo qualche ora si difende. Parla di una conversazione assolutamente privata e di una violazione della dovuta riservatezza, incassando la solidarietà del premier e naturalmente dei sodali del Movimento.

Casalino: un passo falso?

A ben guardare, però, più di una frittata il piatto servito da Rocco Casalino sembra qualcosa di diverso, anche se cucinato senza tanta raffinatezza. Da giornalista scafato come poteva pensare che la chiacchierata non rischiasse di essere divulgata sotto il cappello del diritto di cronaca? E che non facesse tanto rumore?

Se l’obiettivo era stemperare a gran voce le tensioni con Tria (e quindi col Quirinale), dopo gli scontri con Di Maio sul reddito di cittadinanza, le parole di Casalino hanno raggiunto lo scopo. I 5 Stelle non ce l’hanno col ministro, ma con i “signor no” del Mef. Devono piantarla di fare le barricate e aprire i cordoni della borsa, pena una rappresaglia epocale.

In più bisogna opporsi al salvinismo imperante. La Lega nei sondaggi sta rubando voti a tutti. Far vedere che ci sono anche i duri a 5 Stelle serve a serrare le fila tra gli elettori pentastellati delusi da come vanno le cose al governo. E anche in questo caso non si può dire che nel merito Casalino non abbia raggiunto l’obiettivo.

 

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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